Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01150 presentata da CUNIAL SARA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 19/09/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01150 presentato da CUNIAL Sara testo di Mercoledì 19 settembre 2018, seduta n. 47 CUNIAL . — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: da recenti studi è emerso che, su 41,5 miliardi di euro di fondi europei destinati all'Italia, all'agricoltura biologica vanno appena 963 milioni di euro – il 2,3 per cento delle risorse – nonostante sia ormai praticata l'agricoltura biologica nel 14,5 per cento della superficie agricola utilizzabile. Tutto il resto, oltre il 97 per cento va a chi sparge oltre 130 mila tonnellate di pesticidi ogni anno sui nostri suoli, contaminando le falde e gli alimenti che ogni giorno si mettono in tavola (rapporto di Cambia La Terra, 2018). E questo sebbene l'Italia sia tra le nazioni in Europa dove l'agricoltura biologica pesa maggiormente sull'intero comparto. Nel 2016 erano infatti quasi 1 milione e 800 mila gli ettari destinati a questo tipo di coltivazioni. Dal 2012 al 2017 il nostro Paese ha visto aumentare del 53 per cento il territorio destinato al biologico. La quota bio dell’ export agroalimentare italiano è pari a 2 miliardi di euro e il mercato interno, nel 2016, è cresciuto del 3,5 per cento (Nomisma, 2018); migliaia di agricoltori biologici in diverse regioni d'Italia stanno ancora soffrendo per i ritardi dei pagamenti dei premi della politica agricola comune (PAC) per il bio non solo dell'annualità 2017, ma anche 2016 e 2015; dal 1945, la produzione globale di pesticidi è passata da 0,1 a 2,7 milioni di tonnellate. Secondo le stime della Fao, il giro d'affari mondiale legato al commercio e alla vendita di pesticidi è di 500 miliardi di dollari all'anno. A cui si dovrebbero aggiungere i costi «esternalizzati», ovvero dei costi per la salute e l'ambiente che ricadono su tutti i cittadini; recentemente, la Fao ha riconosciuto il fallimento dell'agricoltura industriale: 800 milioni di persone sono tutt'oggi sotto alimentate, e, nel contempo, 2 miliardi di persone soffrono di obesità o sovrappeso; 1/3 del cibo prodotto viene sprecato; in soli 100 anni si è perso il 75 per cento della diversità genetica vegetale e la fertilità dei suoli si è drasticamente ridotta; sebbene il sistema alimentare industriale domini ormai oltre il 75 per cento del suolo coltivabile sono ancora i piccoli agricoltori che, a livello mondiale, forniscono il 70 per cento del cibo, pur avendo a disposizione solo il 25 per cento della terra arabile; l'esposizione a pesticidi aumenta i rischi sanitari non solo per chi li usa (agricoltori), ma anche per i loro figli (a causa della trasmissione transgenerazionale del rischio), per chi vive in prossimità di campi trattati e per chi li assume con l'alimentazione (soprattutto i bambini). Le principali conseguenze sanitarie sono alterazione di vari sistemi ormonali, malattie metaboliche (compresi obesità e diabete), riduzione della fertilità, malattie respiratorie, malattie croniche neurodegenerative (Parkinson, Alzheimer), alterazioni dello sviluppo neurocognitivo dei bambini e cancro (soprattutto leucemia infantile) (Di Ciaula, Isde); da una ampia letteratura emerge che i pesticidi rivestono un ruolo centrale anche per l'insorgenza delle malattie non trasmissibili (neurodegenerative, tumorali, metaboliche e altro), cresciute a dismisura ed il cui costo si stima supererà, entro il 2030, i 30 trilioni di dollari, pari al 48 per cento del Pil mondiale (Patrizia Gentilini, Il Fatto Quotidiano , 13 settembre 2018); l'ultimo rapporto sui pesticidi nelle acque (Ispra), delinea un quadro allarmante, evidenziando tassi di contaminazione superiori ai limiti in quasi un quarto dei punti di monitoraggio di superficie. L'Ispra sostiene che «la contaminazione è sottostimata, per il fatto che in vaste aree del centro-sud, il monitoraggio non è ancora adeguato... Un fattore finora non sufficientemente considerato, inoltre, è la reale persistenza di certe sostanze, che insieme alle dinamiche idrologiche molto lente (specialmente nelle acque sotterranee) rende l'inquinamento ambientale difficilmente reversibile»; ad oggi, i limiti di legge non appaiono adeguati a tutelare efficacemente la salute umana principalmente perché non considerano gli effetti cumulativi dei pesticidi, delle interazioni dei pesticidi con altri inquinanti e della diversa suscettibilità individuale legata all'esistenza di particolari polimorfismi genici, all'età, a particolari condizioni fisiologiche o patologiche. Infine, i limiti di legge sono continuamente rivisti al ribasso, in seguito all'evoluzione della ricerca scientifica. Questo comporta che il ritardo tra la pubblicazione delle evidenze scientifiche e il momento in cui queste sono recepite dalla normativa causi periodi molto prolungati (a volte decenni) di inaccettabile rischio e danno sanitario a carico degli esposti (Di Ciaula, Isde, 2018); la direttiva 2009/128/CE impone che «gli utilizzatori professionali di pesticidi adottino le pratiche o i prodotti che presentano il minor rischio per la salute umana e l'ambiente tra tutti quelli disponibili per lo stesso scopo» –: quali iniziative, in applicazione del principio di precauzione, i Ministri interrogati intendano intraprendere per disincentivare l'impiego dei prodotti chimici di sintesi, dannosi per la salute dei cittadini e dell'ambiente; quali iniziative i Ministri interrogati intendano intraprendere per garantire quella transizione agro-ecologica, tale da garantire la biodiversità, l'efficienza dei processi biologici e la diversificazione dei sistemi di produzione; se i Ministri interrogati intendano promuovere, in ogni modo possibile, anche erogando le risorse finanziarie necessarie, tecniche agronomiche biologiche e radicalmente alternative alle convenzionali; come i Ministri interrogati intendano promuovere un'agricoltura conservativa/biologica tale da riportare fertilità e vita ai suoli e produrre cibi sani, nel rispetto dell'ambiente e delle persone; se i Ministri interroganti intendano assumere iniziative per l'adozione di una regolamentazione più severa dei prodotti chimici di sintesi e il totale disincentivo al loro utilizzo; se i Ministri interrogati intendano adottare iniziative per garantire al settore strumenti idonei alla regolazione e al riequilibrio dei mercati, strumenti che garantiscano prezzi equi per produttrici e produttori e strumenti di redistribuzione delle sovvenzioni della PAC alle piccole e medie imprese, attraverso l'imposizione di tetti massimi per i contributi. (4-01150)