Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00900 presentata da BELLANOVA TERESA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 11/06/2019
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00900 presentata da TERESA BELLANOVA martedì 11 giugno 2019, seduta n.120 BELLANOVA, FERRAZZI, PITTELLA, COMINCINI, ALFIERI, D'ARIENZO, PATRIARCA, MIRABELLI, BITI, MARGIOTTA, FEDELI, NANNICINI, PARENTE, RICHETTI, MESSINA Assuntela, STEFANO, PINOTTI, CIRINNA', GINETTI, GARAVINI, MISIANI, PARRINI, ROJC, SBROLLINI, BOLDRINI, SUDANO, IORI, VERDUCCI, VALENTE, TARICCO, ROSSOMANDO, CUCCA, MANCA, ASTORRE, LAUS, MAGORNO, GIACOBBE - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali . - Premesso che: il 5 settembre 2018 è stato raggiunto e siglato al Ministero dello sviluppo economico, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio, l'accordo sull'Ilva tra sindacati, commissari e la multinazionale ArcelorMittal. Lo stesso giorno il ministro ha dichiarato alla stampa che «Su Ilva è stato fatto un buon lavoro e raggiunto l'accordo migliore possibile»; dopo appena nove mesi, il 5 giugno 2019, ArcelorMittal ha comunicato con una nota la decisione di ricorrere alla cassa integrazione guadagni ordinaria per un numero massimo al giorno di circa 1.400 dipendenti per 13 settimane a seguito della riduzione della produzione primaria nello stabilimento di Taranto; considerato che: nella nota diffusa il 5 giugno ArcelorMittal spiega che «Un mix di fattori sta penalizzando l'intero settore dell'acciaio europeo che soffre una situazione economica sempre più peggiorata negli ultimi mesi. Il comparto siderurgico ha registrato un progressivo rallentamento a partire dal primo trimestre di quest'anno, in particolare, in riferimento ai prodotti siderurgici da collis»; i sindacati, che già ad inizio maggio avevano lanciato l'allarme, sottolineano, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, che le rassicurazioni della ArcelorMittal non sono sufficienti. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ha evidenziato che «Non era mai successo che a pochi mesi dall'acquisizione, un'azienda facesse ricorso alla cassa integrazione. ArcelorMittal è un grande produttore di acciaio, visti gli oltre 90 milioni di tonnellate di produzione annua, quindi chiediamo con fermezza che in Italia mantenga inalterati i livelli previsti dal piano industriale, come dall'accordo al ministero»; «Sono mesi che chiediamo un incontro al ministero dello sviluppo economico per una verifica degli impegni sottoscritti» ha affermato Francesca Re David, leader della Fiom, mentre la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan ha sottolineato come ci sia «troppa disinvoltura in Italia nel fare accordi e non rispettarli. Da parte del governo manca vigilanza e manca strategia, con quello che ne consegue di negativo per l'occupazione»; rilevato che il 4 giugno 45 amministratori delegati dei più importanti gruppi siderurgici europei hanno scritto una lettera aperta ai capi di Stato e di Governo dell'Unione europea e alle istituzioni comunitarie per chiedere un'azione urgente a sostegno del settore; tenuto conto che: l'accordo siglato lo scorso 5 settembre 2018 ha previsto l'assunzione di 10.700 persone dell'ex Ilva (8.200 a Taranto) da parte di ArcelorMittal, mentre 2.586 esuberi sono rimasti in capo all'amministrazione straordinaria in cassa integrazione straordinaria a zero ore, con circa 1.000 persone che hanno accettato l'esodo incentivato; da parte del Ministero dello sviluppo economico si è già registrata a parere degli interroganti una scarsa vigilanza e una mancata strategia nella gestione della crisi, che sta interessando la storica azienda "Mercatone Uno" e che coinvolge 1.800 lavoratori; tenuto, inoltre, conto che sono attualmente 158 i tavoli di crisi aperti al Ministero , che coinvolgono 242.000 lavoratori, oltre 300.000 se si conta anche l'indotto, numeri in crescita da inizio anno, quando i tavoli di crisi erano 138, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo fosse già informato della decisione di ArcelorMittal di ricorrere alla cassa integrazione guadagni ordinaria per 1.400 dipendenti per 13 settimane; se, a seguito dell'accordo siglato il 5 settembre 2018 con la ArcelorMittal, sia mai stato convocato un tavolo al Ministero volto a monitorare l'attuazione del piano sottoscritto da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del ministro Di Maio; quali azioni urgenti intenda mettere in campo, per evitare il ripetersi della vicenda "Mercatone Uno", al fine di affrontare e risolvere la situazione in cui si trovano i 1.400 lavoratori dell'ex Ilva. (3-00900)