Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01247 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 01/10/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01247 presentato da BIGNAMI Galeazzo testo di Lunedì 1 ottobre 2018, seduta n. 53 BIGNAMI . — Al Ministro della salute, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che: nel periodo iniziale della loro istituzione, le sedi degli istituti di ricerca e di cura a carattere scientifico (Irccs) erano ospedali del sistema sanitario nazionale (sia pubblici che privati convenzionati) dedicati alla ricerca scientifica monotematica nel campo di loro competenza; gli Irccs sono stati poi regolati con il decreto legislativo n. 288 del 16 ottobre 2001. L'intento era di identificare misure idonee di collegamento e sinergia con le altre strutture di ricerca, assistenza e formazione. Con queste norme si è allargata la possibilità di trasformarsi in Irccs a istituti operanti nel settore delle aree biomediche integrate, con la formazione di Irccs politematici; ad oggi ci sono già 49 Irccs in Italia, di cui 21 pubblici e 28 privati. Gli Irccs godono di un finanziamento dedicato da parte del Ministero della salute; vi è inoltre un secondo sistema pubblico dedicato alla ricerca: è il sistema universitario, che trova nella ricerca scientifica una delle sue missioni istituzionali; fino a poco tempo fa i sistemi di finanziamento dei due sistemi erano in qualche maniera separati. Gli Irccs del sistema sanitario nazionale venivano finanziati dal Ministero della salute; le università potevano godere dei fondi per la ricerca messi a disposizione dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; le difficoltà finanziarie del sistema sanitario nazionale hanno portato le amministrazioni degli ospedali pubblici a ricercare fonti aggiuntive di finanziamento. Fra le tante, una delle soluzioni praticate è stata quella di riconvertire in Irccs grandi ospedali pubblici polispecialistici, anche quelli con sede universitaria; in Emilia-Romagna vi è ora la proposta di istituire un Irccs in «attività medico-chirurgiche e tecniche interventistiche multi-specialistiche di alta complessità», accorpando un ospedale generale con un policlinico universitario; una tale tendenza parrebbe stravolgere il concetto stesso di Irccs. Si sta, infatti, conferendo questa denominazione anche ad enti (le università) che non solo già fanno attività di ricerca, ma che sono la sede stessa della ricerca. Si creano in tale maniera, delle strutture assai diverse dagli Irccs originali del sistema sanitario nazionale. Gli Irccs creati in strutture universitarie potranno accedere anche ai fondi e ai bandi del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; il rischio potrebbe essere quello di assistere a una competizione resa impari già alla partenza per la diversità delle risorse economiche a disposizione degli uni e degli altri; nella recente proposta istitutiva dell'Irccs che è stata avanzata dalla regione Emilia-Romagna, viene fatto un calcolo puntiglioso quanto preciso di quanti fondi potrebbero derivare alle aziende sanitarie locali di provenienza dalla ricerca; è noto che i fondi di finanziamento di tutti gli Irccs (pubblici e privati, del sistema sanitario nazionale o delle università) provengano dal fondo sanitario nazionale, fondo che non risulta essere espandibile; potrebbe accadere dunque che le università che diventeranno sede di Irccs potranno aumentare le loro possibilità di finanziare le attività di ricerca potendo godere di fondi provenienti da due differenti ministeri (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e Ministero della salute). Gli Irccs del servizio sanitario nazionale potranno accedere solo ai fondi del Ministero della salute, riducendo, nei fatti, la loro capacità competitiva –: se non si ritenga di dover adottare da subito iniziative per sospendere, almeno temporaneamente, l'attribuzione della qualifica di Irccs a nuovi ospedali italiani, in particolare se grandi policlinici a vocazione generalista e se già sedi universitarie; se non si ritenga di dover adottare iniziative per riconsiderare i criteri di attribuzione del titolo di Irccs, in particolare se i richiedenti già svolgono istituzionalmente attività di ricerca e possono godere di fondi al di fuori del sistema sanitario nazionale; se, in sede di valutazione della conferma della denominazione di Irccs, non si ritenga di dover riconsiderare la struttura attuale di ricerca medica del sistema sanitario nazionale. (4-01247)