Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00726 presentata da AGOSTINELLI DONATELLA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 20/03/2019
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00726 presentata da DONATELLA AGOSTINELLI mercoledì 20 marzo 2019, seduta n.100 AGOSTINELLI - Al Ministro della giustizia . - Premesso che: in Italia gli istituti penitenziari dedicati alle sole donne sono appena 5 (Empoli, Pozzuoli, Roma "Rebibbia", Trani e Venezia "Giudecca"), mentre sono 52 i reparti femminili all'interno di carceri maschili; secondo gli ultimi dati della sezione statistica del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, aggiornati al 31 agosto 2018, sono presenti nelle carceri italiane in tutto 52 madri con 62 bambini, quasi equamente distribuite tra italiane (27 con 33 figli al seguito) e straniere (25 con 29 figli). Il record è detenuto dal carcere di Rebibbia, dove sono presenti 13 donne con 16 figli; al 31 maggio 2018 i bambini sotto i 3 anni all'interno di penitenziari (in aree denominate "sezioni nido") erano 8 (con 7 mamme). Qui i bambini possono restare con le loro madri fino all'età di 3 anni; considerato che: la legge 26 luglio 1975, n. 354, sull'ordinamento penitenziario, consente alle detenute di tenere con sé i bambini fino all'età di 3 anni; la stessa legge, allo scopo di tutelare la salute psicofisica dei bambini e delle loro madri, prevede l'inserimento di specialisti (ostetriche, ginecologi e pediatri) e l'istituzione di appositi asili nido nelle strutture penitenziarie; la legge 21 aprile 2011, n. 62, ha riconosciuto gli istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam), più vicini ad un asilo che ad una prigione, proprio per dare ai bambini un'"atmosfera di casa", evitando i traumi della detenzione, innalzando da 3 a 6 anni il limite di età entro il quale ai bambini è consentito rimanere nella struttura penitenziaria con le madri; nati in via sperimentale, dal 2007 ad oggi sono stati realizzati in Italia 5 Icam: oltre all'Icam di Milano, sono già attivi quello di Venezia, Senorbì (in provincia di Cagliari), Lauro (Avellino) e Torino; in altri istituti, come "Rebibbia" a Roma, sono previsti solamente asili nido all'interno delle sezioni femminili; al 31 maggio 2018, i bambini presenti nei 5 Icam erano 18 e le rispettive mamme 15; la legge n. 62 del 2011 consente, salvo i casi di eccezionali esigenze cautelari dovute a gravi reati, la possibilità di scontare la pena in una casa famiglia protetta: veri e propri appartamenti dove le donne possono trascorrere la detenzione domiciliare portando con sé i bambini fino a 10 anni; la legge, però, non prevede che lo Stato stanzi i fondi per realizzare queste strutture, rimettendo l'impegno di spesa agli enti locali. Stando alle dichiarazioni di Susanna Marietti dell'associazione Antigone "gli enti locali, però, ci hanno pensato pochissimo"; a 7 anni dall'entrata in vigore della legge n. 62 del 2011 esiste solo una struttura di questo tipo in Italia: la "Casa di Leda", nata nel 2017 a Roma, si chiede di sapere quali misure intenda adottare il Ministro in indirizzo per potenziare gli Icam e le case famiglia protette, nonché tutelare al meglio i diritti delle madri e dei bambini nelle strutture penitenziarie. (3-00726)