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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00595 presentata da ZANDA LUIGI (PARTITO DEMOCRATICO) in data 12/02/2019

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00595 presentata da LUIGI ZANDA martedì 12 febbraio 2019, seduta n.090 ZANDA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . - Premesso che: "Agenda 21" è un documento di intenti ed obiettivi programmatici su ambiente, economia e società sottoscritto da 178 Paesi di tutto il mondo, durante la conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo (UNCED) svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992. Il documento è formato da 40 capitoli e suddiviso in 4 sezioni relative a: dimensioni economiche e sociali, conservazione e gestione delle risorse per lo sviluppo, rafforzamento del ruolo delle forze sociali e strumenti di attuazione; in particolare, il capitolo 28 "Iniziative delle amministrazioni locali di supporto all'Agenda 21" riconosce un ruolo decisivo alle comunità locali nell'attuare le politiche di sviluppo sostenibile, tenuto conto che oltre il 45 per cento della popolazione mondiale vive in contesti urbani, percentuale destinata a crescere fino al 63 per cento nel 2030. Infatti, si legge "Ogni amministrazione locale dovrebbe dialogare con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private e adottare una propria Agenda 21 locale. Attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, le amministrazioni locali dovrebbero apprendere e acquisire dalla comunità locale e dal settore industriale, le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie". Pertanto, l'Agenda 21 locale può essere definita come un processo, condiviso da tutti gli attori presenti sul territorio, per definire un piano integrato di azione locale; nel 1994 con la conferenza di Aalborg, cui sono seguite le conferenze di Lisbona del 1996 e quella di Hannover del 2000, è nata la campagna europea città sostenibili, campagna che ha visto l'immediata adesione dell'Italia; nel 2007 il Comune di Roma nell'ambito di "Agenda 21 locale", al fine di provvedere al recupero di aree degradate e in stato di abbandono, ha adottato il progetto pilota "tangenziale verde", sviluppato con un lavoro sinergico di diversi esponenti del mondo delle professioni e delle associazioni, nonché dei centri di ricerca presenti nel territorio cittadino. La soluzione proposta, in linea con le raccomandazioni ONU di cui all'agenda urbana di Quito ed europee di cui al patto di Amsterdam, era volta alla valorizzazione dell'area al pari di quanto avvenuto in altre grande capitali del mondo, in tal senso si pensi alla Promenade di Parigi o ancora alla High Line di New York; il progetto prevedeva, pertanto, la trasformazione dell'area dell'ex tangenziale est in un percorso "verde e sostenibile" per il benessere oltre che dei residenti anche dell'intera cittadinanza. Tra le diverse soluzioni progettate si evidenziano, a titolo esemplificativo, piste ciclabili, orti per i cittadini residenti, mercato a chilometro zero, aree di verde piantumate, realizzazione di un osservatorio ambientale, e di spazi per la diffusione della cultura scientifica e dell'utilizzo di nuove tecnologie; in contraddizione con il lungo e approfondito processo decisionale, in data 3 gennaio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di gara indetto dal Comune di Roma per i lavori di demolizione del tratto di tangenziale in elevazione e relativi svincoli della circonvallazione Nomentana prospicienti alla stazione Tiburtina, per una spesa che supera gli 8 milioni di euro. L'area verrebbe adibita a strada urbana trafficata con due corsie per senso di marcia e una serie di parcheggi a raso, per un ammontare complessivo di 4 ettari d'asfalto, determinando, così, la compromissione definitiva del livello d'inquinamento ambientale già ad un elevato stato di criticità. Con la pubblicazione del bando l'amministrazione comunale ha, pertanto, azzerato il lavoro svolto nel corso di questi anni per il progetto pilota, senza motivare (come, peraltro, sarebbe stato doveroso fare) le ragioni che hanno portato ad abbandonare un progetto giunto oramai in una fase già avanzata, abbandono che appare del tutto irragionevole, anche alla luce dell'entità delle spese destinate ai lavori di demolizione; premesso, inoltre, che: secondo quanto emerso dall'analisi dei dati raccolti dall'Air data center (AEA), organismo dell'Unione europea che sostiene l'attuazione delle direttive e delle decisioni comunitarie in materia di emissioni e qualità dell'aria, si evince che, con particolare riferimento all'Italia, le fonti maggiori di emissioni considerate nocive sono costituite dai trasporti su strada. Secondo le rilevazioni ARPA i valori per l'area limitrofa alla stazione Tiburtina e alla tangenziale est sono, costantemente negli anni, tra i più alti registrati nella città di Roma; nei confronti dell'Italia è stata avviata la procedura d'infrazione n. 2014/2147 per la cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente con superamento dei valori limite di Pm10, attualmente allo stadio di messa in mora complementare ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea; l'articolo 117, secondo comma, lettera s) , della Costituzione attribuisce allo Stato potestà legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intraprendere le opportune iniziative, anche alla luce delle prerogative costituzionali, al fine di porre rimedio alle preoccupanti ricadute sull'ambiente e l'ecosistema dei lavori di demolizione del tratto di tangenziale est. (3-00595)