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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07324 presentata da PAOLIN GIUSEPPE (LEGA - SALVINI PREMIER) in data 11/01/2022

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-07324 presentato da PAOLIN Giuseppe testo di Martedì 11 gennaio 2022, seduta n. 625 PAOLIN . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: ripetutamente negli ultimi mesi dello scorso anno la stampa ha dato ampio risalto a diverse operazioni delle forze dell'ordine di smascheramento dei cosiddetti «furbetti del reddito di cittadinanza»; tra le operazioni sopra accennate si rammenta in questa sede quella che è stata condotta nelle regioni Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata, portando alla denuncia di ben 4.839 soggetti che avrebbero percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per un ammontare complessivo pari a circa 20 milioni di euro. Si ricorda altresì l'operazione guidata dalla Guardia di finanza di Cremona, coordinata dalla procura di Milano, con 16 arresti e 9 mila denunce di cittadini rumeni che, nonostante non risiedessero in Italia, hanno richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza o il reddito di emergenza (rem); anche in questo caso la truffa ammonterebbe a ben 20 milioni di euro; tali fatti di cronaca riconfermano per l'ennesima volta che il principale anello debole del reddito cittadinanza e dei benefìci analoghi dipende dal fatto che sia la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) sia l'indicatore della situazione economica equivalente (Isee), presentati dai richiedenti anche attraverso i Caf, non sono soggetti ad alcuna verifica preventiva, il che permette ai malintenzionati di rendere liberamente dichiarazioni mendaci, contando sul fatto che gli uffici Inps, travolti da una mole spropositata di domande, difficilmente riescano a verificare e scoprire le false dichiarazioni; una delle modalità per truffare l'Inps è data, ad esempio, dal fatto che più componenti della stessa famiglia effettuano singole richieste per il reddito di cittadinanza in luogo di dichiarare il reddito complessivo del nucleo familiare. C'è anche chi altera il proprio nucleo familiare al fine di abbattere il reddito dell'Isee. La maggior parte degli stranieri denunciati, inoltre, dichiarano il falso sia nell'autodichiarazione dello stato di famiglia, sia inventando residenze di fantasia, come nel caso sopra rammentato delle 9 mila denunce a carico di cittadini rumeni che non risiedono in Italia, ma sono comunque riusciti agevolmente a percepire il reddito di cittadinanza o il reddito di emergenza; quanto scritto risulta confermato dall'articolo del giornale la Repubblica dell'11 novembre 2021 in cui si legge: «L'indagine del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e del pm Paolo Storari, hanno registrato residenze fittizie tutte negli stessi palazzi: 686 in piazzale Selinunte, 618 in via Degli Apuli, 566 in via Giambellino, 553 in via Bolla, e altri indirizzi nel capoluogo lombardo»; a parere degli interroganti, le modifiche introdotte sul punto dalla legge di bilancio non sono ancora sufficienti a contrastare efficacemente gli abusi perpetrati in danno dello Stato ad opera dei cosiddetti «furbetti» del reddito di cittadinanza; invero, per potenziare le attività di contrasto degli abusi e agevolare i controlli, appare necessario sfruttare le potenzialità dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) che già consente di scaricare online e gratuitamente 14 certificati per proprio conto o per un componente della propria famiglia, senza doversi recare allo sportello comunale, e di rendere altresì visibile al Caf per il richiedente Isee, in modalità precompilata, i componenti il nucleo familiare con collegamento all'Anagrafe medesima; in tal senso, si rammenta, il Governo ha accolto favorevolmente, in sede di approvazione del disegno di legge di bilancio 2022, l'ordine del giorno n. 9/3424/74 –: se il Ministro interrogato intenda dar seguito all'impegno di cui all'ordine del giorno richiamato in premessa e, quindi, adottare le opportune iniziative, anche normative, affinché l'attuale autocertificazione dello stato di famiglia che si allega alla Dsu e all'Isee per la richiesta del reddito di cittadinanza, del reddito di emergenza e dei benefìci analoghi, venga sostituita, entro il più breve tempo possibile, dai certificati anagrafici dello stato di famiglia e di residenza, tenuto conto anche della possibilità di reperite agevolmente tali certificati attraverso l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). (5-07324)