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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03991 presentata da VARCHI MARIA CAROLINA (FRATELLI D'ITALIA) in data 19/05/2020

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-03991 presentato da VARCHI Maria Carolina testo di Martedì 19 maggio 2020, seduta n. 342 VARCHI , MASCHIO , LUCASELLI e FERRO . — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: con l'inizio della «Fase 2» anche per il mondo della giustizia, in molti tribunali italiani si sono registrati disfunzioni, affollamenti, code e rinvii delle udienze: il 90 per cento dei processi è rinviato, anche al 2021; in particolare, la ripartenza è avvenuta con un andamento a macchia di leopardo, con regole diverse per ogni ufficio giudiziario o che cambiano addirittura in base alle sezioni e alle articolazioni; in mancanza di un piano unico nazionale, infatti, lo svolgimento delle attività giudiziarie è stato disciplinato in ogni sede in modo diverso, talvolta con diversi protocolli per le diverse sezioni, anche con oltre duecento provvedimenti dei capi degli uffici giudiziari, come denunciato dall'Organismo congressuale forense; la ripartenza, fissata per il 12 maggio 2020, è avvenuta in maniera frammentaria e disorganica, a cui si sono aggiunti i provvedimenti dilatori di alcuni uffici, la mancanza o inadeguatezza degli strumenti informatici, nonché la più volte denunciata carenza di fondi per il gratuito patrocinio; non si sa nulla in merito alla dotazione di dispositivi di protezione e sanificazione nei tribunali, così come in merito allo smart working per il personale di cancelleria, per il quale è fatto divieto di accedere in intranet da casa; a parere del presidente dell'unione camere penali, Giandomenico Caiazza, «questa Fase 2 sembra partire per tutti ma non per la giurisdizione, vediamo processi che erano fissati già a maggio o giugno rinviati in alcuni casi a febbraio 2021. Ci chiediamo perché la giurisdizione esige una protezione diversa? È molto facile immaginare che nei nostri tribunali ci siano condizioni per ricominciare nelle aule con sicurezza per tutti noi, per la salute del giudice, del pubblico ministero, invece vediamo una lentezza straordinaria di questa ripresa, una disomogeneità di criteri che vengono adottati nei vari fori e spesso circolari organizzative che non sembrano recepite dagli stessi giudici»; tale situazione assume connotati ancor più drammatici per gli uffici del giudice di pace, che costituiscono il presidio di giustizia di prossimità per la tutela, in massima parte, dei diritti delle fasce deboli della società, per i quali in alcuni casi, come Napoli, sono stati emessi provvedimenti formali di ulteriore differimento generale delle udienze; in mancanza di adeguati interventi, è ragionevole prevedere che, di fatto, le attività giudiziarie non riprenderanno in modo sostanziale ed effettivo in moltissime sedi, almeno in questa «Fase 2»; la giustizia è l'unico comparto dello Stato, che svolge un servizio pubblico essenziale, a non essersi dotato, attraverso lo strumento della concertazione, di un protocollo nazionale che consentisse la graduale ripresa dell'attività, a differenza di quanto fatto con il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure negli ambienti di lavoro siglato il 14 marzo 2020 e aggiornato in data 24 aprile 2020, sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio, dal Ministero dell'economia e delle finanze, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministro della salute e dal Ministro dello sviluppo economico; è necessario, oggi più che mai, giungere a soluzioni univoche e condivise su tutto il territorio nazionale e l'ampia discrezionalità concessa ai capi degli uffici nella finestra dal 12 maggio al 31 luglio 2020 rischia, al contrario, di creare una ripresa disomogenea del funzionamento dell'attività giurisdizionale –: se e quali immediate iniziative di competenza il Governo intenda assumere per sostenere adeguatamente la giustizia italiana, quale funzione primaria e insostituibile dello Stato, adottando linee guida nazionali per l'effettiva ripartenza dell'attività giudiziaria; per quale motivo il Ministero della giustizia non abbia ritenuto di recepire il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure negli ambienti di lavoro siglato il 14 marzo 2020 e aggiornato in data 24 aprile 2020, adattandolo alle peculiarità dell'attività giudiziaria. (5-03991)