Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01886 presentata da QUARTAPELLE PROCOPIO LIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 10/11/2020
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01886 presentato da QUARTAPELLE PROCOPIO Lia testo presentato Martedì 10 novembre 2020 modificato Mercoledì 11 novembre 2020, seduta n. 426 QUARTAPELLE PROCOPIO , FASSINO , FIANO , BOLDRINI , ANDREA ROMANO , LA MARCA , SCHIRÒ , GRIBAUDO e ENRICO BORGHI . — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: il 4 novembre 2020 il Primo Ministro etiope Abiy Ahmed ha annunciato l'inizio di operazioni militari nello Stato settentrionale del Tigrè, dov’è stato proclamato lo stato d'emergenza per sei mesi. Il Tigrè ospita il 6 per cento della popolazione etiope ed è uno dei 10 Stati federati, delimitati per base etnica, dell'Etiopia; l'offensiva è stata presentata come una risposta a un presunto attacco di poche ore prima, sferrato dalle forze armate legate al partito al potere nel Tigrai, il Fronte popolare di liberazione del Tigrai (Tplf) – che secondo l’ International crisis group può contare su almeno 250 mila combattenti, tra paramilitari e milizie alleate –, contro la base del comando settentrionale dell'esercito federale a Mekelle, la capitale di questo Stato. Per molti analisti, invece, lo scontro nascerebbe dal mancato riconoscimento da parte del Governo centrale delle elezioni locali del settembre 2020, svoltesi nonostante il voto nazionale fosse stato rinviato a data da destinarsi a causa della pandemia da Covid-19. Da lì i rapporti tra il Governo centrale e quello locale non hanno fatto che degenerare fino all'attuale escalation militare; il 7 novembre 2020 il premier Abiy Ahmed ha ottenuto dal Parlamento i poteri necessari a sostituire i leader del Tigrai, che per lui detengono il potere illegalmente; le Nazioni Unite hanno lanciato un avvertimento riguardo alla fragile situazione umanitaria in Tigrai, dove vivono 600 mila persone che hanno bisogno di aiuti umanitari e un altro milione che dipende da altre fonti di sostegno; l'Unione europea ha espresso preoccupazione per i rischi per l'integrità del Paese e per la stabilità della regione più ampia, che resta una priorità, e ha offerto il proprio sostegno a qualsiasi iniziativa dell'Unione africana per affrontare la situazione. Anche l'Onu ha chiesto al premier Abiy di tornare al più presto al dialogo; si constata l'amaro paradosso che solo un anno fa aveva visto il premier Abiy Ahmed ricevere il premio Nobel per la pace per aver messo fine a un conflitto ventennale con la vicina Eritrea e oggi portare il proprio Paese sull'orlo di una guerra civile per antichi odi tribali; l'Italia ha storiche relazioni politiche e commerciali con l'Etiopia che vedono tanti gruppi imprenditoriali italiani operanti attualmente nel Paese africano –: quali iniziative il Governo stia ponendo in essere nei rapporti bilaterali con l'Etiopia per agevolare il dialogo e ripristinare al più presto lo Stato di diritto nel Paese e quali iniziative intenda intraprendere per tutelare le aziende italiane operanti in Etiopia. (3-01886)