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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00717 presentata da LOLLOBRIGIDA FRANCESCO (FRATELLI D'ITALIA) in data 07/05/2019

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00717 presentato da LOLLOBRIGIDA Francesco testo presentato Martedì 7 maggio 2019 modificato Mercoledì 8 maggio 2019, seduta n. 171 LOLLOBRIGIDA , MELONI , ACQUAROLI , BELLUCCI , BUCALO , BUTTI , CARETTA , CIABURRO , CIRIELLI , LUCA DE CARLO , DEIDDA , DELMASTRO DELLE VEDOVE , DONZELLI , FERRO , FIDANZA , FOTI , FRASSINETTI , GEMMATO , LUCASELLI , MANTOVANI , MASCHIO , MOLLICONE , MONTARULI , OSNATO , PRISCO , RAMPELLI , RIZZETTO , ROTELLI , SILVESTRONI , TRANCASSINI , VARCHI e ZUCCONI . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: l'enorme mole di domande presentate per il reddito di cittadinanza sta già mostrando i primi problemi nell'applicazione della misura; nelle intenzioni dichiarate dal Governo la misura del reddito di cittadinanza doveva servire ad aiutare tutti gli italiani in povertà assoluta, ma ad oggi è difficile capire sia chi ha davvero diritto al sussidio, sia chi ne stia beneficiando in realtà; questo anche perché l'Italia – a differenza di quasi tutti gli altri Stati europei – non ha banche dati aggiornate sul mondo del lavoro da cui ricavare informazioni precise in merito agli occupati e ai disoccupati, e rispetto ai beneficiari delle diverse prestazioni di welfare già esistenti; un'ulteriore problematica è costituita dal rischio, segnalato anche dalla CGIA di Mestre, che una parte consistente dei fondi vada a finire nelle tasche di cittadini che già lavorano in nero e che potrebbero quindi continuare a lavorare senza pagare tasse, anche incassando il reddito di cittadinanza, una doppia «beffa» per lo Stato; secondo l'Istat, i lavoratori in nero in Italia sarebbero poco meno di 3,3 milioni, e se si escludono i lavoratori dipendenti e i pensionati che non possono accedere al reddito di cittadinanza – pari a circa 1,3 milioni di unità – coloro che, pur svolgendo un'attività irregolare, potrebbero ricevere il reddito di cittadinanza, sarebbero circa due milioni; inoltre, sembra che numerosi lavoratori stiano rinunciando – ufficialmente – al proprio impiego, per poi continuare a svolgerlo «in nero» e accedere al contempo al reddito di cittadinanza; le risorse allocate dal Governo per finanziare il reddito di cittadinanza ammontano a 9,5 miliardi di euro ma la platea potenziale dei beneficiari, tra occupati e disoccupati, supera i sei milioni, e questo fa sì che a percepire il reddito per intero saranno solo pochi soggetti mentre a tutti gli altri saranno dati importi non suscettibili di risolvere davvero il problema della povertà –: quali meccanismi di controllo siano stati attivati per evitare l'erogazione del reddito di cittadinanza a soggetti non titolati a riceverlo, e per verificare preventivamente che i richiedenti non mettano in atto comportamenti volti a eludere la normativa (quali residenze fittizie, false separazioni e altro). (3-00717)