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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00799 presentata da ZOFFILI EUGENIO (LEGA - SALVINI PREMIER) in data 18/06/2019

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00799 presentato da ZOFFILI Eugenio testo di Martedì 18 giugno 2019, seduta n. 191 ZOFFILI , DE MARTINI , VIVIANI , GASTALDI , LIUNI , LOLINI , LOSS e GOLINELLI . — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . — Per sapere – premesso che: negli ultimi venti giorni nel nuorese e, in particolare, nelle campagne di Orani, Ottana, Bolotana e Orotelli, allargato verso Mamoiada, al centro della Sardegna nella zona della Barbagia, gli agricoltori e gli allevatori si trovano a dover fronteggiare l'invasione della « Dociostaurus maroccanus », nota come locusta del Marocco o cavalletta crociata, un insetto litofago che in modo parassitario devasta le colture; la propagazione di questo insetto sta comportando innumerevoli danni alle colture, sono, infatti, circa 2.500 gli ettari di terreno colpiti, ed alle aziende agricole e zootecniche sarde. Al momento sono circa venti le aziende che rischiano di essere messe in ginocchio da questo fenomeno, in quanto le cavallette devastando leguminose e foraggere compromettono i pascoli e le provviste di foraggio per l'autunno – tra circa una decina di giorni sarebbe iniziata la mietitura – e gli allevatori si trovano costretti ad acquistare il fieno, per l'alimentazione dei propri animali, con un danno economico rilevante; le cavallette del Marocco per la Sardegna non sono una novità, ma un fenomeno di questa portata non si riscontrava da più di settant'anni, da quando con la meccanizzazione e l'introduzione di alcuni antagonisti oofagi ne hanno ridotto significativamente la presenza; le cause di questa «invasione» di locuste si possono riscontrare, oltre che nei cambiamenti climatici di questi ultimi anni, che hanno creato condizioni ambientali ideali per la loro propagazione e proliferazione – le locuste sono animali infestanti che prediligono i climi secchi e i terreni aridi anche nell'abbandono delle terre che ne favorisce l'incremento, dal momento che proprio la lavorazione del terreno rappresenta uno dei fattori agronomici di contenimento delle popolazioni, che diversamente non avrebbero avuto spazio per deporre le uova e riprodursi in modo così esagerato. L'avifauna potrebbe rappresentare un mezzo di contrasto al dilagare dell'infestazione; le cavallette hanno fatto la loro comparsa a fine aprile inizi di maggio; periodo di schiusa delle uova. Sono comparsi delle vere e proprie nuvole e dei tappeti di cavallette che con il passare dei giorni si sono sparse su tutto il territorio, ad iniziare dalla zona di Iscras. Il fenomeno in sé, infatti, non sta aumentando, ma si sta allargando, in quanto è la stessa popolazione di locuste che si sta disperdendo; il fenomeno, dicono gli esperti agronomi, biologi ed entomologi, andrà avanti fino alla fine di agosto quando le cavallette moriranno e solo allora si potrà avere un calcolo preciso dei danni. Purtroppo, intervenire in questo periodo dell'anno, quando le cavallette diventate adulte sono in fase riproduttiva – una cavalletta può deporre un numero che varia tra le 25 alle 55 uova – e sono molto mobili, risulta poco efficace; secondo gli esperti, in questa fase del fenomeno, una soluzione potrebbe essere quella di arare i terreni incolti, così da evitare la deposizione delle uova e una nuova riproduzione per l'anno prossimo. Un'altra soluzione, risultata efficace nel secondo dopoguerra, sarebbe quella di introdurre insetti antagonisti, ma purtroppo le norme europee sono particolarmente restrittive e deve essere valutato l'impatto sull'ambiente e sulle altre specie autoctone –: quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, intenda mettere in atto al fine di sostenere e tutelare gli agricoltori e gli allevatori sardi dagli effetti di questo fenomeno, tenendo presente che gli agricoltori e le aziende agricole hanno un'enorme importanza per il presidio del territorio, nonché di debellare il fenomeno medesimo o quanto meno prevenire la sua ricomparsa per scongiurare ben più consistenti eventi per il prossimo anno. (3-00799)