Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00207 presentata da PINI GIUDITTA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20/07/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00207 presentato da PINI Giuditta testo di Venerdì 20 luglio 2018, seduta n. 31 PINI , GRIBAUDO , DE FILIPPO , CARNEVALI , RIZZO NERVO , SCHIRÒ e SIANI . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: il Papilloma virus (HPV – Human Papilloma Virus ) infetta pelle e mucose e in modo specifico vulva, cervice, vagina, ano, gola e bocca ed è causa del 90 per cento dei tumori della cervice uterina, nonché di carcinoma dell'ano, orofingei e del pene; sono stati fino ad oggi individuati 150 tipologie differenti di Hpv di cui 30 sono sessualmente trasmissibili e circa 12 come possibili fattori scatenanti di tumori; l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha riconosciuto la neoplasia alla cervice uterina come riconducibile all'Hpv. In Italia sono all'incirca 3.500 i nuovi casi di questo tumore, che causa fa morte di oltre 1500 donne; l'Oms, proprio per la gravità dell'infezione, ha dichiarato il 4 marzo giornata internazionale contro il Papilloma virus ( Hpv Awareness Day ); l'Oms ha consigliato l'uso del vaccino per le ragazze tra 9 e 14 anni e il passaggio del vaccino dal 4-valente al 9-valente sembra avere portato l'efficacia dal 70 per cento al 90 per cento, e secondo la maggior parte delle revisioni di costo-efficacia pubblicate è conveniente vaccinare i ragazzi e le ragazze; il vaccino (9-valente) nel nostro Paese è gratuito per gli adolescenti fino a 12 anni, in base ai nuovi livelli essenziali di assistenza; la Fondazione Gimbe – con un documento pubblicato sulla rivista Evidence – ha sottolineato che sono ancora pochi i pediatri a consigliare il vaccino e che, come ha ricordato il presidente Gimb, Nino Caartbellott «La vaccinazione anti-Hpv rappresenta un clamoroso esempio di sotto-utilizzo di una prestazione dal valore elevato»; una ricerca dell'università della Campania Luigi Vanvitelli e condotta su un campione casuale di 640 pediatri di libera scelta ha dimostrato che solo il 18,4 per cento raccomanda sempre la vaccinazione ai ragazzi di 11-12 anni, rispetto al 77,4 per cento delle ragazze di pari età; secondo i dati del Ministero della salute, solo il 53 per cento delle ragazze in media in Italia nate nel 2004, ha effettuato un ciclo completo di vaccinazione con differenze elevate tra le regioni: una percentuale in calo di 19 punti in 5 anni se confrontata al 72 per cento delle ragazze nate nel 2000. Mentre per i ragazzi i dati sono così esigui da non essere neanche resi pubblici; poiché l'efficacia del vaccino cala col crescere dell'età dei soggetti vaccinati, sull'efficacia della vaccinazione estesa a donne e uomini non c'è grosso sostegno; il costo del vaccino per chi è in età adulta varia da ragione a regione; l'infezione da Hpv è asintomatica e l'unico modo per accertarla è tramite l'Hpv-Test e il Pap-Test; l'obbligo vaccinale va superato con una scelta condivisa e dovrebbe lasciar posto all’ empowerment o secondo la teoria di Nuggent alla «spinta gentile»; per far questo è necessario formare gli operatori alla comunicazione-relazione –: se alla luce di quanto esposto, non si ritenga necessario assumere iniziative per rendere obbligatorie le vaccinazioni sia per le donne sia per gli uomini, visto che questi ultimi sono il principale vettore di trasmissione della malattia, in modo da raggiungere gli obbiettivi di copertura fissati dal piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 ancora molto lontani; quali iniziative abbia intenzione di mettere in campo la Ministra interrogata visto che in Italia c'è sempre un minor numero di vaccinati, nonostante gli allarmi sulla pericolosità dell'Hpv lanciati dai medici dell'Organizzazione mondiale della sanità. (5-00207)