Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01176 presentata da IANNONE ANTONIO (FRATELLI D'ITALIA) in data 30/01/2019
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-01176 presentata da ANTONIO IANNONE mercoledì 30 gennaio 2019, seduta n.086 IANNONE - Al Ministro dello sviluppo economico . - Premesso che: dal 2012 sono in totale 988 in Italia i casi di suicidio per motivazioni economiche, mentre sale a 717 il numero dei tentati suicidi. A rilevarlo l'osservatorio "Suicidi per motivazioni economiche" della Link Campus University, che pubblica i dati di 7 anni di attività e indagine sociologica sul fenomeno; all'inizio del monitoraggio a essere particolarmente colpita era la categoria degli imprenditori, oggi i dati mostrano come l'incidenza sia cresciuta soprattutto tra i disoccupati: dal 2012 a oggi rappresentano infatti il 41,8 per cento gli imprenditori suicidi e il 40,1 per cento quei disoccupati che, a causa della perdita del lavoro o dell'incapacità di reinserirsi nel mercato, hanno scelto di togliersi la vita. A questi si aggiunge quel 12 per cento circa di coloro che un lavoro l'avevano, ma, schiacciati dal peso dell'instabilità lavorativa ed economica, hanno visto nel gesto estremo l'unica via di uscita; proprio l'incremento dei suicidi tra i disoccupati, che nel 2012 erano pari al 31,5 per cento del totale a fronte del 55,1 per cento registrato tra gli imprenditori, pone l'accento su un "problema occupazionale che - sostiene il direttore dell'Osservatorio, Nicola Ferrigni - rappresenta un'emergenza non più' procrastinabile e che richiede una decisa riforma del welfare state: ben vengano dunque - aggiunge - interventi legislativi come il reddito di cittadinanza che se da un lato si configura come una misura di sostegno al reddito, dall'altra si propone di rimettere in moto il mercato del lavoro anche attraverso una riforma strutturale e motivazionale dei centri per l'impiego. Una iniezione di fiducia cui ora deve accompagnarsi una ottimizzazione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro"; per ciò che riguarda la distribuzione geografica del fenomeno, l'ultimo aggiornamento dell'osservatorio rileva una sua decisa crescita nelle regioni meridionali soprattutto nell'ultimo anno: i suicidi al Sud passano infatti dal 14,6 per cento del 2012 al 31,8 per cento del 2018. Tuttavia, se si guarda al dato complessivo di questi 7 anni, è ancora il Nord-Est a occupare la cima di questa triste classifica, raccogliendo il 24,5 per cento dei suicidi legati a motivazioni economiche, seguito, a brevissima distanza, proprio dal Sud con il 24,1 per cento degli episodi. Il 21,3 per cento dei casi si registra ancora nelle regioni centrali, il 19,6 per cento nel Nord-Ovest, il 10,3 per cento nelle isole; tra le regioni più interessate dal 2012, il Veneto (15,8 per cento) con le province di Padova, Venezia e Treviso, e la Campania (13,5 per cento), che proprio nel 2018 fa registrare la percentuale più elevata da quando l'osservatorio ha avviato il monitoraggio (21,8 per cento nel 2018 contro il 12,4 per cento del 2012), con in testa le province di Napoli e Salerno; dall'analisi complessiva emerge come dal 2012 al 2018 la fascia d'età più esposta risulti quella dei 45-54enni, con un'incidenza pari al 34,1 per cento, nonostante continui a preoccupare la progressiva crescita del numero di suicidi tra i più giovani: complessivamente, infatti, rappresentano il 20 per cento del totale i suicidi tra i 35-44enni e il 10 per cento circa quelli tra gli under 34 (di questi il 7,6 per cento tra i 25-34enni e l'1,9 per cento tra i minori di 25 anni), si chiede di sapere se ad avviso del Ministro in indirizzo la risposta al problema sia rappresentata unicamente dal reddito di cittadinanza o se ritenga che vadano intraprese politiche industriali che, soprattutto al Sud, non trovano attuazione da anni. (4-01176)