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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00396 presentata da SCHIRO' ANGELA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 09/01/2020

Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00396 presentato da SCHIRÒ Angela testo presentato Giovedì 9 gennaio 2020 modificato Venerdì 17 gennaio 2020, seduta n. 290 Le Commissioni III e XIV, premesso che: l'esito delle elezioni svoltesi nel Regno Unito il 12 dicembre 2019 hanno dato una schiacciante maggioranza ai conservatori di Boris Johnson premiando la loro proposta politica di uscita immediata della Gran Bretagna dall'Unione europea; dopo tre anni di stallo dal referendum sull'Europa la separazione è diventata l'obiettivo prioritario del Governo e della maggioranza che hanno prevalso nella recente consultazione elettorale; la data del 31 gennaio 2020, fissata dal Consiglio europeo il 28 ottobre 2019 come ulteriore scadenza per la ratifica dell'Accordo di recesso, sembra essere dunque per il Regno Unito la deadline irrevocabile della qualifica di membro dell'Unione europea; l'Accordo di recesso, contenente norme volte a regolare un'uscita ordinata del Regno Unito dall'Unione europea, è stato approvato, con modifiche, dal Consiglio europeo il 17 e 18 ottobre 2019, mentre la Dichiarazione sul quadro delle future relazioni si limita ad impegnare le parti per un futuro accordo di libero scambio che potrà essere avviato e perfezionato solo dopo che il Regno Unito sarà diventato a pieno titolo un Paese terzo; le modifiche introdotte nel precedente testo di Accordo di recesso negoziato tra le parti il 14 novembre 2018 e approvato dal Consiglio europeo il 25 novembre dello stesso anno hanno riguardato solo il Protocollo relativo all'Irlanda e all'Irlanda del Nord allo scopo di evitare l'instaurarsi di una frontiera fisica in quel Paese e di salvaguardare il libero scambio, mentre non sono stati toccati gli altri aspetti, in particolare quelli riguardanti le disposizioni sui diritti dei cittadini; le modifiche introdotte nella Dichiarazione sulle future relazioni, rispetto alla versione approvata nel dicembre 2018, enfatizzano l'opzione per un sistema di libero scambio tra l'Unione europea e il Regno Unito; nel caso – probabile – di un'uscita senza accordo del Regno Unito dall'Unione europea e dell'acquisizione da parte del Regno Unito dello status di Paese terzo non vi sarà il periodo di transizione previsto dallo stesso Accordo, con prevedibili ripercussioni sulla condizione dei cittadini e sulle attività delle imprese, ricadendo le reciproche relazioni nell'ambito del diritto pubblico internazionale generale; la conseguenza più diretta è l'applicazione delle regole di controllo e delle tariffe doganali nei confronti del Regno Unito, con conseguenti ripercussioni sui tempi delle operazioni, che potranno avere un'incidenza particolarmente seria nelle fasi iniziali; la Commissione europea, in previsione degli effetti negativi che potranno derivare per i lavoratori, le imprese e alcuni Stati membri ha proposto al Consiglio, che ha approvato, di consentire il ricorso al Fondo europeo di solidarietà e al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, ma le misure sono ancora all'esame del Consiglio dell'Unione europea; in ogni caso, «la Brexit – come ha affermato in audizione nel Parlamento italiano il mediatore europeo Michel Barnier – non rappresenta la fine della storia, è solo una tappa; la Brexit non è una destinazione», il che induce a ricostruire con determinazione e pazienza un sistema di relazioni con un partner importante per l'Europa come il Regno Unito; l'Italia ha un diretto e cospicuo interesse a concorrere ad una positiva soluzione di queste problematiche: il Regno Unito rappresenta l'area di preferenziale destinazione dei flussi di nuova emigrazione che da anni si manifestano nella società italiana, che hanno portato la comunità italiana in Gran Bretagna al livello di circa 700.000 presenze, su un totale di cittadini comunitari ivi residenti di 3,5 milioni; il volume delle esportazioni verso il Regno Unito, quarto mercato di destinazione dei prodotti italiani, secondo i dati più recenti supera i 23 miliardi di euro, circa il 18 per cento dell'intero interscambio dell'Unione europea con il Regno Unito, in un quadro nel quale l'Italia rappresenta per il mercato britannico il settimo fornitore, con particolare riguardo al settore dell'agroindustria e a quello del made in Italy ; esiste per le istituzioni italiane un obiettivo dovere di tutela dei connazionali in questa fase di transizione, ad iniziare dalle categorie di persone più esposte e meno autonome, che possono trovarsi in difficoltà negli adempimenti previsti dalle procedure di ridefinizione dello status di cittadino europeo; la Gran Bretagna si è già impegnata a garantire la continuità dei diritti dei cittadini europei attualmente presenti, in particolare delle prestazioni nazionali in materia di sanità e di sicurezza sociale, alla condizione di richiedere il permesso di residenza e di avere vissuto nel Regno Unito per almeno 5 anni, con la clausola che chi non abbia già raggiunto i 5 anni può presentare richiesta di maturazione di tale requisito in vista del conseguimento della residenza definitiva; fino alla scadenza dell'accordo di transizione, prevista per il 31 dicembre 2020, dovrebbe essere consentita la libera circolazione dei cittadini