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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00735 presentata da SCHIRO' ANGELA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 16/10/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-00735 presentato da SCHIRÒ Angela testo di Martedì 16 ottobre 2018, seduta n. 64 SCHIRÒ , UBALDO PAGANO , PINI , SIANI , RIZZO NERVO e DE FILIPPO . — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità in Italia hanno contratto il virus dell'Hiv nell'ultimo anno rilevato circa 500 ragazzi, con un'incidenza maggiore della sindrome nei giovani, con un'età compresa tra i 25-29 anni, senza escludere che il virus possa essere stato contratto quando erano ancora minorenni; l'Istituto superiore di sanità segnala che gli adolescenti non ricorrono al test dell'HIV in modo tempestivo anche a causa delle restrizioni di legge relativi ai limiti di età, dal momento che in Italia occorre essere maggiorenni a differenza di altri Paesi europei; la maggior parte delle domande rivolte ai centralini dedicati riguarda le modalità di trasmissioni del virus (32,1 per cento), seguite da quelle relative al test stesso (27,3 per cento), mentre il 4,8 per cento riguarda le modalità di prevenzione della malattia. Nel 2017 sono stati 1.217 i giovani che si sono rivolti al numero Verde Aids e Ist, per lo più maschi (86,8 per cento). Nel 74,3 per cento si è trattato di eterosessuali, mentre gli omosessuali sono stati l'8,8 per cento. Quanto a distruzione geografica, il 47,3 per cento si trovava al Nord Italia, il 23 per cento al Centro e il 22,1 per cento al Sud; l'Italia si è dotata di un «piano nazionale di interventi contro HIV e AIDS» (Pnaids/Hiv); il Pnaids/Hiv ha evidenziato come una proporzione elevata delle nuove diagnosi venga effettuata tardivamente e stabilisce tra i principali obiettivi del programma quello di rimuovere le barriere che ostacolano l'accesso al test per proteggere la salute dei singoli e consentire un accesso tempestivo alle cure; il Pnaids/Hiv individua tra le principali cause del fenomeno delle diagnosi tardive: l'insufficiente sensibilizzazione della popolazione; la non omogenea organizzazione dei servizi sul territorio nazionale; l'assenza o limitata presenza di «servizi non sanitari» community-based calibrati per popolazioni target ; la mancanza di politiche e programmi continuativi di accesso al test ; ostacoli di varia natura all'esecuzione del test rapido in contesti non sanitari, differentemente da quanto accade in altri Paesi; dai dati citati risulta la necessità di una maggiore informazione sull'infezione da Hiv. Le campagne di comunicazione fin qui attivate su Hiv/Aids hanno evidenziato molte criticità ed in particolare: mancanza di continuità temporale; scarsità di azioni di monitoraggio e valutazioni pre e post per verificare impatto ed efficacia; scarsità di risorse investite utili a ottenere dei risultati efficaci nell'ambito della comunicazione –: quali iniziative si intendano adottare per attuare gli interventi stabiliti dal piano (Pnaids/Hiv) in materia di prevenzione dell'infezione da Hiv e delle Ist tra la popolazione giovanile; quali iniziative urgenti siano state intraprese per apportare modifiche normative volte a permettere l'accesso al test ai minori, senza obbligo di richiesta del consenso da parte dei genitori, come suggerito dal Pnaids/Hiv; quali iniziative siano state intraprese per realizzare un programma complessivo di educazione alla salute e alla responsabilità nell'ambito dell'esistente protocollo Ministero della salute/Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in cui le tematiche della prevenzione di Hiv e Ist siano inserite in un contesto più ampio di educazione alla salute; se intenda promuovere iniziative volte favorire l'inserimento nel curriculum formativo scolastico delle tematiche di prevenzione e di educazione alla salute e alla sessualità; quali iniziative si intendano adottare per dotare il sito del Ministero della salute di aggiornamenti e informazioni specificatamente indirizzati all'utenza giovanile in materia di prevenzione di Hiv e Ist; cosa si intenda fare per la promozione e la diffusione di checkpoint community based , orientati a target specifici, come in tante esperienze europee di successo, che in Italia hanno un solo esempio nella città di Bologna. (5-00735)