Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01715 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 26/11/2018
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01715 presentato da BIGNAMI Galeazzo testo di Lunedì 26 novembre 2018, seduta n. 90 BIGNAMI . — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: la revisione della geografia giudiziaria è stata effettuata dallo Stato attraverso strumenti legislativi atti e finalizzati alla realizzazione del risparmio di spesa, al miglioramento della efficienza dell'intero sistema giudiziario, ottenuta tramite una migliore dotazione degli stessi uffici giudiziari risultanti da eventuali soppressioni e accorpamenti, e al recupero di risorse umane e finanziarie; è, infatti, contenuta nella legge di conversione del decreto-legge di stabilizzazione finanziaria 2011, la delega al Governo volta alla riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari; la delega è stata attuata con il decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, che ha previsto la soppressione di 31 tribunali, di 31 procure e di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale presenti sul territorio dello Stato, e con il decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, che ha previsto altresì la soppressione di tutti gli uffici del giudice di pace nei comuni con capoluogo di provincia, per un totale complessivo di n. 667; anche sul territorio dell'Emilia-Romagna tale riorganizzazione ha portato alla soppressione di numerosi presidi della giustizia, spesso allontanando tali servizi dal cittadino; in particolare, ha fatto molto discutere la soppressione della sede del giudice di pace di Cesena, città che non può certo classificarsi come piccolo centro e che, pure, negli anni, ha visto perdere servizi. Il risultato è che un cittadino, anche residente in un comune montano, per fare un semplice ricorso contro una sanzione, deve recarsi a Forlì, con evidenti disagi e difficoltà; il piano di riorganizzazione si è abbattuto anche sulla sede cesenate distaccata del tribunale di Forlì, soppressa in conseguenza dell'entrata in vigore, dal 14 settembre 2013, della nuova geografia giudiziaria; è opportuno rilevare che la sezione distaccata del tribunale di Forlì aveva pressoché il medesimo carico di lavoro del tribunale stesso (all'epoca della chiusura, dei 5 mila processi pendenti ben 2.800 riguardavano la sede di Cesena): la sua chiusura ha pertanto comportato, almeno nelle fasi iniziali, rallentamenti nel disbrigo delle pratiche con conseguenti disagi per cittadini e operatori. La riorganizzazione, inoltre, ha comportato anche la chiusura di tutti gli uffici giudiziari; laddove la sede del giudice di pace è stata «salvata», il suo mantenimento è stato posto a carico del comune stesso. È il caso, ad esempio, del giudice di pace di Porretta, la cui sede oggi è completamente a carico del comune di Alto Reno Terme (BO); il sottosegretario per la giustizia Jacopo Morrone, in più di una occasione, ha ribadito il suo impegno per la valorizzazione e il mantenimento di tali servizi sul territorio, proprio in riferimento alla necessità di scongiurare il taglio dei servizi (fonte: //www.corriereromagna.it ); a fronte di dichiarazioni indubbiamente positive è pertanto auspicabile un impegno concreto e deciso per riportare tali servizi sui territori laddove sono stati soppressi, senza che il mantenimento degli stessi gravi sulle casse comunali –: quali iniziative di competenza intenda assumere per riportare i servizi di cui in premessa sul territorio, con particolare riferimento al servizio di giudice di pace nella città di Cesena; quali iniziative di carattere normativo si intendano assumere per fare in modo che gli uffici del giudice di pace non siano posti a carico dei comuni, già gravati dalle numerose spese per il funzionamento della macchina amministrativa; quali iniziative di competenza si intendano intraprendere per il ripristino delle sezioni distaccate del tribunale, con particolare riguardo a quella di Cesena; quali iniziative si intendano mettere in campo per rivedere completamente l'attuale «geografia giudiziaria» nell'ottica di preservare i servizi della giustizia e tutelare e valorizzare i territori, evitando di allontanare dai cittadini i servizi stessi. (4-01715)