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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01804 presentata da RUOTOLO SANDRO (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 21/07/2020

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01804 presentata da SANDRO RUOTOLO martedì 21 luglio 2020, seduta n.242 RUOTOLO, DE PETRIS, ERRANI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . - Premesso che: il 15 luglio 2020 Mario Carmine Paciolla, 33 anni, napoletano, è stato ritrovato privo di vita presso la propria abitazione a San Vicente del Caguan, località a 650 chilometri da Bogotà nel dipartimento colombiano del Caqueta Colombia. Il connazionale era cooperante Onu ed era impegnato da due anni con le Nazioni Unite, in un progetto che mirava a riconvertire gli ex combattenti al lavoro nei campi e svolgeva il monitoraggio per il rispetto degli accordi di pace tra il Governo colombiano e le FARC, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia; a quanto si apprende dalla stampa locale, le autorità colombiane non escludono che Paciolla si sia suicidato per impiccagione, circostanza che non trova riscontro e smentita dalle testimonianze delle organizzazioni cooperanti in Colombia e dalla stessa famiglia del giovane che pochi giorni fa su iniziativa della missione Onu ha preso parte a una videoconferenza con il viceprocuratore generale Martha Janeth Mancera e l'ambasciatore italiano Gherado Amatuzzi; stando a quanto sta emergendo da notizie di stampa, in queste ore convulse, sono completamente diversi le ricostruzioni e i dettagli, che escludono categoricamente il suicidio. Sul cadavere di Mario Carmine Paciolla, come riportano gli organi e agenzie di stampa, ci sarebbero evidenti segni di violenza, in particolare, "tagli provocati da coltelli o da lame acuminate che non sono state trovate in casa. Vene squarciate, non tagliate in modo chirurgico, un segno che rimanda a coltelli con denti spessi o qualcosa di simile, che non è stato refertato dagli organi di polizia giudiziaria intervenuti sul luogo del delitto"; l'11 luglio nel corso di una telefonata intercorsa tra Mario Carmine Paciolla e la madre, egli aveva manifestato una certa preoccupazione per "alcune cose accadute", "un qualcosa di strano" e per "un guaio" non meglio specificato. Il 33enne aveva evidenziato, inoltre, di aver acquistato i biglietti per rientrare presto, il 20 luglio, in Italia, esprimendo il desiderio, una volta giunto a Napoli, di fare il bagno a Marechiaro; Paciolla, laureato all'università "Orientale" di Napoli, era un operatore qualificato ed esperto. Con la Peace brigades international e in particolare la PBI Colombia è stato volontario fra il marzo 2016 e l'agosto 2018 e membro dell' équipe di Bogota, che ha poi coordinato per un periodo. Si è distinto per il forte impegno nella difesa dei diritti umani e nella protezione delle persone in Colombia. Nell'ultimo periodo era in missione di verifica per le Nazioni Unite nel dipartimento di Caqueta. Conosceva il territorio, aveva solide relazioni e sapeva districarsi nei quartieri difficili, come la periferia di San Vicente, barrio Villa Ferro dove era alle prese anche con problemi umanitari, come quello legato allo sfruttamento della popolazione in un regime di narcoeconomia; da analisi e relazioni dell' intelligence , pare che le misure restrittive introdotte in Colombia per contenere il coronavirus avrebbero aumentato il livello di violenza tra i diversi gruppi armati in lotta per il controllo del territorio e delle rotte dei commerci illegali. Il report spiega, inoltre, come la situazione sia degenerata con numerosi episodi di violenza anche in base all'attività dell'Onu nel Paese. Non è casuale se la "Rete Europaz", nata a sostegno degli accordi di pace e del lavoro del Sistema integral de verdad justicia, reparación y no repetición, da tempo evidenzia come i ripetuti episodi di violenza in varie zone del Paese, le persecuzioni contro attivisti, leader sociali ed ex guerriglieri, denunciate da organismi nazionali e internazionali, il clima di ostilità e delegittimazione del lavoro della Commissione della verità rischiano seriamente di compromettere i tanti sforzi sinora compiuti per la costruzione di una pace duratura con verità e giustizia sociale; si tratta di un contesto difficile e da decifrare e da Napoli, città natale di Paciolla, è subito partita una forte mobilitazione per chiedere verità e giustizia. In pochi giorni sulla piattaforma "Change" sono state raccolte oltre 15.000 firme; a giudizio degli interroganti i fatti sono gravissimi e sembra di assistere a una vicenda simile a quella di Giulio Regeni, il giovane ricercatore di Fiumicello che stava scrivendo una tesi di dottorato per l'università di Cambridge. Il suo corpo senza vita, straziato dalle torture, venne ritrovato il 3 febbraio 2016 sul ciglio della superstrada che collega El Cairo ad Alessandria d'Egitto; appare dunque impellente procedere, come la magistratura italiana sta già facendo (secondo qualificate fonti giudiziarie, la Procura di Napoli e Roma avrebbe già inoltrato atti conoscitivi, nell'ambito del lavoro di condivisione giudiziaria presso le autorità giudiziarie colombiane), alla raccolta di quante più possibili prove testimoniali, si chiede di sapere, visti la gravità dei fatti e il turbamento e lo sconcerto nell'opinione pubblica italiana, quali siano gli intendimenti attuali del Ministro in indirizzo, nei confronti del Governo colombiano, e le iniziative che intende adottare affinché si svolgano le opportune indagini per giungere a risposte convincenti, per la ricerca della verità e della giustizia per la morte del nostro connazionale Mario Carmine Paciolla. (3-01804)