Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/01822 presentata da ANDREUZZA GIORGIA (LEGA - SALVINI PREMIER) in data 02/04/2019
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01822 presentato da ANDREUZZA Giorgia testo di Martedì 2 aprile 2019, seduta n. 154 ANDREUZZA , DARA , ZOLEZZI e COLLA . — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: il distretto della calzetteria femminile di Castel Goffredo ha avuto origine con una serie di spin off da una prima azienda storica nata nel 1925, il Calzificio Noemi ( incubator ) e nel corso degli anni è diventato una delle più importanti realtà produttive a livello interno e internazionale del settore tessile-moda; negli anni ’90 il distretto della calzetteria di Castel Goffredo produceva fino al 70 per cento delle calze acquistate in Europa, tanto da meritare il titolo di «capitale europea della calza», ma a partire dal 2011, con la brusca contrazione delle esportazioni, ha subìto una forte delocalizzazione della produzione all'estero; purtroppo, nell'arco di 5 anni l'avvento sul mercato dei nuovi player orientali che hanno imposto strategie low price , il cambiamento strutturale del mercato con l'affermazione di un nuovo e più complicato tipo di clientela (catene monomarca, grande distribuzione organizzata) e la diffusione sui mercati di prodotti contraffatti – non solo sotto il profilo dell'autenticità dei brand ma soprattutto in termini di false dichiarazioni sulla composizione tessile riportata nelle etichette dei prodotti – hanno portato molte imprese storiche del distretto alla chiusura o all'applicazione del concordato fallimentare o ancora al ricorso ad ammortizzatori sociali; la presenza sul mercato di capi di scarsa qualità, prevalentemente distribuiti da retailer che operano nel settore fast fashion , ha inoltre un rilevante impatto ambientale, in quanto prodotti tessili concepiti per un consumo «usa e getta» portano a un enorme accumulo di capi d'abbigliamento che, per la bassa qualità delle materie prime o per la tossicità dei coloranti utilizzati, non possono essere inseriti in un processo di recupero o in un'economia circolare; dai dati in possesso dell'Associazione tessile e salute di Biella, che ha svolto analisi e ricerche sulla corretta etichettatura dei prodotti della filiera, emergerebbe che gli articoli «non in regola» provengono prevalentemente dalla Cina (45,5 per cento) ma anche da India, Bangladesh, Tailandia, e in minima parte da Spagna, Marocco, Georgia, Portogallo e Belgio, e che negli ultimi anni si è assistito a un inquietante aumento delle dermatiti da contatto con i prodotti tessili, derivante perlopiù dall'impiego di materiali scadenti –: se ritenga utile la convocazione di un tavolo di confronto al Ministero dello sviluppo economico per valutare con gli operatori del settore della calzetteria femminile e, soprattutto, del distretto di Castel Goffredo le misure più utili al rilancio dell'intera filiera nel rispetto dell'etica di produzione e della tutela dei consumatori. (5-01822)