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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00574 presentata da MURONI ROSSELLA (LIBERI E UGUALI) in data 28/09/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00574 presentato da MURONI Rossella testo di Venerdì 28 settembre 2018, seduta n. 52 MURONI . — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che: il 16 settembre 2018, Legambiente Emilia Romagna, con un comunicato stampa, ha lanciato l'allarme circa la realizzazione di un insediamento industriale pesante che minaccia il cuore del Parco regionale del Delta Emilia-Romagna. Un insediamento per la realizzazione di materiali inerti che il sindaco ed il consiglio comunale di maggioranza del comune di Comacchio intendono approvare, grazie alla cancellazione di norme di tutela del Parco regionale approvate solo sei anni fa; l'area interessata – sede della ex Cercom fabbrica di piastrelle – si trova lungo la strada che collega il centro storico di Comacchio alle stazioni turistiche dei Lidi. Dopo il fallimento dei proprietari, la Coop costruttori di Argenta, è stata abbandonata e lasciata a lungo nel degrado. Oggi, la nuova proprietà, la società Sacmi di Imola, intende ristrutturare e realizzare un «fabbrica di polveri» funzionali all'industria ceramica, per poi, eventualmente, cederla alla multinazionale spagnola Arcilla Blanca. La fabbrica riceverebbe la materia prima dal porto di Ravenna, aumentando il traffico sulla già satura strada statale Romea, con la previsione di 170 automezzi al giorno; secondo l'associazione ambientalista sono numerose le incongruenze urbanistiche e territoriali della scelta. Nello stesso comune di Comacchio, inoltre, esistono aree industriali apposite per ospitare insediamenti produttivi (l'area Sipro); tra queste si ricorda che l'area si trova nel centro del Parco regionale del Delta del Po Emilia Romagna in un'area oggi a vocazione turistica e a due passi da un sito protetto di interesse comunitario. Lo stesso piano del parco attualmente in vigore prevede la delocalizzazione delle attività produttive residue; il Parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna copre aree considerate tra le più produttive e ricche in biodiversità. Il parco possiede la più vasta estensione di zone umide protette d'Italia, aree d'eccezionale valore ecologico, ed è ricco di ambienti naturali che ospitano centinaia di specie floristiche e faunistiche. Elementi di rilievo del paesaggio del Delta sono le Valli e le Zone umide. Inoltre, insiste nell'area, una delle ultime zone umide di acqua dolce: le Valli di Argenta e Marmorta, scampate alle bonifiche grazie alla fondamentale funzione idraulica come «casse di espansione»; è bene ricordare che l'area prescelta per la realizzazione di questa infrastruttura industriale non è servita da viabilità idonea, né da rete ferroviaria. Al contrario, i materiali inerti arriverebbero dal porto di Ravenna, vicino al quale esiste un'area industriale che potrebbe tranquillamente ospitare tale insediamento, riducendo quasi a zero il trasporto su gomma; su questa area, oggi sede di un vecchio insediamento, il nuovo impianto raddoppierebbe i volumi e sarebbero realizzati edifici alti fino a 34 metri ed 8 camini, visibili dunque da grande distanza, tant'è che, ad oggi, la commissione paesaggio regionale ha dato pareri negativi; anche sulla procedura ci sono dei dubbi: secondo l'interpretazione dell'Ente parco l'intervento sarebbe stato presentato come un intervento su un'attività esistente, mentre la produzione è ormai assente dal 2009. Incongruenza evidenziata in modo ufficiale anche dagli uffici regionali con lettere a firma del responsabile delle aree protette e del responsabile del servizio giuridico del territorio; è del tutto evidente, secondo Legambiente Emilia-Romagna, che questo intervento, promosso da sindaco e da privati, è completamente incongruente perché ci sono aree industriali preposte e i posti di lavoro connessi potrebbero essere tranquillamente salvaguardati, realizzando la fabbrica in un'area più idonea –: di quali elementi disponga il Ministro interrogato in relazione al progetto di cui in premessa e quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, per tutelare aree di notevole pregio ambientale e paesaggistico in un territorio, quello delle Valli di Comacchio, che costituisce sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale. (5-00574)