Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00490 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE ANDREA (FRATELLI D'ITALIA) in data 19/09/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00490 presentato da DELMASTRO DELLE VEDOVE Andrea testo di Mercoledì 19 settembre 2018, seduta n. 47 DELMASTRO DELLE VEDOVE e CIRIELLI . — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: in data 12 settembre 2018 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione della deputata olandese Judith Sargentini con la quale veniva richiesto l'avvio della procedura sanzionatoria di cui all'articolo 7 del Trattato di Lisbona in caso di violazione dei diritti fondamentali nei confronti dell'Ungheria; la procedura sanzionatoria, significativamente definita «opzione nucleare», costituisce un precedente pericolosissimo e può giungere, nella scala delle sanzioni, sino alla sospensione del diritto di voto di Budapest nel Consiglio dell'Unione europea; il carattere di aggressione politica, mascherata da motivazioni giuridiche, a giudizio degli interroganti traspare chiaramente da alcune affermazioni dei leader europei, tra i quali Guy Verhofstadt, capogruppo dei Liberaldemocratici, che ha affermato testualmente «affronteremo chiunque voglia distruggere il progetto europeo, questo è il messaggio»; la procedura sanzionatoria di cui all'articolo 7 del Trattato di Lisbona prevede che i competenti organi dell'Unione europea dovranno procedere a eventuali tre votazioni; il consiglio dell'Unione europea dovrà decidere, con una maggioranza di quattro quinti, in ordine alla sussistenza del «rischio manifesto» di una grave violazione dei diritti da parte dello Stato membro; se si raggiunge tale maggioranza, il Consiglio europeo è poi chiamato a votare all'unanimità l’«esistenza di una grave e persistente violazione» da parte del medesimo Stato, e, infine, il Consiglio vota a maggioranza qualificata per indicate le sanzioni da assumere; il Consiglio europeo è composto dai leader degli Stati membri e, nel caso dell'Italia, dal Presidente del Consiglio dei ministri; la posizione dell'Italia, e segnatamente il voto che sarà espresso dal Presidente del Consiglio, sarà quindi determinante; evidentemente il voto del Presidente del Consiglio assume un valore politico straordinario e sarà espressione non di convincimenti di natura personale, ma della posizione ufficiale dello Stato italiano; in occasione dell'esame della risoluzione dell'onorevole Sargentini i deputati europei del Movimento 5 Stelle, in dissenso rispetto al proprio gruppo politico di appartenenza al Parlamento europeo - «Europa della Libertà e della Democrazia Diretta», hanno votato a favore delle sanzioni, mentre il gruppo parlamentare europeo della Lega ha votato contro le sanzioni al Governo di Budapest –: quale sia la posizione che il Governo intende esprimere nelle competenti sedi dell'Unione europea in ordine alla effettiva sussistenza del rischio di violazione dei diritti fondamentali da parte del Governo di Budapest. (5-00490)