Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02336 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 25/02/2019
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02336 presentato da BIGNAMI Galeazzo testo di Lunedì 25 febbraio 2019, seduta n. 132 BIGNAMI . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: i tirocini per l'inserimento lavorativo di tipo C sono rivolti a persone affette da disabilità, svantaggiate e richiedenti asilo; recentemente, in Emilia-Romagna, è emerso che la metà dei fondi regionali destinati al lavoro delle fasce deboli, in particolar modo i disabili, è stata destinata a sostegno dei richiedenti asilo; nello specifico, su 3.961 tirocini di tipo C autorizzati dalla regione in tutto il 2018, circa il 48 per cento ed esattamente 1.758, sono stati assegnati a richiedenti asilo mentre ai disabili ne sono andati 1.148 e 725 a persone svantaggiate non disabili, come ex degenti di istituti psichiatrici, tossicodipendenti, alcolisti, minori con difficoltà familiari e affidati ai servizi sociali; la metà dei percorsi di avviamento e inserimento al lavoro dedicati alle fasce deboli finirebbero dunque per riguardare i richiedenti asilo; a Bologna 386 tirocini su 638 sono andati a richiedenti asilo e solo 97 a persone affette da disabilità, a Ferrara, su 365 percorsi avviati, 169 sono stati dedicati agli immigrati, mentre solo 140 sono andati ai disabili; tali dati sarebbero analoghi anche a Parma dove ai richiedenti asilo sarebbero andati 217 posti su 496 disponibili; inoltre, nella provincia di Forlì-Cesena, su 428 tirocini di tipologia C, attivati nel 2018 dalla regione, il 53 per cento hanno coinvolto richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria, mentre solo 57 sono stati riservati a persone svantaggiate e 142 a persone con disabilità; invece, a Reggio Emilia il 69 per cento dei tirocini formativi dedicati ai portatori di handicap e alle persone in difficoltà sono stati assegnati ai richiedenti asilo; pertanto, tali fondi sarebbero stati assegnati per favorire percorsi di avviamento al lavoro di persone che, il più delle volte, non hanno nemmeno ottenuto lo status di rifugiato e che sono in Italia temporaneamente –: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda acquisire informazioni in merito alle modalità di impiego e alla relativa destinazione, nelle singole regioni, con particolare riferimento all'inserimento lavorativo delle fasce più deboli; se intenda assumere iniziative di carattere normativo al fine di garantire una distribuzione realmente equa di tali fondi, dando priorità di accesso ai cittadini italiani rientranti nelle fasce cosiddette deboli. (4-02336)