Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00761 presentata da NANNICINI TOMMASO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 04/04/2019
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00761 presentata da TOMMASO NANNICINI giovedì 4 aprile 2019, seduta n.107 NANNICINI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . - Premesso che: con decreto ministeriale 20 novembre 2018 il Ministero dell'interno ha approvato il nuovo schema di capitolato di appalto per la fornitura di beni e servizi relativi alla gestione e al funzionamento dei centri di prima accoglienza previsti dal decreto-legge 30 ottobre 1995, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 1995, n. 563, dagli artt. 9 e 11 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, nonché dei centri di cui agli artt. 10- ter e 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modifiche e integrazioni; diverse prefetture hanno invitato gli enti gestori a rivedere le condizioni dello svolgimento del servizio di accoglienza, nonostante l'appalto fosse in corso, con le condizioni del nuovo capitolato d'appalto; con il nuovo capitolato vengono esclusi i corsi di italiano, la formazione professionale, l'assistenza di psicologi, e viene ridotta al minimo la presenza di assistenti sociali, mediatori culturali, assistenti sanitari, operatori diurni e notturni; il nuovo capitolato prevede un cambiamento nel compenso economico: da una media di 35 euro a persona, il costo giornaliero di un migrante scende a 19 euro per i centri diffusi (appartamenti), 26 euro per le strutture collettive fino a 50 persone e 25 euro per i centri collettivi oltre 50 persone; il cambio in corsa degli appalti di gara europei, già aggiudicati e operativi, ha comportato un cambio di richieste da parte delle prefetture ovvero la diminuzione degli addetti per ogni progetto: nei capitolati precedenti la prefettura chiedeva una serie di figure professionali che da un giorno all'altro non servono più, inducendo così gli enti gestori a licenziare gli addetti con tutti i costi previsti dalla normativa vigente; con il nuovo capitolato viene eliminata la presenza dello psicologo, figura fondamentale in contesti in cui vivono persone che hanno vissuto guerre e subito violenze, e vengono ridotte le ore minime settimanali di assistenza sociale: in strutture che ospitano fino a 50 persone viene chiesta la presenza dell'assistente sociale per sole 6 ore a settimana, mentre l'obbligo di avere in sede un mediatore culturale passa da 36 a 10 ore settimanali; crollano anche le prestazioni sanitarie minime che la nostra Costituzione garantisce universalmente; si riduce la presenza di operatori notturni nei centri di accoglienza fino a 50 persone, creando un problema di sicurezza; anche la presenza di operatori sociali si riduce da uno ogni 10-15 persone a uno ogni 50 persone, creando una perdita di posti di lavoro, soprattutto tra giovani; secondo i dati dell'associazione "In migrazione" gli addetti nell'accoglienza erano circa 36.000, se il taglio del personale richiesto per la gestione dei centri di accoglienza è di almeno i due terzi, è evidente che sono stati cancellati 24.000 posti di lavoro; nella sola Lombardia, secondo stime della CGIL regionale, avverranno circa 1.000 licenziamenti da parte di onlus per far fronte alla riduzione delle risorse generata dal nuovo capitolato; con il decreto-legge "dignità" (decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 agosto 2018, n. 96), infine, gli enti gestori che lavorano con progettualità semestrali, annuali, o anche proroghe di alcuni mesi, non avendo la possibilità di programmazione, si sono trovati in molti casi impossibilitati al rinnovo di contratti a tempo determinato, creando ulteriori disoccupati, si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno ritenga corretto attuare il nuovo capitolato anche agli appalti in corso d'opera, creando seri problemi agli enti gestori che in alcuni casi devono chiudere per difficoltà economiche; se non ritenga opportuno rivedere i servizi previsti per i capitolati, reinserendo tutte le azioni volte all'integrazione; se abbia considerato che con queste condizioni le persone in accoglienza rischiano di diventare manovalanza della criminalità organizzata o avere delle difficoltà di inserimento nella società, cosa che potrebbe portare anche a un problema di sicurezza; quali azioni il Ministro del lavoro e delle politiche sociali intenda intraprendere affinché le persone che perdono il lavoro a causa dei provvedimenti citati abbiano tutte le tutele e se non ritenga opportuno aprire un tavolo di crisi con gli enti gestori e i rappresentanti dei lavoratori. (3-00761)