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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00132 presentata da TARICCO MINO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 26/07/2018

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00132 presentata da MINO TARICCO giovedì 26 luglio 2018, seduta n.027 TARICCO, ALFIERI, PATRIARCA, VATTUONE, FERRAZZI, GIACOBBE, BOLDRINI, PINOTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che: nel febbraio 2016 la "Qui!Group", società con sede a Genova, gruppo italiano leader nel settore dei titoli di servizio per il welfare aziendale (buoni pasto, voucher , premi aziendali) con a capo Gregorio Fogliani, ideatore nel 1989 dell'azienda "Qui!Ticket Service" che, grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo, aveva cominciato l'espansione del business diventando capofila di un network di società operanti in differenti aree commerciali, si aggiudica due principali (dei 7) lotti del bando Consip per la fornitura dei buoni pasto alla pubblica amministrazione. L'appalto, del valore di un miliardo di euro, da solo rappresenta oltre un terzo del mercato nazionale del settore, che vale circa 2,7 miliardi; la società, acquisendo i suoi primi grandi clienti, diventa una società di rilievo nazionale. Tra i clienti risultano importanti realtà di primario rilievo, tra cui Banca d'Italia, Eni, Enel, Guardia di finanza, Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero della giustizia, Poste italiane, Ferrovie dello Stato, CNR e Consip; in data 7 giugno 2017, il Ministero dello sviluppo economico delibera il decreto n. 122 ( Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 2017), in attuazione dell'articolo 144, comma 5, del decreto legislativo n. 50 del 2016, disciplinando i servizi sostitutivi di mensa; pur essendo un provvedimento di esecuzione e attuazione del codice dei contratti pubblici, individua "gli esercizi commerciali presso i quali potrà essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso attraverso i buoni pasto, le caratteristiche dei cosiddetti buoni pasto, il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili"; tale provvedimento è rilevante anche per le imprese private interessate da tali servizi; rispetto all'articolo 285 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, che disciplinava la medesima materia, è previsto un ampliamento degli esercizi convenzionati presso i quali si può usufruire del servizio di mensa (art. 3) e vengono introdotte dettagliate previsioni sul contenuto degli accordi tra società emittenti ed esercizi convenzionati (art. 5); sono circa 150.000 gli esercizi convenzionati, per il 70 per cento dei casi sono bar, gastronomie e ristoranti e per il restante 30 per cento grande distribuzione; nel luglio 2017 un altro bando Consip assegna altri due lotti a Qui!Group SpA, sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa, aggiudicandosi l'appalto del valore di poco più di 100 milioni di euro; nel settembre 2017 entra in vigore il decreto ministeriale con le nuove regole sull'utilizzo dei ticket , con l'ampliamento del numero degli esercizi e dei prodotti per spendere i buoni pasto, rendendo possibile anche la cumulabilità fino a 8 al giorno, nel contempo la Qui!Group inizia a dilatare i tempi di rimborso dei buoni pasto ben oltre il limite dei 60 giorni; a fine gennaio 2018 la Consip richiama formalmente il fornitore al pieno rispetto degli obblighi contrattuali ed invita le amministrazioni a segnalare i disservizi; entro il 16 febbraio 2018 viene assicurato da Qui!Group SpA il ripristino della piena funzionalità del servizio. Nello stesso tempo viene formalizzata l'operazione con KKR, società di investimenti leader a livello mondiale con la quale sottoscrive un bond puntando a rafforzare ulteriormente la propria crescita in ambito fintech (buoni pasto elettronici) ma che finisce, in realtà, per ripagare il debito bancario cresciuto a dismisura negli ultimi anni ed ottenere in pegno il 91,8 per cento della società genovese dei buoni pasto oltre ad un ottimo rendimento pari ad almeno il 10 per cento, il maggiore tra l'Euribor a tre mesi e lo 0,5 per cento, più un altro 6 per cento fisso, più un ulteriore 3,5 per cento che può essere cumulato e non pagato trimestralmente, fruttando però altri interessi; poco dopo il convegno a Milano svoltosi l'11 luglio 2018 tra le principali aziende del settore per certificare la loro ottima salute e tranquillizzare il mercato, dichiarato dall'ANSEB, Associazione nazionale società emettitrici buoni pasto, il 13 luglio 2018 la Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, ha deciso la risoluzione della convenzione stipulata con la società nel 2016, dopo