Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00539 presentata da MANIERO ALVISE (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 26/09/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00539 presentato da MANIERO Alvise testo di Mercoledì 26 settembre 2018, seduta n. 50 MANIERO , TRANO , RUOCCO , APRILE , CABRAS , CANCELLERI , CASO , CURRÒ , GIULIODORI , GRIMALDI , MARTINCIGLIO , MIGLIORINO , RADUZZI , RUGGIERO , ZANICHELLI e ZENNARO . — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: in Germania sono stati predisposti interventi pubblici per 250 miliardi di euro per finanziare il «salvataggio» delle banche tedesche. Il costo totale delle crisi bancarie per il contribuente tedesco è stato pari a 70 miliardi di euro. Tale costo – come rilevato anche dall'economista Hellwig – sarebbe stato maggiore in assenza di salvataggi indiretti predisposti da altri Governi. Nel primo semestre 2008 le esposizioni delle banche di Germania – e Francia – verso controparti residenti nei Paesi periferici superava i 1.900 miliardi di dollari. Oltre al Fondo monetario internazionale scesero in campo i governi dell'eurozona stanziando 80 miliardi di euro, in tal modo gli interventi in Grecia del 2010, Irlanda del 2010 e Spagna del 2012 hanno indirettamente aiutato le banche tedesche. Anche i 1.000 miliardi di euro di «prestiti LTRO» erogati dalla Banca centrale europea all'apice della crisi invece di essere investiti nell'economia reale sono stati utilizzati dalle banche periferiche per regolare debiti commerciali verso la Germania e per assorbire l'offerta di titoli di Stato nazionali svenduti dalle banche tedesche. Decisivo è stato anche l'intervento del Governo americano su AIG, tutelando indirettamente l'esposizione di Deutsche Bank. In base alle analisi degli economisti tutte le esposizioni delle banche tedesche sono state finanziate per il 70 per cento da governi diversi da quello tedesco; a differenza di Stati Uniti, Islanda, Gran Bretagna, Svizzera e la stessa Italia, la Germania non ha mai avviato un'indagine sulla crisi del sistema bancario per il tramite di una commissione indipendente. L'assenza di questa iniziativa non ha consentito di verificare la genesi della crisi finanziaria di banche come DeutscheBank, WestLB, HsHNordbank, SachsenLB, Landesbank BadenWurttemberg, HypoRealEstate, CommerzBank e DresdnerBank, altresì impedendo la possibilità di verificarne l'impatto sistemico. In particolar modo le preoccupazioni maggiori si riscontrano per DeutscheBank che, come rilevato anche dal Fondo monetario internazionale, è la maggior fonte di rischi sistemici al mondo, soprattutto a causa della forte esposizioni in titoli derivati –: al fine di tutelare la stabilità del sistema euro e del sistema bancario e finanziario nazionale da potenziali impatti sistemici – anche valutando, ove ne sussistano i presupposti, di chiedere informazioni alla Banca centrale europea ai sensi dell'articolo 25 dello Statuto – se sia stata quantificata l'esposizione delle banche tedesche in prodotti derivati, se la medesima esposizione sia stata oggetto di valutazione nei cosiddetti stress test e, qualora a seguito dell'analisi le banche tedesche si trovassero in una posizione failing or likely to fail , quali iniziative di competenza, anche in sede di Unione europea, intenda adottare al fine di indurre le banche tedesche a ridurre i rischi assunti. (5-00539)