Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA URGENTE 2/00150 presentata da PARENTELA PAOLO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 23/10/2018
Atto Camera Interpellanza urgente 2-00150 presentato da PARENTELA Paolo testo presentato Martedì 23 ottobre 2018 modificato Venerdì 26 ottobre 2018, seduta n. 72 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo , per sapere – premesso che: all'aumento della domanda netta globale di miele, dal 2010 ad oggi cresciuta al ritmo di 20.000 tonnellate l'anno, grazie all'incremento della popolazione, all'ampliamento di fasce di consumatori e soprattutto alla crescente preferenza per alimenti sani e naturali, non corrisponde tuttavia un'analoga crescita delle capacità produttive mondiali; nell'Unione europea, come nelle altre aree tradizionalmente grandi produttrici, si registrano infatti ricorrenti flessioni dovute alle avversità che affliggono l'apicoltura sinteticamente riconducibili all'incremento delle monocolture, all'impatto devastante sulle api dei pesticidi, al cambiamento climatico e ai fenomeni estremi che l'accompagnano, nonché alla diffusione di nuove parassitosi. A tutto questo si aggiungono estese e crescenti adulterazioni e frodi; l'unico Paese che, senza significative variazioni del numero di alveari allevati, fa eccezione a questa tendenza mondiale è la Cina. Questa nazione, principale esportatore mondiale di miele, sembra in grado di realizzare ben due «miracoli»: un inverosimile costante incremento delle capacità produttive accompagnato da un altrettanto improbabile stabilità produttiva, costante anno dopo anno. Negli ultimi 15 anni, le importazioni di miele dell'Unione europea sono cresciute a tasso medio di 10.284 tonnellate all'anno, con la Cina come principale fornitore; non stupisce dunque che nel database degli Usa Pharmacopeia's food fraud (2018) il miele sia collocato, dopo latte e olio d'oliva, quale terzo alimento al mondo oggetto d'adulterazione. Peraltro, già il solo prezzo all'importazione fornisce una prima e chiara indicazione di mancanza di qualità ed è suscettibile di motivare più che fondati sospetti; nel 2015 la Commissione europea ha, finalmente, realizzato un primo monitoraggio del mercato europeo del miele: i risultati attestano un'importante percentuale di frodi e adulterazioni nei mieli commercializzati nel territorio unionale; la direttiva europea sul miele 2001/110/CE, in piena corrispondenza con il Codex alimentarius (1981), è limpida e drastica nella definizione del prodotto; il termine «miele» è riservato al prodotto definito nell'allegato I, punto 1: «Il miele è la sostanza dolce naturale che le api ( apis mellifera ) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante che esse bottinano, trasformano combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell'alveare». Nell'allegato 2, al punto II, si precisa: «Al miele immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano non è aggiunto alcun ingrediente alimentare, neppure gli additivi, e non è effettuata nessun'altra aggiunta se non di miele (...)»; in alcune parti del mondo, in particolare in Cina, è diffusa la prassi di raccogliere miele immaturo con alto contenuto di acqua, che viene poi conferito alle fabbriche che provvedono a lavorarlo, filtrarlo e deumidificarlo. Dal processo di essiccazione e maturazione in fabbrica deriva un prodotto privo di alcune delle componenti caratteristiche del miele; gli importatori che acquistano miele dalla Cina, corrispondente ai locali standard produttivi, e lo commercializzano in Europa, quale prodotto invece rispondente alla suddetta direttiva a giudizio degli interpellanti realizzano una grave e incomprensibilmente indisturbata frode alimentare –: quali iniziative intenda mettere in atto rispetto a quanto riportato in premessa al fine tutelare un settore strategico quale quello dell'apicoltura italiana e i milioni di consumatori che chiedono un prodotto rispondente ai più elevati standard qualitativi e nutrizionali. (2-00150) « Parentela , Gagnarli , Alberto Manca , Cadeddu , Cimino , Del Sesto , L'Abbate , Marzana , Cillis , Cassese , Gallinella , Cunial , Maraia , Mariani , Martinciglio , Masi , Melicchio , Migliorino , Misiti , Nitti , Orrico , Palmisano , Papiro , Paxia , Penna , Pignatone , Raduzzi , Ricciardi , Rizzo , Rospi , Roberto Rossini , Ruggiero , Ruocco , Giovanni Russo , Saitta , Salafia , Sarti , Scerra , Scutellà , Rachele Silvestri , Sodano , Spadoni , Sut , Terzoni , Testamento , Torto , Traversi , Tuzi , Varrica , Vianello , Vignaroli , Villani , Zanichelli , Zennaro , Zolezzi ».