Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00487 presentata da DE FALCO GREGORIO (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 10/01/2019
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00487 presentata da GREGORIO DE FALCO giovedì 10 gennaio 2019, seduta n.078 DE FALCO, FATTORI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno . - Premesso che: il Ministro dell'interno, in questi ultimi mesi, relativamente a navi che avevano effettuato salvataggi in mare, ha affermato che i porti italiani sarebbero stati e sono "chiusi"; ricordando che in nessun Paese del mondo è possibile chiudere i porti in modo generalizzato, mentre in Italia è lecito vietare l'accesso di una nave o di una tipologia di navi in un tratto di mare territoriale, per ragioni specifiche, con provvedimento adottato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'articolo 83 del codice della navigazione (di cui al regio decreto n. 327 del 1942, e successive modificazioni) per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per motivi di protezione dell'ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende; si tratta di materia di competenza esclusiva del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, salvo in caso di connessione con la tutela dell'ambiente; acclarato che nonostante non sussista alcun potere, nemmeno d'indirizzo, né un dovere di consultazione, verso il Ministro dell'Interno, quest'ultimo ha più volte sostenuto il contrario, ovvero che sia stato adottato un provvedimento di chiusura dei porti, si chiede di sapere: che cosa abbia inteso dire il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in risposta all'interrogazione a risposta immediata 3-00023 della Camera dei deputati il 20 giugno 2018, laddove aveva affermato che: "In mancanza dell'assenso del Ministro dell'Interno (...) non sarebbe stato possibile per la Guardia costiera dirigersi verso alcun porto italiano", visto che, in risposta allo stesso atto di sindacato ispettivo, lo stesso Ministro ammetteva che: "non vi è stato alcun atto formale di chiusura dei porti italiani"; quali siano i provvedimenti che i Ministri in indirizzo avrebbero emanato con i quali sia stata determinata la chiusura dei porti, e se intendano renderli pubblici, in modo da poterne conoscere e valutare le motivazioni; se non convengano che, qualora siffatti provvedimenti non esistessero, come si ritiene, o non fossero stati resi pubblici, si configurerebbe la possibilità di una lesione ai diritti umani e dunque la possibilità di agire per la loro tutela, anche presso le Corti europee. (3-00487)