Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00060 presentata da LOREFICE PIETRO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 19/01/2021
Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00060 presentata da PIETRO LOREFICE martedì 19 gennaio 2021, seduta n.213 La 14a Commissione permanente, esaminata la proposta di regolamento COM(2020) 563, del 19 settembre 2020, che modifica la proposta di regolamento COM(2020) 80, del 4 marzo 2020, introducendovi un obiettivo climatico intermedio per il 2030, di riduzione delle emissioni di almeno il 55 per cento rispetto ai livelli del 1990, al fine di assicurare il raggiungimento dell'obiettivo della neutralità climatica, già previsto nella proposta COM(2020) 80, per il 2050; considerate le Conclusioni del Consiglio europeo del 10-11 dicembre 2020, in cui i Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell'UE hanno affermato che: - per conseguire l'obiettivo della neutralità climatica dell'UE per il 2050, in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi, l'UE deve aumentare le proprie ambizioni per il prossimo decennio nonché aggiornare il quadro per le politiche dell'energia e del clima. A tal fine, il Consiglio europeo approva un obiettivo UE vincolante di riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e invita i colegislatori a tenere conto di questo nuovo obiettivo nella proposta di legge europea sul clima e ad adottare quest'ultima rapidamente; - il nuovo obiettivo 2030 deve essere conseguito in maniera tale da preservare la competitività dell'UE e tener conto dei diversi punti di partenza, delle specifiche situazioni nazionali e del potenziale di riduzione delle emissioni degli Stati membri, compresi gli Stati membri insulari e le isole, come pure degli sforzi compiuti, nonché di rispettare il diritto degli Stati membri di decidere in merito ai rispettivi mix energetici; - occorre, a tal fine, sfruttare al meglio il pacchetto QFP/Next Generation EU, compreso il meccanismo per una transizione giusta, destinando almeno il 30 per cento di tali risorse all'obiettivo climatico, con riforme ed investimenti nel campo dell'energia, dei trasporti, della decarbonizzazione dell'industria, dell'economia circolare, della gestione delle acque e della biodiversità, nell'ottica del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e della riduzione significativa delle emissioni di gas entro il 2030; - la nuova economia sostenibile dell'Unione Europea sarà, inoltre, improntata sul principio del "do no harm" che stabilisce che un investimento è verde se migliora anche solo un indicatore ambientale senza peggiorare gli altri, delineando il livello di sostenibilità dell'investimento stesso; - la Commissione europea è invitata, tra l'altro, a rispondere alle preoccupazioni sollevate in relazione alla distribuzione degli sforzi presentando un'apposita proposta di regolamento (punto 19 delle Conclusioni) e a svolgere un'adeguata valutazione di impatto, anche al fine di tenere conto delle potenziali difficoltà di adeguamento al nuovo obiettivo climatico per il 2030 a carico delle piccole imprese relativamente agli sforzi di riconversione; - considerata la risoluzione del Senato 6-00156, del 9 dicembre 2020, che impegna il Governo a sostenere la proposta della Commissione europea di riduzione netta di almeno il 55 per cento delle emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli registrati nel 1990, nonché ogni eventuale accelerazione si dovesse adottare in sede europea per il raggiungimento della neutralità climatica, obiettivo politico che rimane fondamentale per affrontare in maniera efficace la sfida del cambiamento climatico, e per ribadire il ruolo di guida che l'Unione è chiamata a svolgere nella lotta mondiale ai cambiamenti climatici; considerata la base giuridica della proposta, individuata nell'articolo 192, paragrafo 1, del TFUE, sulle azioni che l'UE può intraprendere per realizzare gli obiettivi della politica dell'Unione in materia ambientale, ritiene che il principio di sussidiarietà sia rispettato, in quanto il cambiamento climatico è per sua natura un problema transfrontaliero che non può essere risolto unicamente con un'azione nazionale o locale, ma che necessita di un'azione coordinata a livello dell'Unione europea e, in particolare, l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 richiede una solida governance europea per il suo raggiungimento, attraverso un'azione efficace in termini di costi e pienamente integrata nei diversi settori e politiche dell'UE; il Green Deal europeo è il motore della nuova strategia di crescita, quale vettore di transizione sia ecologica che digitale, funzionale a costruire un'Europa più equa con un'economia al servizio delle persone e della società che restituisca alla natura più di quanto le sottrae. In questo senso, i grandi investimenti europei e un'azione comune del nostro Paese assieme alle istituzioni europee e agli altri Stati membri saranno gli essenziali strumenti per rispondere alle esigenze di crescita; gli investimenti dovranno mirare alla de-carbonizzazione del settore energetico attraverso il potenziamento delle fonti rinnovabili e della eco-efficienza energetica. La "transizione verde" dovrà essere alla base dello sviluppo: uso di sistemi energetici sostenibili, modelli di consumo, scelte strategiche dei settori produttivi, la creazione di un mercato di prodotti e servizi ecosostenibili, considerando la sharing economy come settore trainante della transizione green; ritiene anche rispettato il principio di proporzionalità e impegna il Governo ad adottare ogni misura, anche economica, necessaria ad accompagnare la transizione tecnologica e l'adeguamento tecnologico delle imprese per mantenere la loro competitività nel mercato interno, in funzione del raggiungimento dell'obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, tenendo conto dei benefici ambientali, sociali ed economici connessi alla riduzione delle emissioni e dei gas climalteranti. (7-00060) LOREFICE