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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03025 presentata da BINETTI PAOLA (FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE-UDC) in data 18/01/2022

Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-03025 presentata da PAOLA BINETTI martedì 18 gennaio 2022, seduta n.396 BINETTI - Al Ministro della giustizia . - Premesso che: il signor G.G.B. si trova, come misura cautelare, agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, con un'evidente restrizione della libertà personale da circa 8 mesi; i suoi avvocati hanno chiesto la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari sulla base di elementi nuovi rispetto a quelli valutati dal giudice per le indagini preliminari nel corso della primissima ordinanza di applicazione della misura cautelare, ritenuti allora imprescindibili al fine di una rivisitazione delle esigenze cautelari; tra gli elementi nuovi emersi in queste ultime settimane c'è la gravissima condizione di salute del signor B.; ricoverato presso il reparto di alta intensità ematologica dell'ospedale "Niguarda" per una "pancitopenia in corso di definizione diagnostica". Da diagnosi medica risulta che il signor B. è affetto da leucemia mieloide acuta con MRC, considerata ad elevato rischio, secondo la classificazione ELN (European leukemia network) del 2017; in considerazione dell'età avanzata e delle comorbidità cardiologiche, il signor B. ha accettato l'arruolamento in un protocollo sperimentale, che prevede cicli continui di chemioterapia a tempo indeterminato fino al mantenimento della risposta clinica, qualora questa sia ottenuta; per tale motivo deve recarsi frequentemente al dipartimento di ematologia e oncologia del "Niguarda" per l'infusione delle terapie e per controlli clinico-laboratoristici. La somministrazione di tali farmaci induce uno stato di aplasia con riduzione dei valori emometrici, che può aumentare il rischio infettivo e necessita di supporto trasfusionale con ulteriori accessi ospedalieri; il persistere dello stato di emergenza sanitaria, a causa della perdurante pandemia, impone un maggiore riguardo alla tutela del diritto alla salute del signor B.; cosa in questo momento particolarmente difficile e complessa nella sua condizione, ma la pena che gli è stata imposta non può risolversi in un trattamento disumano e degradante, alla luce del combinato disposto fra gli articoli 3, 27, e 32 della Costituzione, che sanciscono il principio di uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge, il fine risocializzante della pena ed il principio secondo cui la salute è un diritto fondamentale dell'individuo (si veda la sentenza della Cassazione penale, sezione I, n. 38001 del 22 ottobre 2021); peraltro l'imputato ha sempre avuto un ottimo comportamento, valutato in termini di puntuale osservanza delle prescrizioni imposte, e ha dato ampia prova di concreto ravvedimento e di buone capacità auto-custodiali. Ciò merita maggiore riguardo rispetto alla grave problematica di salute che egli sta attraversando, che, come è facile comprendere, ha gravi conseguenze psicologico-emotive; anche per questo si ritiene che le esigenze cautelari previste inizialmente siano venute meno; in definitiva l'età, le gravissime condizioni di salute, il decorso temporale in regime di restrizione della libertà personale e il buon comportamento tenuto fin dagli inizi potrebbero far propendere per la revoca della misura cautelare in atto; recentemente, tuttavia, tale richiesta è stata respinta. L'8 dicembre 2021 il signor B. ha ricevuto una comunicazione in cui si dice che le esigenze cautelari risultano ancora attuali e non sono emersi elementi nuovi, anche in considerazione delle fasi processuali, dal momento che non è ancora iniziata l'attività istruttoria; l'interrogante ritiene che il rispetto per il malato e per le sue gravi condizioni possano giustificare la mitigazione della misura inflitta, anche per consentirgli un adeguato reinserimento sociale e garantirgli le migliori possibilità di cura rispetto alle sue gravi problematiche di salute, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti richiamati, se convenga con le considerazioni dell'interrogante e se eventualmente ritenga di attivare i propri poteri ispettivi di legge nei riguardi degli uffici giudiziari coinvolti. (3-03025)