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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03557 presentata da QUARTAPELLE PROCOPIO LIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 11/02/2020

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-03557 presentato da QUARTAPELLE PROCOPIO Lia testo di Martedì 11 febbraio 2020, seduta n. 302 QUARTAPELLE PROCOPIO , DE MARIA , SCHIRÒ , FASSINO , BOLDRINI , SERRACCHIANI , UNGARO , SPORTIELLO , RIZZO NERVO , ANDREA ROMANO , LA MARCA , PALAZZOTTO , CARNEVALI , CRITELLI , CIAMPI , BERLINGHIERI , ENRICO BORGHI , PINI , PEZZOPANE , BRUNO BOSSIO , SENSI , BENAMATI , CARLA CANTONE , INCERTI , PELLICANI , NAVARRA e DE LUCA . — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: Patrick George Zaki ricercatore di 27 anni, iscritto dall'inizio dell'anno accademico (settembre 2019) a un master dell'università di Bologna sugli studi di genere e sulle donne e collaboratore di un'organizzazione non governativa, in Egitto, che si batte per difendere i diritti umani, la Egyptian Initiative for Personal Rights , è stato arrestato appena atterrato al Cairo con capi d'accusa che vanno dall'istigazione alle proteste alla diffusione di notizie false; il mandato di cattura è del 2019, ma lo studente non ne sapeva nulla. «Per 24 ore di lui si è persa ogni traccia», denunciano Amnesty International , tramite il portavoce Riccardo Noury, e la ong Eipr. «Non ha potuto contattare la famiglia, né un avvocato. Probabilmente è stato torturato, anche con l’ elettrochoc , come è diffuso negli interrogatori in Egitto», spiega Noury; Patrick George Zaky è un attivista con interessi specifici nella giustizia per le persone Lgbt e nell'identità di genere. Un profilo che il giovane aveva deciso di approfondire con un master internazionale in Italia, all'università di Bologna, «Gemmà», un corso unico del suo genere in Europa, supportato dalla Commissione europea; le autorità egiziane lo hanno accusato, tra le altre cose, di diffusione di notizie false, incitazione a proteste, tentativo di rovesciare il regime, uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza. Sarebbe stato inoltre presentato un rapporto della polizia che sostiene «falsamente» di averlo arrestato ad un checkpoint di Mansoura in base a un mandato emesso a settembre 2019. Ora la procura egiziana ha ordinato 15 giorni di custodia cautelare. Uno dei peggiori scenari possibili, a detta di attivisti e studiosi dell'Egitto post rivoluzione. «Se parte questo stillicidio dei 15 giorni di detenzione rinnovabili rischia di essere dimenticato», afferma Riccardo Noury di Amnesty Italia; purtroppo questo caso richiama quello, tragico, di Giulio Regeni, di cui da pochi giorni si è commemorato il quarto anniversario del ritrovamento del suo cadavere, e sul quale ancora ci si attende di conoscere la verità di quanto e perché è accaduto –: di quali informazioni disponga il Ministro interrogato sulla vicenda e quali iniziative di competenza intenda assumere tempestivamente affinché il Governo egiziano liberi Patrick George Zaky e si profili per lui una sorte diversa da quella di Giulio Regeni. (5-03557)