regolare gara d'appalto, per "reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali" rendendo non più validi i buoni pasto distribuiti ai dipendenti della pubblica amministrazione in diverse regioni d'Italia, in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Lazio e la stessa Liguria, sede della società; considerato che: il rimborso in contanti spettante al settore commerciale (bar, ristoranti e supermercati) dopo un regolare accumulo dei buoni pasto e fatture alla società che li ha emessi, non è sul valore nominale del biglietto, ma è al netto di una percentuale che oscilla tra il 6 e il 20 per cento, oscillazione resa possibile dai "servizi aggiuntivi" che le aziende emettitrici di buoni pasto, tra cui anche la Qui!Group SpA, hanno messo in pratica negli anni; la Qui!Group addossa la responsabilità ai ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, con la quale nel 2016 ha firmato un contratto da 187 milioni di euro. Denaro che le arriverebbe a singhiozzo, impedendone un puntuale rimborso agli esercenti; la ANSEB, in una lettera alla Consip e, per conoscenza, al Garante della concorrenza e del mercato e al Ministero dell'economia e delle finanze, ha messo in evidenza il rischio di favorire un assetto oligopolistico o, persino, una posizione dominante nel mercato della fornitura dei buoni pasto a seguito della decisione della Consip di assegnare per la prima volta ad una sola azienda una nuova commessa suddivisa in 15 lotti del valore complessivo di 1,25 miliardi di euro; in Italia, il servizio sostitutivo di mensa è normato dal 1976 con un valore di mercato che vale, nel solo nostro Paese, circa 3 miliardi di euro, il 40 per cento di questa cifra è gestita dal pubblico con le gare Consip, il resto è mercato privato; i buoni pasto sono acquistati da oltre 90.000 aziende, organizzazioni e pubbliche amministrazioni, tutta la filiera rappresenta lo 0,72 per cento del Pil italiano e 190.000 posti di lavoro tra lavoro diretto ed indiretto. È considerato uno strumento sano, con effetto espansivo sull'economia del territorio ed ha una funzione distributiva perché favorisce i redditi bassi; il valore medio dei buoni pasto è circa 5 euro per un numero medio di buoni pasto usati cumulativamente pari a 3; da un'indagine ISTAT campionaria, si rileva che a ricevere almeno un buono pasto al mese sono poco più di 2 milioni e mezzo di lavoratori, pari all'incirca al 14 per cento dei lavoratori dipendenti, mentre l'importo medio mensile di un blocchetto di buoni pasto è di 110 euro; nessuna delle altre aziende assegnatarie della gara Consip (tra le maggiori Edenred, Day Ristoservice e Sodexo) ha mai lamentato lungaggini nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione; Qui!Group SpA non ha mai fatto ricorso alle contromisure previste dal regolamento con la possibilità di interrompere la fornitura di buoni pasto nel caso di inadempienza della pubblica amministrazione; il bilancio della società mostra un indebitamento con le banche in forte crescita: 8 milioni di euro nel 2006, 50 milioni nel 2011, 105 milioni a fine 2016, ultimo bilancio disponibile; la stessa Qui!Group partecipa alla gara Consip in duplice veste, quella ufficiale e quella rappresentata dalla "Più Buono Srl" controllata dalla Qui!Group, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; se non ritenga necessario approfondire un dialogo con le differenti istituzioni e soggetti interessati, tra i quali sindacati, piccoli esercenti, grande distribuzione, imprese e consumatori per rendere il sistema più efficiente ed evitare così la possibile richiesta di fallimento della società Qui!Group SpA, considerando che il futuro della medesima e di quello di circa 700 persone dipendenti della società è ora in mano a KKR; se non ritenga necessario avviare un tavolo di lavoro nazionale in modo tale da coinvolgere tutta la filiera dei buoni pasto ed eventualmente dare vita ad un fondo di garanzia per proteggere gli esercenti dalle aziende di buoni pasto che si comportano in modo scorretto, vagliare la possibilità di un eventuale rimborso dei buoni pasto già distribuiti, non ancora spesi e che i commercianti non accettano più, valutare le modalità di erogazione degli stessi per i mesi futuri e considerare l'eventuale sostituzione dei contratti tra pubblica amministrazione e fornitori; se non ritenga necessario assumere urgentemente iniziative per effettuare una verifica approfondita delle varie situazioni susseguite nel tempo, in vista del prossimo settembre 2018, mese in cui saranno resi noti i risultati della nuova gara Consip da 1,25 miliardi di euro, tenendo presente il grave disagio che tutti i lavoratori sono costretti a subire. (3-00132)