Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00181 presentata da TOCCAFONDI GABRIELE (MISTO-CIVICA POPOLARE-AP-PSI-AREA CIVICA) in data 18/07/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00181 presentato da TOCCAFONDI Gabriele testo di Mercoledì 18 luglio 2018, seduta n. 29 TOCCAFONDI e FUSACCHIA . — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che: la scuola deve partire dai ragazzi e, per non essere mediocre, deve indirizzare le sue azioni alla ricerca dei migliori insegnanti rispetto alle caratteristiche degli alunni; la legge n. 107 del 2015 ha introdotto la «chiamata diretta». Il comma 79 dell'articolo 1 ha previsto che, per la copertura dei posti, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento. Il comma 80 prevede la valorizzazione dei curricula , delle esperienze e delle competenze professionali e prevede colloqui; a dicembre 2016 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca stabilì che le chiamate dirette venissero decise all'interno del collegio dei docenti; va precisato che la scelta non riguardava docenti da assumere, bensì insegnanti già di ruolo, i quali, se anche non «chiamati», non avrebbero perso il lavoro; era consentito scegliere, tra i docenti a tempo indeterminato che chiedevano di trasferirsi, quelli in possesso di curricula coerente con l'offerta formativa della scuola prescelta. Nella comparazione – stessa laurea, stesso insegnamento – poteva emergere chi possedeva una certificazione di conoscenza dell'inglese. Una scuola con tale insegnamento avrebbe avuto interesse a chiamarlo, così come per un docente con titoli specifici in presenza di ragazzi con disturbi dell'apprendimento; da oggi si torna al passato, alle graduatorie: all'anzianità di servizio. Si tratta di criterio apparentemente semplice e imparziale, ma non rispondente ad una logica equa, non valorizzando le qualità specifiche di ciascuno ma partendo dal presupposto che tutti siano uguali, salvo per l'anzianità. Così si produce un appiattimento depressivo e un egualitarismo frustrante, che penalizza solo i migliori docenti; la prima azione del nuovo Governo è stata quella dell’«abolizione» della «chiamata diretta». Il 5 luglio 2018 il Ministro, intervistato, affermava: «la chiamata diretta è stata concepita e applicata male. Da più parti se ne chiedeva la cancellazione». Successivamente il 9 luglio ha dichiarato: «abbiamo eliminato la chiamata diretta, come prevedeva il contratto di Governo (...). Di per sé era anche una innovazione interessante, ma non è stata seguita nell'attuazione (...) ora procederemo con criteri trasparenti»; tra superare e modificare, cancellare e aggiornare, abolire e procedere con altri criteri, c'è un abisso giuridico. La norma di legge dovrebbe essere abolita con norma di pari grado e non con accordo sindacale –: se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative per abrogare i commi 79 e 80 della legge n. 107 del 2015 sulla «chiamata diretta» o procedere a modifiche degli stessi, in che modo e con quali tempistiche. (5-00181)