Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00789 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 24/07/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00789 presentato da BIGNAMI Galeazzo testo di Martedì 24 luglio 2018, seduta n. 32 BIGNAMI . — Al Ministro della salute, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che: il tema della carenza di medici nei prossimi anni, sia di medicina generale che specialisti, è stato messo in evidenza con preoccupazione da mesi, sia da parte delle organizzazioni sindacali, che dalla stampa a tutti i livelli; il trend che sembra delinearsi per i prossimi anni potrebbe essere davvero drammatico. L'allarme, tra gli altri, è stato lanciato anche dalla Federazione medici di medicina generale (Fimmg) che ha parlato di una «emorragia di 45 mila medici in cinque anni». Sui 10 anni invece, la previsione risulterebbe addirittura peggiore, con oltre 33 mila medici di base in pensione e oltre 47 mila medici ospedalieri per un totale di oltre 80 mila medici; il dato più preoccupante, hanno rilevato le organizzazioni sindacali, è il fatto che le uscite stimate per pensionamento non saranno bilanciate dalle nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale sono circa 1100 l'anno, mentre per i medici del Servizio sanitario nazionale il calcolo appare difficoltoso perché non è dato sapere quando saranno banditi i concorsi dalle regioni e con quali numeri, senza contare che risulta ancora in atto il blocco del turn-over totale o parziale; sempre stando alle stime del sindacato, l'anno più problematico dovrebbe essere il 2022 nel quale è previsto il pensionamento di 3.902 medici di base; il tema, tra l'altro, va affrontato, ad avviso dell'interrogante, anche secondo un'altra prospettiva: in Italia, infatti, non risulterebbe una carenza di medici, ma, vi sarebbero limitate possibilità di accesso, per i laureati in medicina, alla formazione post laurea; la conseguenza è che, a fronte delle migliaia di neolaureati e abilitati ogni anno, troppi non riescono a entrare nella scuola di specializzazione, non perché bocciati, ma per carenza di posti; recenti stime parlerebbero di una probabilità su due per i laureati in medicina di riuscire a entrare nella scuola specialistica e di 20-25 mila giovani medici a oggi non attivi e 8 mila precari: un «esercito di professionisti» a cui va garantita la possibilità di crescere professionalmente e restare a lavorare nel proprio Paese –: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; di quali dati disponga in relazione alle problematiche evidenziate in premessa; quali iniziative urgenti si intendano mettere in campo per dare risposte e affrontare i temi di cui in premessa; se i Ministri interrogati intendano avviare un confronto con le parti coinvolte per ricercare soluzioni condivise e tempestive; se risulti una effettiva difficoltà da parte dei laureati in medicina nell'accedere alla specializzazione e se si ritenga opportuno rivedere complessivamente la programmazione legata alla formazione post laurea; se sia in corso un'interlocuzione con tutte le regioni d'Italia per affrontare le criticità di cui in premessa e, in caso affermativo, con quali modalità e con quali prospettive. (4-00789)