Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02248 presentata da BERUTTI MASSIMO VITTORIO (IDEA E CAMBIAMO) in data 26/01/2021

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02248 presentata da MASSIMO VITTORIO BERUTTI martedì 26 gennaio 2021, seduta n.295 BERUTTI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . - Premesso che: l'articolo 4 della Costituzione dispone che "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società"; l'articolo 27 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del dicembre 2006 dispone che "Gli Stati Parti riconoscono il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l'inclusione e l'accessibilità alle persone con disabilità"; a livello nazionale, il principale riferimento normativo in tema di inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità è rappresentato dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, recante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"; l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta il 25 settembre 2015 da 193 Paesi delle Nazioni Unite, tra cui l'Italia, per condividere l'impegno a garantire un presente e un futuro migliore al nostro pianeta e alle persone che lo abitano, prevede tra i suoi 17 obiettivi e 169 target diversi riferimenti alle disabilità, non da ultimo anche in relazione ai temi del lavoro e della crescita economica; i dati sulla presenza delle persone con disabilità nel mercato del lavoro italiano sono fra i peggiori in Europa, con sole 31,8 persone con limitazioni legate a disabilità su 100 tra i 15 e i 64 anni occupate, a fronte di una media dei Paesi europei (UE a 27) attestatasi, al 2017, intorno al 50 per cento, un dato comunque considerato non soddisfacente dalle istituzioni dell'Unione europea; dalle statistiche fornite dall'ISTAT e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si evince che, ogni anno, le persone con disabilità disoccupate iscritte nelle liste di cui all'articolo 8 della legge n. 68 del 1999 sono circa 800.000 e che gli avviamenti al lavoro di queste persone sono mediamente il 3,4 per cento (circa 20-30.000 persone), una percentuale molto bassa, che pone anche in questo caso l'Italia in una delle ultime posizioni in Europa; la situazione italiana è ancor più critica se vista in prospettiva rispetto a quanto potrebbe accadere quando avrà termine la sospensione dei licenziamenti prevista in relazione alla pandemia da COVID-19, quando è facile immaginare che il numero delle persone con disabilità disoccupate iscritte nelle liste arrivi al milione; a fronte dei dati storici e delle ipotesi di prospettiva, è purtroppo del tutto prevedibile che il sistema pubblico di collocamento delle persone con disabilità non riuscirà a collocarne che una minima parte e questo anche in considerazione del fatto che la filiera del collocamento mirato avviata con la legge n. 68 presenta gravi carenze, una bassa efficienza e significative differenze tra territori; il 15 novembre 2010 la Commissione europea ha adottato la "Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere", una strategia che promuove le pari opportunità per le persone con disabilità; l'Unione europea, le sue istituzioni, i suoi sforzi finanziari potrebbero e dovrebbero rappresentare un'occasione preziosa per le persone con disabilità che vivono nel nostro Paese, considerato anche che la UE inserisce nel proprio bilancio pluriennale la voce denominata "Coesione, resilienza e valori" e attribuisce a tale voce la posta più alta: 1.099,7 miliardi di euro su complessivi 1.824,4 (di cui 721,9 provenienti dal programma "Next generation EU"). Ciò significa che le istituzioni europee intendono indicare agli Stati membri quella che dovrebbe essere la via maestra per il rafforzamento dell'inserimento professionale e lavorativo delle persone con disabilità; a fronte della situazione strutturale che caratterizza negativamente l'inclusione e l'accompagnamento lavorativo delle persone con disabilità si auspicava di vedere traccia di una strategia di cambiamento nel piano nazionale di ripresa e resilienza; il piano nazionale non fa, invece, alcun riferimento al collocamento lavorativo delle persone con disabilità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda inserire nella missione "Inclusione e coesione" del piano nazionale di ripresa e resilienza una voce specifica, con finanziamenti dedicati, destinata all'"inclusione e accompagnamento lavorativo delle persone con disabilità", che, in un'ottica di collaborazione fra un soggetto nazionale quale attuatore unico, i diversi livelli istituzionali e le imprese e associazioni ed agenzie del terzo settore, preveda: il coinvolgimento di figure esperte nelle fasi di inclusione e accompagnamento; iniziative basate su progetti personalizzati per l'inserimento mirato in tutti i luoghi di lavoro attraverso percorsi di valutazione, formazione preparatoria al lavoro, orientamento, inserimento e accompagnamento; l'avvio, in un orizzonte metodologico orientato alla sussidiarietà, di collaborazioni attive e fattive con imprese, associazioni ed agenzie del terzo settore depositarie di esperienze e competenze indispensabili alla delicata funzione dell'inclusione e accompagnamento lavorativo delle persone con disabilità. (3-02248)