Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03601 presentata da PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 14/02/2020
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-03601 presentato da PEZZOPANE Stefania testo di Venerdì 14 febbraio 2020, seduta n. 304 PEZZOPANE . — Al Ministro della salute, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: da articoli di stampa si apprende che la Rems di Barete, la residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza, in provincia di L'Aquila, «ha assunto ormai un aspetto sempre più detentivo e sempre meno una definizione sanitaria riabilitativa. Il clima che si è instaurato di paura diffuso sta sempre più determinando chiusure preoccupanti e separazioni tra curanti e curandi»; questo è uno dei passaggi chiave della relazione rimessa dopo la visita nella struttura del 15 ottobre 2019 da parte di una delegazione dell'Osservatorio sul superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) e sulle Rems. Un sopralluogo che ha confermato le criticità che sono via via emerse negli ultimi tempi alla luce dei gravi episodi che si sono verificati negli ultimi tempi; alla visita hanno partecipato il direttore generale dell'Asl, il direttore del dipartimento di salute mentale, un magistrato di sorveglianza, il responsabile del Tribunale del Malato, il referente di «Stop Opg Abruzzo»; il documento di sintesi sottolinea gli «eventi critici che hanno modificato il buon andamento della Rems constatato nei precedenti report di ottobre 2016 e dicembre 2018». In primis è stato rilevato uno status di degrado della struttura che oggi ospita 20 persone, di cui 3 donne: cicche di sigaretta sul pavimento, mancato rispetto del divieto di fumo negli spazi comuni, rimozione di una parte dell'arredamento in seguito a episodi di aggressività. In più per ragioni di sicurezza è stata installata una porta blindata per separare gli spazi clinici dal resto della struttura; dall'apertura, a maggio 2017, fino al 25 ottobre 2019, ci sono stati 20 Tso (trattamenti sanitari obbligatori), 8 aggressioni tra pazienti, 21 a operatori, 6 allontanamenti (o tentati). «L'équipe – si legge nella relazione – ha espresso una grande sofferenza e difficoltà operative nella gestione»; i problemi principali risiedono nella precarietà del personale, nella mancanza di progetti terapeutici e riabilitativi da parte dei centri per la salute mentale, nell'aumento di misure provvisorie spesso conseguenza di invii impropri; nel tempo, la risposta repressiva ha subordinato la possibilità di un «contenimento relazionale»: «In generale è presente negli operatori un profondo malessere che si associa a una gestione che andrebbe rivista, per lo più improntata all'intervento in emergenza»; è necessario un intervento coordinato che parta da un'adeguata formazione degli operatori e passi per il necessario coinvolgimento delle associazioni in progetti personalizzati di recupero e riabilitazione, mancando quasi completamente, ora, le attività associative –: di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto esposto in premessa e se non ritenga di adottare iniziative normative, previo coinvolgimento delle regioni, a partire dall'Abruzzo, al fine di garantire sia la sicurezza del personale sia cure adeguate ai pazienti. (5-03601)