Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05304 presentata da UNGARO MASSIMO (ITALIA VIVA) in data 22/01/2021
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-05304 presentato da UNGARO Massimo testo di Venerdì 22 gennaio 2021, seduta n. 455 UNGARO , MIGLIORE , BOLDRINI , BRUNO BOSSIO , COSTANZO , MURONI , SARLI e TRIZZINO . — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: le procedure informali di riammissione di migranti in Slovenia vengono applicate quando risulti la provenienza dal territorio sloveno, anche qualora sia manifestata l'intenzione di richiedere la protezione internazionale, ad eccezione delle persone appartenenti alle categorie dei cosiddetti vulnerabili e dei soggetti che risultino registrati nel sistema Eurocad, avendo questi già presentato richiesta di protezione internazionale in altri Paesi membri; l'esecuzione di tale tipologia di riammissione non si traduce nella redazione di un provvedimento formale, basandosi sulle procedure previste dall'accordo di riammissione siglato tra l'Italia e la Slovenia, nel lontano 3 settembre 1996, accordo che appare allo scrivente illegittimo per contrarietà al sistema costituzionale interno italiano e per violazione della normativa interna; in numerosi rapporti di autorevoli organizzazioni internazionali tra cui « Amnesty international» e il « Danish refugee council» , emergono prove dell'esistenza di «respingimenti a catena» tra Italia, Slovenia, e Croazia, con allontanamento forzato dei migranti verso la Bosnia-Erzegovina; in un'inchiesta giornalistica pubblicata dal quotidiano « Avvenire» nel mese di dicembre 2020, ripresa anche da altri quotidiani nazionali quali « La Stampa» , vengono mostrate sequenze raccapriccianti in cui i militari croati infieriscono brutalmente su persone inermi nel corso dei «respingimenti a catena» sulla «rotta balcanica»; sul tema sono intervenuti sia lo special rapporteur delle Nazioni Unite, Felipe Gonzales, che ha ricordato come non sia accettabile «il violento respingimento dei migranti senza alcuna procedura ufficiale» attuato dalla Croazia, sia la Commissaria ai diritti umani del Consiglio d'Europa, sia anche la Commissaria agli affari interni dell'Unione europea, Ylva Johansson, che ha definito «inaccettabile» l'ipotesi di respingimenti dagli Stati membri; è evidente come non si possa più ignorare il fatto che molte delle persone respinte in Slovenia vengano poi portate immediatamente in Croazia e di lì in Bosnia, subendo, peraltro, nei vari passaggi, violenze inaudite e trattamenti inumani e degradanti, al limite della tortura, specie nell'attuale stagione invernale –: se il Ministro interrogato non ritenga indispensabile affermare con chiarezza che in nessun caso gli accordi di riammissione del 1996 tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Slovenia possano trovare applicazione nei confronti dei cittadini di Paesi terzi che, presenti alla frontiera o rintracciati nel territorio dello Stato, manifestano l'intenzione di chiedere protezione internazionale, dovendosi applicare in materia le procedure previste dal diritto interno e dal diritto dell'Unione europea in materia di asilo; se, inoltre non ritenga necessario impartire le opportune direttive di competenza affinché le riammissioni in Slovenia avvengano in ogni circostanza sulla base di una chiara procedura, che preveda la notifica agli interessati di un provvedimento motivato in fatto e in diritto, a tutela dei diritti fondamentali degli stranieri coinvolti. (5-05304)