Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00348 presentata da SARLI DORIANA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 07/08/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00348 presentato da SARLI Doriana testo presentato Martedì 7 agosto 2018 modificato Martedì 4 settembre 2018, seduta n. 41 SARLI , MAMMÌ , SPORTIELLO , BOLOGNA , CHIAZZESE , D'ARRANDO , LOREFICE , LEDA VOLPI . — Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: l'articolo 1, comma 804, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, istituisce nello stato di previsione del Ministero della salute un fondo per la riduzione della quota fissa sulla ricetta, con una dotazione di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2018; l'articolo 1, comma 805, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, prevede che con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, stabilisce i criteri per la ripartizione del fondo di cui al comma 804, privilegiando le regioni che hanno adottato iniziative finalizzate ad ampliare il numero dei soggetti esentati dal pagamento della quota fissa sulla ricetta oppure utilizzato altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie; le regioni che hanno ampliato il numero dei soggetti esentati dal pagamento della quota fissa per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale o hanno adottato misure alternative sono state le seguenti: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Basilicata, come riportato nello schema di decreto del Ministero della salute il 27 marzo 2018; il coordinamento interregionale in sanità del 18 aprile 2018 ha dato assenso condizionato allo schema di decreto del Ministero della salute del 27 marzo 2018 proponendo il riparto in questo modo: 80 per cento della dotazione del fondo, sopra menzionato, sulla base del numero di ricette non esenti rilevato in TS 2016 per ciascuna regione; il 20 per cento del fondo ripartito alle sole regioni che avevano ampliato il numero dei soggetti esentati o adottato misure alternative (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Basilicata) in proporzione allo scostamento rilevato tra gettito teorico della quota fissa e il gettito effettivamente introitato con riferimento al 2016 –: se si sia tenuto conto di indicatori quali il tasso di abbandono alle cure, la difficoltà di accesso ai servizi, il livello di disoccupazione e di reddito e l'aspettativa di vita, nella ripartizione delle risorse del fondo per la riduzione della quota fissa sulla ricetta alle regioni; se sia stato valutato, nella definizione dei criteri per la ripartizione a livello regionale del fondo nazionale per la riduzione della quota fissa sulla ricetta, il reddito medio dei cittadini, diverso da regione a regione, considerato che il maggior numero di non esenti riscontrati nelle regioni, quasi tutti del nord del paese, coincide con una condizione economica più favorevole rispetto alle regioni del sud d'Italia; se non ritengano che la maggior parte delle regioni del Mezzogiorno d'Italia risultino penalizzate dal riparto dei finanziamenti previsti dal fondo e quali iniziative intendano intraprendere al riguardo; se non ritengano di assumere iniziative per adottare una diversa ripartizione del fondo sopra citato, riequilibrando la distribuzione delle risorse per garantire una maggiore omogeneità della qualità delle cure ed equità nell'accesso ai servizi sanitari su tutto il territorio nazionale; se non ritengano, a seguito di quanto esposto, di adottare tutte le iniziative di competenza finalizzate al superamento del ticket fisso sulla ricetta medica e per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, prevedendo più risorse a sostegno del servizio sanitario nazionale. (5-00348)