Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03986 presentata da MAZZETTI ERICA (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 19/05/2020
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03986 presentato da MAZZETTI Erica testo di Martedì 19 maggio 2020, seduta n. 342 MAZZETTI , SOZZANI , CORTELAZZO , BERGAMINI , GELMINI , CASINO , LABRIOLA e RUFFINO . — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che: il decreto-legge n. 32 del 2019 (cosiddetto «sblocca cantieri») ha aggiunto, all'articolo 59, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 in materia edilizia, la lettera c-bis), con la quale il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può autorizzare laboratori ad effettuare prove e controlli su materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti. Questa nuova previsione ha portato all'emanazione della circolare attuativa n. 633/STC del 3 dicembre 2019, che stabilisce i requisiti minimi di autorizzazione per tali nuovi laboratori; con la successiva approvazione delle «Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti» di cui all'assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 14 aprile 2020, per la prima volta si stabilisce, al paragrafo 1.8, che gli ingegneri liberi professionisti certificati in diagnostica, non potranno più eseguire alcun tipo di indagine e prova, anche e soprattutto non-distruttiva, sui ponti esistenti. È evidente che tale esclusione, nel prossimo futuro, verrà probabilmente estesa anche alle altre tipologie strutturali (edilizia pubblica e infrastrutturale, edilizia privata e altro); la conseguenza di quanto suesposto è che vengono messi fuori mercato tutti i liberi professionisti, ingegneri e architetti (anche strutturati in società), che eseguono controlli sull'edilizia esistente, che si vedrebbero costretti, per poter continuare l'attività, a sostanziali investimenti per la obbligatoria costituzione di laboratori, per la presa in carico di dipendenti e collaboratori, spese per l'adeguamento dei locali e altro. Sostanzialmente ciò comporta il passaggio da una forma professionale di alta specializzazione a una forma ad alta prevalenza imprenditoriale, con una struttura rigida e ingessata per la notevole burocrazia prevista; la norma suddetta ha come conseguenza quella di creare un accentramento nel mercato della diagnostica, favorendo solo coloro che riusciranno, in via esclusiva, ad ottenere l'autorizzazione dal servizio tecnico centrale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tutto ciò collide inevitabilmente con il principio di qualità, concorrenza e specializzazione, anche nel superiore interesse della collettività –: se non ritenga necessario adottare iniziative per modificare la norma di cui in premessa al fine di superare le evidenti criticità suesposte, garantendo così la libera concorrenza, e comunque aprire il mercato non solo ai laboratori autorizzati ma anche ai tecnici liberi professionisti già abilitati e certificati, così come è sempre stato fino all'approvazione della norma del decreto-legge «sblocca cantieri» di cui in premessa. (5-03986)