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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03350 presentata da TRIPODI MARIA (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 08/01/2020

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03350 presentato da TRIPODI Maria testo di Mercoledì 8 gennaio 2020, seduta n. 284 MARIA TRIPODI , VITO , FASCINA , GREGORIO FONTANA , DALL'OSSO , PEREGO DI CREMNAGO e RIPANI . — Al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che: l'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani sta esponendo a serio rischio i soldati italiani impegnati in Iraq e nelle zone limitrofe: nella notte tra il 7 e l'8 gennaio 2020 due attacchi simultanei lanciati dall'Iran hanno colpito le basi americane in Iraq e un'esplosione è stata avvertita anche a Erbil, dove sono di stanza 400 militari italiani; a tal proposito, il Ministero della difesa, dopo l'uccisione di Soleimani, ha deciso di innalzare le misure di sicurezza dei contingenti dove operano i soldati italiani e di limitare al minimo gli spostamenti al di fuori delle basi; il Ministro della difesa ha altresì precisato che l'addestramento delle forze irachene è temporaneamente sospeso, mentre le missioni continuano a operare regolarmente; si rammenta che sono circa 900 i militari italiani impegnati in Iraq, tra Erbil e Baghdad, quasi tutti nell'ambito della Coalizione multinazionale, che annovera 79 Paesi e 5 organizzazioni internazionali, contro i terroristi del Daesh; nello specifico, la componente italiana («Prima Parthica», sul campo dal 14 ottobre 2014) prevede un impiego massimo di 1.100 uomini e donne, 305 mezzi terrestri e 12 mezzi aerei; i nostri soldati contribuiscono con personale qualificato agli staff dei comandi della Coalizione, garantiscono attività Air-to Air refueling a favore degli assetti aerei della Coalizione, svolgono ricognizione e sorveglianza con droni, addestrano le forze di sicurezza locali; l'addestramento, temporaneamente sospeso, si svolge principalmente a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e a Baghdad: a Erbil l'attività viene svolta da personale dell'Esercito nell'ambito della Task Force Land , inquadrata nel Kurdistan Training Coordination Center (KTCC), il cui comando è attribuito per un semestre all'Italia e per uno alla Germania; a Baghdad e a Kirkuk – dove un attentato, nel novembre 2019, ha provocato il ferimento di cinque soldati italiani – sono presenti uomini e donne delle forze speciali appartenenti a tutte le forze armate, che addestrano i militari iracheni del Counter Terrorism Service (CTS) e le forze speciali delle forze di sicurezza curde; non meno rischiosa appare la situazione in Libano, dove l'Italia ha il comando della missione internazionale Unifil (1.250 militari) –: se il Ministro interrogato non intenda chiarire quali siano le intenzioni e le iniziative, per quanto di competenza, volte a garantire la sicurezza dei soldati italiani impegnati in Iraq e nelle zone limitrofe. (5-03350)