Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/01330 presentata da SQUERI LUCA (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 29/01/2019
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01330 presentato da SQUERI Luca testo di Martedì 29 gennaio 2019, seduta n. 116 SQUERI e BARELLI . — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: tra i principali Paesi dell'Unione europea, l'Italia ha la percentuale più elevata di fonti rinnovabili nel mix elettrico di produzione (37 per cento). In tale mix, l'idroelettrico apporta il 14 per cento del totale, una percentuale superiore a fotovoltaico (9 per cento) ed eolico (6 per cento); il valore di questa risorsa non risiede solo nella notevole potenza installata, ma anche nella flessibilità e continuità di esercizio, fondamentale per la sicurezza delle reti e per i servizi di bilanciamento; non essendo ancora pubblicati i dati di dicembre 2018 del gestore dei servizi energetici, dai dati ENTSO-E risulta che nel 2018 la produzione nazionale dovrebbe aver sfiorato i 50 TWh; in tema di idroelettrico la strategia energetica nazionale (Sen) 2017 prevedeva «... di favorire i rifacimenti ( repowering/revamping )» «con progetti innovativi nei grandi impianti esistenti, che potrebbero aumentare la produzione a costi relativamente contenuti...»; la Sen 2017 prevedeva, trattandosi di impianti con elevata anzianità di esercizio, di definire regole che consentissero di avviare rapidamente nuovi investimenti, per poter avere una significativa produzione aggiuntiva al 2030 (pagina 82); il piano energia clima, inviato nei giorni scorsi a Bruxelles, modifica questa impostazione, in quanto, pur prevedendo che, in sede di rinnovo delle concessioni si privilegerà la riqualificazione degli impianti idroelettrici, al fine di assicurare la capacità utile di invaso e aumentarne la producibilità, tuttavia stabilisce tra gli obiettivi al 2030 del settore elettrico una crescita contenuta della potenza idroelettrica, la triplicazione di quella fotovoltaica e il raddoppio di quella eolica (pagina 46 del piano); scompare di fatto l'idea di sostegno nazionale agli investimenti di repowering e all'aumento della capacità degli invasi, demandando tali attività ai nuovi concessionari; quanto agli stoccaggi, si parla di «ottimizzare l'impiego degli stoccaggi idroelettrici esistenti»; secondo lo studio Rse «Energia elettrica, anatomia dei costi» 2016 la produttività idro elettrica si è dimezzata in 50 anni per «interramento dei serbatoi e invecchiamento delle infrastrutture»; secondo il consorzio di ricerca eStorage la capacità di hydrostorage è di circa 8 TWh l'anno, ma ormai da molti anni se ne usa solo intorno ai 2 TWh l'anno, pur avendo una potenzialità di 56 TWh –: se non ritenga opportuno adottare iniziative per rivalutare le potenzialità dell'idroelettrico e degli stoccaggi, predisponendo adeguati interventi nazionali, al fine di raggiungere gli obiettivi del piano energia-clima al 2030, senza gravare oltremodo i consumatori finali di energia elettrica del peso di una incentivazione alle fonti rinnovabili che si prevede rilevante. (5-01330)