Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03379 presentata da ANDREUZZA GIORGIA (LEGA - SALVINI PREMIER) in data 14/01/2020
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03379 presentato da ANDREUZZA Giorgia testo di Martedì 14 gennaio 2020, seduta n. 288 ANDREUZZA , BINELLI , COLLA , DARA , GALLI , GUIDESI , PETTAZZI , PIASTRA , CAVANDOLI , CESTARI , GOLINELLI , MORRONE , MURELLI , RAFFAELLI , TOMASI , TOMBOLATO , TONELLI , VINCI e ZOFFILI . — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che: l'Italia è il secondo maggior produttore dopo la Germania dei prodotti packaging , con 12 miliardi di euro di fatturato l'anno e 3 mila aziende che operano nel settore; l'area «Lover» – Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna – da sola vale quasi il 60 per cento dell'industria nazionale della trasformazione di plastica. Se si aggiunge il Piemonte ci si avvicina al 70 per cento della produzione italiana: significa che il 70 per cento della « plastic tax » graverà sempre sulle solite quattro regioni industriali, quelle che tenacemente trainano il prodotto interno lordo del Paese; la via Emilia, in particolare, è da anni ribattezzata la culla della Packaging valley , in quanto ospita il maggior numero di aziende del comparto in Italia, precisamente 230 e un fatturato annuo di 5 miliardi di euro, pari al 63 per cento del giro di affari nazionale; l'introduzione della « plastic tax » mette oggi a repentaglio duemila piccole e medie aziende, con un aumento del 60 per cento del costo di approvvigionamento della plastica e, come stimato da Federconsumatori, un inevitabile aumento della spesa delle famiglie di ben 140 euro all'anno; molte aziende hanno espresso forti preoccupazioni per la nuova imposta che unitamente ad altre misure sfavorevoli – si pensi alla « sugar tax » – approvate nella scorsa sessione di bilancio ha indotto diversi colossi della produzione industriale a correre ai ripari: Coca Cola Italia, ad esempio, ha già annunciato un piano di intervento che prevede un aumento dei prezzi delle bibite e un blocco degli investimenti nel nostro Paese per il prossimo anno. La « plastic tax » preoccupa pure il Gruppo San Pellegrino, già pronto a bloccare gli investimenti in Italia e a rivedere l'organizzazione dei propri stabilimenti. L'azienda ha stimato un calo della produzione pari al 7 per cento per quanto riguarda l'acqua minerale e del 14 per cento sulle bibite. Anche la San Benedetto di Scorzè, primo gruppo nazionale del beverage , ha calcolato l'impatto delle nuove imposte che potrebbe determinare costi aggiuntivi per 100 milioni di euro e una contrazione dei consumi fino al 20 per cento –: se il Ministro interrogato abbia già effettuato un monitoraggio sulle conseguenze in termini produttivi dell'applicazione delle citate disposizioni e quali iniziative intenda adottare per supportare le aziende italiane del packaging e riattivare gli investimenti delle più grandi realtà industriali operanti sul territorio nazionale. (5-03379)