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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01430 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 22/10/2018

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01430 presentato da BIGNAMI Galeazzo testo di Lunedì 22 ottobre 2018, seduta n. 68 BIGNAMI . — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: il nostro Paese, come testimoniano i dati dell'Istat, continua a essere caratterizzato da una larga presenza di microimprese con meno di dieci dipendenti. Si stima che le microimprese siano circa 4,2 milioni. Le piccole e medie imprese rappresentano il 95 per cento del totale delle unità produttive e impiegano circa 7,8 milioni di addetti; nell'ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria la Banca d'Italia ha evidenziato la debolezza delle imprese più piccole con sacche di fragilità importanti. Per le piccole imprese il rischio di insolvenza resta ancora molto elevato. Dal 2010 al 2016 inoltre, i finanziamenti alle imprese sono diminuiti del 24,5 per cento, il valore dei finanziamenti alle imprese è diminuito del 25,3 per cento, i finanziamenti alle aziende artigiane sono diminuiti del 25,4 per cento. A parità di caratteristiche di impresa, il credito si è ridotto soprattutto per le microimprese e per le aziende più rischiose; in tale contesto i Confidi possono rappresentare uno strumento utile, addirittura fondamentale, per la tenuta stessa del sistema produttivo, veicolando risorse finanziarie mediante la prestazione di garanzie. I confidi sono infatti strutture cooperative o consortili che hanno la principale funzione di prestatori di garanzie collettive per agevolare i soci nell'accesso al credito bancario; per supportare le micro, piccole e medie imprese la valorizzazione dei Confidi appare pressoché indispensabile, vagliando una strategia futura che consenta lo sviluppo di una garanzia mutualistica non dissociata dall'offerta di consulenza specialistica; la consulenza specialistica dei confidi, accompagnando l'impresa nella relazione con la banca, può dare supporto anche nel settore della finanza alternativa, nell'intercettazione e nell'utilizzo di fondi pubblici, in particolare quelli comunitari particolarmente difficili da conoscere e ottenere; altro aspetto su cui occorrerebbe puntare, a parere dell'interrogante, è la figura del referente di prossimità per gli istituti di credito; attività, questa, che potrebbe essere svolta anche dai confidi, in particolare da quelli minori, la cui prossimità alle imprese rappresenta un grande valore aggiunto; con il decreto legislativo n. 112 del 1998 «Conferimento di funzioni e di compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli Enti Locali», emanato in attuazione della legge n. 58 del 1997 («legge Bassanini»), ha avuto avvio il processo di «decentramento amministrativo» che ha provocato significativi cambiamenti nella suddivisione dei compiti e delle responsabilità tra amministrazioni centrali e locali; l'articolo 18 del decreto legislativo n. 112 del 1998 stabilisce che, tra le funzioni amministrative che rimangono in capo allo Stato, rientra la «gestione del fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a) , della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (nel seguito “FCG”)». Con delibera della Conferenza unificata sono individuate, tenuto conto dell'esistenza di fondi regionali di garanzia, le regioni sul cui territorio il fondo limita il proprio intervento alla controgaranzia dei predetti fondi regionali e dei consorzi di garanzia collettiva fidi; pertanto, sulla base di tali disposizioni, la gestione amministrativa del FCG (fondo centrale di garanzia) rimane in capo allo Stato, ma la Conferenza unificata (decreto legislativo n. 281 del 1997) ha il potere di deliberare le modalità di utilizzo del fondo da parte delle imprese sulla base delle richiesta effettuata da parte della regione stessa, garantendo l'omogeneità nella valutazione dei diversi sistemi di garanzia operanti a livello locale e la parità di trattamento verso tutte le piccole e medie imprese operanti sul territorio nazionale; emerge tuttavia, anche da studi recenti, che alcuni tassi convenzionati di Confidi siano inferiori, e dunque molto più favorevoli per le imprese, rispetto a quelli praticati dalle banche –: se sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative siano state intraprese o si intendano intraprendere per valorizzare il sistema dei Confidi, rendendoli competitivi, efficienti e maggiormente aderenti alle esigenze del tessuto produttivo, in particolare per le micro, piccole e medie imprese. (4-01430)