Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02418 presentata da CANGINI ANDREA (FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE-UDC) in data 13/04/2021
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02418 presentata da ANDREA CANGINI martedì 13 aprile 2021, seduta n.314 CANGINI - Al Ministro della salute . - Premesso che: con propria ordinanza n. 3/2021 il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto all'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esecuzione della campagna vaccinale nazionale, generale Francesco Figliuolo, ha disposto che, "in sede di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione da Sars-CoV-2, ciascuna Regione o Provincia autonoma è autorizzata a procedere alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma"; l'ordinanza, volta a garantire la maggiore copertura vaccinale possibile sul territorio nazionale, favorendo nel caso specifico la vaccinazione di quanti (sono migliaia di persone) lavorano fuori sede o assistono persone inabili residenti in regioni diverse dalle proprie, non ha trovato piena attuazione. Ad esempio, nel Lazio, ai domiciliati viene richiesta dagli operatori di "Salute Lazio", pena il diniego alla vaccinazione, la scelta di un medico di base operante nella medesima regione; tale richiesta non viene motivata né si comprendono le eventuali reali e insuperabili ragioni, qualora esistano, che condizionano l'erogazione del vaccino anti COVID-19 alla scelta del medico di base, atteso anche che ogni altra prestazione sanitaria viene resa dal Servizio sanitario regionale anche ai non residenti attraverso semplice presentazione di prescrizione del medico di base operante nella regione di residenza dei domiciliati; inoltre, la procedura per il cambio del medico di base da una regione all'altra comporta tempi e modalità non compatibili con la prenotazione e l'erogazione rapida della vaccinazione anti COVID-19. Di contro, obbligare i non residenti a recarsi per due volte nella propria regione li esporrebbe a rischi concreti per la loro salute e a spese di viaggio, vitto e alloggio in qualche caso non indifferenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e se e quali provvedimenti intenda eventualmente assumere per dare soluzione alla problematica rappresentata che, oltre a non essere conforme alle finalità per cui è stata emanata la ricordata ordinanza, non permette, al momento, alle persone non residenti di vaccinarsi. (3-02418)