Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00060 presentata da RUOTOLO SANDRO (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 21/04/2020
Atto Senato Interpellanza 2-00060 presentata da ALESSANDRO RUOTOLO martedì 21 aprile 2020, seduta n.208 RUOTOLO, NUGNES, BUCCARELLA, DE PETRIS, ERRANI, FATTORI, LAFORGIA, PITTELLA, VALENTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e per il Sud e la coesione territoriale . - Premesso che: secondo quanto risulta agli interroganti, nel documento di sintesi e proposte "L'Italia e la risposta al Covid-19" elaborato dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe) della Presidenza del Consiglio dei ministri si ipotizza, tra i diversi temi sottolineati, la sospensione della quota di destinazione del 34 per cento degli investimenti a valere su risorse ordinarie al Sud. La strategia di rilancio dell'economia si baserebbe essenzialmente sull'eliminazione il più possibile dei vincoli e tra questi ci sarebbero anche gli impegni di spesa per il Mezzogiorno; secondo quanto si apprende dal documento circolato come bozza, si agirebbe sulla legge del 2016 entrata in vigore quest'anno volta a "riequilibrare" gli investimenti dello Stato nella destinazione ordinaria territoriale che ammontava da sempre al Mezzogiorno a una quota pari al 27-28 per cento rispetto alla popolazione residente. Il 34 per cento è la quota minima a tutela dei cittadini della Campania e delle altre sette regioni dell'Italia Meridionale; secondo il documento, la quota andrebbe "sospesa" fino a una data che nella bozza ancora non è definita. Il nuovo criterio del 34 per cento per legge non è stato applicato fino al 2019 e con l'eventuale "sospensione" non sarà applicato neppure nel 2020; inoltre per finanziare il rilancio dell'economia si punterebbe ad attingere diversi miliardi di euro dai fondi di sviluppo e coesione del ciclo 2014-2020, destinati in gran parte a Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, ma anche ad aggirare la regola dell'80-20 del FSC, cioè l'obbligo di ripartire (negli anni) i 68,8 miliardi dell'FSC per l'80 per cento del Mezzogiorno, regola che ha la sua premessa nell'articolo 119 della Costituzione che impone interventi speciali per rimuovere gli squilibri economici e sociali che non possono essere cambiati a danno del Mezzogiorno; peraltro, quanto evidenziato appare in contraddizione con la necessità ribadita dallo stesso documento di rafforzare la rete sanitaria che tutti i dati certificano essere più fragile nel Mezzogiorno, di annullare il digital divide a partire dalle scuole essendo nota la difficoltà di connessione al web più grave tra gli studenti meridionali, di rafforzare il trasporto pubblico locale, migliorare le periferie, riparare strade, ponti, viadotti, mettere in sicurezza le scuole, perseguire politiche di tutela ambientale, rendere efficienti le reti idriche, e di tutti questi interventi c'è estrema necessità nel Meridione; inoltre va sottolineato che la chiusura seguita all'epidemia COVID-19 che ha interessato tutta l'Italia ha penalizzato certamente in misura maggiore il terziario, il settore ricettivo e del turismo, che rappresenta la fonte di reddito più diffusa nelle regioni del Sud e che più di altri stenterà a ripartire anche ad emergenza finita, e ha determinato inoltre un crollo del lavoro precario o discontinuo presente prevalentemente proprio nelle aree meridionali, provocando pertanto un impatto economico molto negativo per il Mezzogiorno con seri rischi per la coesione sociale; l'ascensore sociale è fermo nel Sud Italia da troppi anni. La percentuale di neet , giovani che non studiano e non lavorano, è da brividi e nel Sud l'emigrazione, secondo gli ultimi dati Svimez, è ai livelli del dopo guerra. Quelle risorse occorrono per avviare nel Sud Italia un grande laboratorio per un nuovo modello di sviluppo; il Presidente del Consiglio dei ministri, il 14 febbraio 2020, presentando il piano per il Sud 2030 ha sostenuto: "Ridurre i divari tra cittadini e tra territori è la vera opportunità capace di creare sviluppo, riprendere a investire attivando potenziali di crescita e innovazione inespressi e fornire opportunità di lavoro buono, in particolare per i giovani e le donne"; il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Provenzano ha confermato che "L'Italia e la risposta al Covid-19" è un documento del Dipe e non della sua amministrazione, non ha mai discusso in sede politica, e nella parte in cui si paventano meno risorse al Sud ha sentenziato che "è del tutto inaccettabile" esprimendo così una posizione apprezzabile a giudizio degli interroganti, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo intendano chiarire se quanto scritto nel documento sia la posizione del Governo, anche tenuto conto delle parole del Ministro per il Sud, se confermino che per il Mezzogiorno la quota d'investimento pubblico resti del 34 per cento e se non ritengano di accelerare le prime azioni per l'attuazione del piano per il Sud 2030, di ritenere ancora valido l'impegno di aggiornare le prossime linee d'intervento nonché di riadattare gli strumenti di sostegno pubblico allo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia con investimenti nelle infrastrutture rese ancora più urgenti dalla situazione contingente da coronavirus. (2-00060)