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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05232 presentata da DALL'OSSO MATTEO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 07/01/2021

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-05232 presentato da DALL'OSSO Matteo testo di Giovedì 7 gennaio 2021, seduta n. 448 DALL'OSSO , FITZGERALD NISSOLI e BALDINI . — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che: gli anticorpi monoclonali (MAb) sono anticorpi uguali fra loro, prodotti da linee cellulari provenienti da un solo tipo di cellula immunitaria e dato un antigene è possibile creare uno o più anticorpi monoclonali in grado di legare un suo determinante antigenico; come riportato in un'intervista del Corriere della Sera il professore Giuseppe Novelli del Policlinico Tor Vergata di Roma ha dichiarato testualmente che le cellule monoclonali: «Sono molecole, biologiche create in laboratorio, simili a quelle prodotte quando siamo infettati o vaccinati e quindi in grado di riconoscere il virus, neutralizzarlo o bloccarne l'ingresso nelle nostre cellule e la diffusione. Possono avere una funzione terapeutica, come farmaco, se utilizzate all'inizio dell'infezione in modo tale da limitarle la gravità. Oppure una funzione protettiva temporanea, della durata di qualche mese. Forse da 2 a a 6»; la preparazione REGN-COV2, utilizzata dal Presidente Trump e risultati palesati, secondo il bollettino dell'Ospedale Spallanzani, hanno permesso il ridursi della carica virale, come espresso in un articolo del Corriere della Sera ; come riportato dal sito dell'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) «la rivista Nature Communications », una delle più quotate in ambito scientifico, ha pubblicato uno studio curato dai ricercatori dell'Università danese di Aarhus secondo cui il dimetilfumarato, un farmaco già approvato per la sclerosi multipla, ha dimostrato in uno studio effettuato in laboratorio di potere inibire la replicazione virale e la reazione infiammatoria causata da SARS-CoV-2. Il Professor Christian Kanstrup Holm, del Dipartimento di Biomedicina dell'Università di Aarhus, coautore dello studio, ha dichiarato: «in base ai riscontri ottenuti, il dimetilfumarato potrebbe essere testato con un programma di sperimentazione clinica su pazienti COVID-19. Testare un farmaco già approvato permetterebbe di risparmiare molto tempo»; il professor Marco Salvetti (Direttore Uoc Neurologia, Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant'Andrea-Sapienza Università di Roma): in un'intervista apparsa sul sito dell'Aism ha spiegato che: «in teoria sarebbe possibile avviare una sperimentazione clinica su dimetil fumarato e SARS-CoV-2: la rapidità del passaggio alla fase clinica è uno dei vantaggi del riposizionamento di farmaci già approvati che hanno, per questo, un profilo di sicurezza ampiamente noto e certificato. In questo caso specifico, tuttavia, sappiamo che il dimetilfumarato, utilizzato nella cura della sclerosi multipla, può avere effetti di tipo immunosoppressivo che potrebbero portare qualche problema rispetto ai virus, ad esempio in base alla fase di COVID-19 nella quale il farmaco viene somministrato; (omissis...)» –: per quale motivo l'Italia non si sia espressa a favore di tale cura e non abbia proposto il placet anche all'Unione europea; se non si ritenga di avviare una sperimentazione clinica sul riposizionamento di farmaci già usati, per altre patologie, come ad esempio il dimetilfumarato, come ipotizzato in premessa da fonti universitarie autorevoli. (5-05232)