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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01762 presentata da DE TOMA MASSIMILIANO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 27/03/2019

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-01762 presentato da DE TOMA Massimiliano testo presentato Mercoledì 27 marzo 2019 modificato Mercoledì 5 giugno 2019, seduta n. 185 DE TOMA , TRANO , ZANICHELLI . — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: l'operazione del Nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di finanza, che ha portato al sequestro preventivo, di oltre 700 milioni di euro nell'ambito dell'inchiesta della vendita di diamanti cosiddetti «da investimento», nei confronti di decine di migliaia di risparmiatori in cui risultano indagati anche numerosi istituti di credito, fra i quali Banco Bpm e Banca Aletti, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps, ha suscitato grande clamore mediceo; al riguardo l'interrogante evidenzia come la suesposta vicenda, non risulti peraltro nuova, considerando che migliaia di risparmiatori che hanno effettuato simili investimenti nel corso degli anni precedenti, si sono trovati in gravi difficoltà, nel recuperare le somme impegnate, nonostante gli interventi sopraggiunti delle associazioni di tutela dei consumatori, a seguito dei provvedimenti dell'ottobre 2017 da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ritenendo tali pratiche di vendita omissive e ingannevoli, ha sanzionato per oltre 15 milioni di euro, due società venditrici di Intermarket, Diamond Business e Diamond Private Investment, nonché gli istituti di credito coinvolti nella vendita dei diamanti cosiddetti «da investimento»; anche il Tar del Lazio, nel novembre 2018 (attraverso cinque sentenze) confermando le multe inflitte dall'Antitrust nei riguardi di Unicredit, Banco Bpm, Mps e ai due principali operatori nella vendita di diamanti attraverso gli sportelli bancari, per l'attività di pratiche commerciali scorrette da essi intrapresa, ha evidenziato che il codice del 3 consumo, all'articolo 2, comma 2, lettera c) , prevede il diritto dei consumatori a essere correttamente informati, stabilendo espressamente che essi hanno diritto ad «un'adeguata informazione e ad una corretta pubblicità» ed ancora, alla lettera e) , «alla correttezza, alla trasparenza e all'equità nei rapporti contrattuali»; le predette disposizioni, pertanto, sono state disattese da parte dei suddetti istituti di credito, attraverso un sistema di vendita che ha offuscato le possibilità di giudizio e di valutazione dei clienti, convincendoli ad acquistare diamanti a prezzi esorbitanti rispetto al loro effettivo valore; a tal fine, anche la Consob interpellata in diverse occasioni da parte dell'associazione di categoria Federpreziosi Confcommercio, nonché da altre organizzazioni, nell'ambito dell'attività di vendita di diamanti cosiddetti «da investimento», attraverso la comunicazione m.13038246 del maggio del 2013, ha stabilito che tali operazioni finanziarie, non sono considerate «investimenti finanziari» e pertanto non sono soggette alle relative regole di vigilanza; nonostante le sanzioni rilevate e gli interventi della magistratura, l'interrogante evidenzia che tale tipologia di vendita di diamanti «da investimento», viene tuttora, praticata da società intermediarie, anche su siti internet , in cui vengono riportate indicazioni equivoche quali: «Investire in diamanti diventa interessante anche per la fiscalità. L'Incremento della quotazione del diamante è netta e le plusvalenze sono da dichiarare; sono esenti da capital gain tax e possono essere la soluzione per lasciti ed eredità. I diamanti sono un bene al portatore di libera circolazione. Investire in diamanti è una alternativa intelligente per proteggersi dalle incertezze della finanza»; ad avviso dell'interrogante, risulta pertanto urgente e necessario, porre in essere iniziative, anche di tipo normativo, volte a definire un quadro regolatorio, certo e trasparente, al fine di evitare il perpetuarsi di fenomeni fittizi, che possono ledere l'equità dei rapporti contrattuali, penalizzando i risparmiatori, come la vicenda suesposta dimostra –: quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda assumere, al pari di quelle già previste per il mercato dell'oro da investimento, al fine di evitare il ripetersi di quanto esposto in premessa e contrastare le pratiche commerciali illegali e i rischi di riciclaggio, i cui effetti negativi e penalizzanti potrebbero esporre a gravi difficoltà nuovamente i risparmiatori italiani. (5-01762)