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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05057 presentata da CABRAS PINO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 31/03/2020

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05057 presentato da CABRAS Pino testo di Martedì 31 marzo 2020, seduta n. 321 CABRAS , BIGNAMI , SABRINA DE CARLO e PERANTONI . — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: in data 18 marzo 2020 la Banca centrale europea (Bce) ha attivato con la Federal Reserve degli Stati Uniti due linee di credito per 112,09 miliardi di dollari: la prima ammonta a 75,82 miliardi di dollari, con una scadenza a 84 giorni (su base settimanale) e un tasso dello 0,38 per cento, mentre la seconda è pari a 36,27 miliardi di dollari, con scadenza a 7 giorni (su base giornaliera) e un tasso dello 0,48 per cento. Si tratta della più grossa operazione effettuata tramite linea di swap in valuta dalla crisi del 2008; in una nota ufficiale del 20 marzo la Bce ha sottolineato che l'aumento del ritmo delle operazioni swap a 7 giorni rimarrà in vigore dal 23 aprile e «per tutto il tempo necessario a sostenere il regolare funzionamento dei mercati di finanziamento in dollari»; tuttavia, a oggi non è ancora chiaro se, nella ripartizione della somma, siano stati rispettati i criteri di capital key che alcuni Paesi appartenenti all'area euro pretendono vengano rispettati quando la Bce acquista titoli di Stato dei singoli Paesi dell'Eurozona nelle operazioni di quantitative easing poste in essere nel corso degli anni; nel caso in cui su queste operazioni di indebitamento della Bce in valuta estera non sia stata rispettata la ripartizione secondo i criteri di capital key , ci si troverebbe di fronte a una anormale asimmetria. La questione è di alto rilievo politico, perché, se la Bce si fosse indebitata in valuta estera con un'altra banca centrale senza tenere conto del suddetto criterio di ripartizione dei rischi, questo si verrebbe a scontrare con la consolidata prassi per cui, nel caso di acquisto di titoli di Stato dei Paesi dell'Eurozona da parte della Bce, si pretende il rispetto di vincoli precisi con la motivazione di non rischiare una minima perdita, anche se solo teorica; se tale asimmetria fosse confermata, ci si troverebbe di fronte a un'operazione che, nei fatti, ha il risultato di chiudere le posizioni in dollari a Wall Street di alcune banche tedesche e olandesi attraverso un'azione senza vincoli della Bce che avrebbe così impegnato anche i Paesi, come l'Italia, che hanno un sistema bancario non incentrato sulla speculazione finanziaria; se confermato, si tratterebbe di un fatto ancora più grave dal momento che quegli stessi Paesi pretendono il rispetto pedissequo di vincoli e limiti che non consentono alla Bce di svolgere la propria funzione in termini di utilità pubblica, sociale e all'economia reale, soprattutto quando è richiesto un impegno per salvare le finanze pubbliche di un Paese dell'Eurozona –: di quali elementi disponga circa quanto esposto in premessa; quale sia l'ammontare delle due linee di credito di cui hanno beneficiato le banche italiane e quale sia l'ammontare di cui hanno beneficiato le singole banche degli altri Paesi; se il Governo, nell'ipotesi che il fatto sia confermato, non intenda intraprendere le iniziative di competenza affinché sia assicurato il rispetto degli stessi vincoli valevoli per l'acquisto dei titoli di Stato anche per le operazioni di swap in valuta estera. (4-05057)