europei, con la possibilità di trasferirsi nel Regno Unito a scopo di lavoro fino a quella data senza particolari formalità; per la peculiarità del commercio internazionale dell'Italia e per il peso del made in Italy , un aspetto di marcata sensibilità è la tutela delle indicazioni geografiche dei prodotti agro-alimentari, tutela prevista nella fase transitoria, ma da consolidare anche oltre la scadenza di essa; anche sul piano dei diritti civili e politici si pongono in prospettiva questioni da risolvere, dal momento che l'uscita dalle regole comunitarie fa venir meno la facoltà dei cittadini di uno Stato europeo residenti in Gran Bretagna di partecipare alle elezioni amministrative locali; sul versante italiano, il Governo ha costituito una specifica task force per la Brexit per monitorare ed intervenire in tempi adeguati rispetto alle occorrenze che possano manifestarsi; il Governo pro tempore , inoltre, il 25 marzo 2019 ha adottato il decreto-legge cosiddetto Brexit , convertito dalla legge 20 maggio 2019, n. 11, contenente misure volte alla stabilità finanziaria, alla tutela dei cittadini britannici in Italia, al rafforzamento della rete consolare italiana in Gran Bretagna e a un'adeguata assistenza della comunità italiana ivi residente, impegnano il Governo: a predisporre, tramite le rappresentanze diplomatiche e consolari e con la collaborazione degli organi di comunicazione, delle associazioni e dei patronati presenti sul territorio, degli organismi professionali e degli altri soggetti che possano ritenersi utili allo scopo, un piano straordinario di informazione rivolto alla comunità italiana e a monitorare la diffusione degli adempimenti formali previsti per l'ottenimento del permesso di residenza, con particolare attenzione per la popolazione anziana e per i soggetti meno abituati all'uso degli strumenti telematici; a richiedere alla task force interministeriale costituita presso la Presidenza del Consiglio con il compito di seguire l'evoluzione della fuoriuscita del Regno Unito dall'Unione europea e di rilevarne le conseguenze per gli interessi nazionali dell'Italia di trasmettere con cadenza trimestrale un rapporto della situazione dei rapporti tra Italia e il Regno Unito alle Camere al fine del coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti; a compiere un ulteriore sforzo di rafforzamento della funzionalità degli uffici consolari e diplomatici operanti nel Regno Unito, tramite la messa a disposizione di nuove unità di personale, la destinazione di risorse adeguate e un più efficace sostegno dei consolati onorari; a promuovere e attivare iniziative per comprendere, valutare e contrastare (magari con la stipula di accordi bilaterali o multilaterali) eventuali negative conseguenze della « Brexit » sui diritti socio-previdenziali dei nostri connazionali che hanno vissuto, vivono o vivranno nel Regno Unito e che rischiano di non essere più tutelati dalle disposizioni dei regolamenti comunitari di sicurezza sociale, posto che tali regolamenti – che disciplinano la concessione e l'erogazione delle prestazioni di vecchiaia, ai superstiti, di malattia, di maternità e paternità, degli infortuni sul lavoro, delle malattie professionali, di invalidità, di disoccupazione, di prepensionamento, degli assegni familiari – non saranno infatti più applicabili ai lavoratori che si spostano nel Regno Unito con gravi ripercussioni sulla tutela di diritti socio-previdenziali finora garantiti; ad assumere le iniziative di competenza volte a verificare che quanto stabilito nel regolamento finanziario circa la responsabilità di corrispondere agli impegni finanziari assunti prima dell'uscita del Regno Unito sia regolarmente osservato a beneficio di regioni, imprese, università, Erasmus e altro; a considerare, come una delle più urgenti priorità nelle trattative che si apriranno a seguito della Brexit , la tutela delle indicazioni geografiche dei prodotti, che rappresentano un fattore di ricchezza e di consolidata attrattività delle esportazioni italiane; a fornire ogni utile elemento al fine di discutere in Parlamento, in vista delle trattative che si apriranno con il Regno Unito all'indomani della fuoriuscita dall'Unione europea, le linee guida dei negoziati che interesseranno anche i singoli Paesi europei, in vista della definizione di una serie di accordi misti, soprattutto in materia di diritti delle persone, dei lavoratori, dei consumatori e ambientali; a considerare nella prospettiva delle trattative volte a raggiungere accordi bilaterali con il Regno Unito il reciproco riconoscimento della facoltà dei cittadini dei due Paesi di partecipare con diritto di voto attivo e passivo alle elezioni amministrative locali come un punto di forte sensibilità democratica e civile; a tenere ferma, anche dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea l'impostazione di apertura e di cooperazione già manifestata in occasione del cosiddetto decreto Brexit n. 23 del 2019 nei confronti dei cittadini del Regno Unito che soggiornino in Italia, specialmente in materia di permesso di soggiorno di lungo periodo e di permessi di residenza. (7-00396) « Schirò , Sensi , Quartapelle Procopio , Fassino , Andrea Romano , La Marca , Di Giorgi , Cenni , Serracchiani , Navarra , Bruno Bossio , Frailis , Pellicani , Berlinghieri , Ciampi , De Luca , Topo , Zan , Padoan , Rizzo Nervo , Buratti , Bonomo , Gavino Manca , Nardi , Boldrini , Carnevali ».