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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00450 presentata da DONNO DANIELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 01/02/2022

Atto Senato Mozione 1-00450 presentata da DANIELA DONNO martedì 1 febbraio 2022, seduta n.399 DONNO, L'ABBATE, GIROTTO, GAUDIANO, LUPO, CASTALDI, MONTEVECCHI, ROMANO, MARINELLO, PAVANELLI, ROMAGNOLI, TRENTACOSTE, PISANI Giuseppe, QUARTO, NATURALE - Il Senato, premesso che: la legge n. 257 del 1992, riconosciuta la pericolosità dell'amianto e in attuazione di specifiche direttive comunitarie, ha dettato norme per la cessazione dell'impiego dell'amianto e per il suo smaltimento controllato, stabilendo il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto; i rifiuti di amianto o contenenti amianto sono definiti dall'art. 2, comma 1, lett. c) , come "i materiali di scarto delle attività estrattive di amianto, i detriti e le scorie delle lavorazioni che utilizzano amianto, anche provenienti dalle operazioni di decoibentazione nonché qualsiasi sostanza o qualsiasi oggetto contenente amianto che abbia perso la sua destinazione d'uso e che possa disperdere fibre di amianto nell'ambiente in concentrazioni superiori a quelle ammesse"; in attuazione della legge sono stati emanati numerosi provvedimenti volti, tra l'altro, a definire le modalità di predisposizione dei "piani regionali amianto" (previsti dall'art. 10), di valutazione del rischio da amianto, di gestione dei manufatti contenenti amianto nonché le tipologie di interventi per la bonifica; con la legge n. 93 del 2001 e il relativo decreto ministeriale n. 101 del 2003, è stata posta in capo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (ora della transizione ecologica), di concerto con le Regioni, la realizzazione della mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale, il "piano nazionale amianto"; "sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all'amianto e le prospettive di eliminazione di tutto l'amianto esistente" è intervenuta più volte l'Unione europea, esortando gli Stati membri a cooperare per un'attuazione efficace e incontrastata della normativa europea; la legge n. 426 del 1998 ed il decreto ministeriale n. 468 del 2001 hanno individuato numerosi siti da bonificare di interesse nazionale in cui l'amianto è presente sia come fonte di contaminazione principale che come fonte secondaria; nel corso del 2020, la Direzione generale per il risanamento ambientale del Ministero dell'ambiente, mediante specifico gruppo di lavoro, istituito con decreto del Dipartimento n. 48 del 30 marzo 2020, ha avviato i lavori finalizzati all'aggiornamento delle norme tecniche in materia di bonifica di siti contaminati contenute negli allegati al titolo quinto della parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modifiche, tra cui rientrano anche proposte di modifica relativamente alla tematica dell'amianto; ai fini della mappatura è stata predisposta da INAIL, su apposita convenzione con il Ministero, una "banca dati amianto"; vi rientrano circa 108.000 siti interessati dalla presenza di amianto; la banca dati amianto, pertanto, non consente una copertura omogenea del territorio nazionale. Inoltre, i dati raccolti necessitano di ulteriori verifiche in quanto le Regioni hanno utilizzato nella raccolta dei dati criteri non omogenei. A titolo indicativo, si osserva che circa il 55 per cento dei dati è riconducibile a due sole regioni, Piemonte e Marche; considerato, inoltre, che: nonostante quanto sopra, l'amianto continua ad uccidere, perché si trasforma in fibre invisibili che, inalate ed ingerite, causano con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Il 2020 può essere considerato, infatti, l'anno horribilis per coloro che sono stati esposti ad amianto, per via della pandemia da COVID-19, che ha inciso su questi soggetti fragili; i territori interessati dalla presenza di amianto sono molteplici. Tra questi, merita particolare attenzione la presenza massiccia di amianto in Salento tanto da interessare istituti scolastici locali (come l'istituto "Gaetano Salvemini" di Alessano, Lecce, che, interessato alla tematica ambientale, ha svolto proficuamente "Indagini conoscitive sulla produzione, utilizzo e smaltimento dell'amianto e sulle malattie ad esso collegate in Salento" (le cui risultanze sono state anche presentate in Senato nell'ambito di un progetto denominato "Senato&ambiente"); l'osservatorio nazionale amianto (ONA) ha presentato i dati di incidenza del mesotelioma in Italia nel 2020: 2.000 casi, con indice di mortalità del 93 per cento a 5 anni; tumore del polmone da amianto: 4.000 casi, riferiti solo all'asbesto, con indice di mortalità a 5 anni dell'88 per cento; asbestosi: 600 casi, con indice di mortalità a 5 anni del 25 per cento; altre malattie asbesto correlate: 2.000 casi, con indice di mortalità a 5 anni del 50 per cento; con questi dati e in via assolutamente prudenziale, l'ONA stima che il numero di decessi nel 2020, tenendo conto della maggiore incidenza per via del COVID-19, sia di 7.000 persone, solo in Italia, prevedendo il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate tra il 2025 e il 2030 e poi una lenta decrescita; rilevato, infine, che: in Italia l'emergenza da inquinamento da amianto è drammatica e i milioni di tonnellate di materiali di amianto e contenenti amianto sono distribuiti in circa un milione di siti, tra cui scuole, biblioteche, ospedali, con conseguente condizione di rischio; in seguito ai dati aggiornati al 2017, l'ex Ministro dell'ambiente Sergio Costa, di concerto con le Regioni e seguendo le linee del "piano nazionale amianto", ha steso una prima mappatura del territorio nazionale e ha concluso che "In Italia, ci sarebbero 86.000 siti interessati dalla presenza di amianto, di cui 7.669 risultano bonificati e 1.778 parzialmente bonificati". Tra questi, rientrano anche i 779 impianti industriali (attivi o dismessi) censiti (dato giugno 2014) e i 10 SIN (siti di interesse nazionale da bonificare); il piano nazionale amianto, inoltre, evidenzia che "la drammatica carenza di siti di smaltimento sul territorio nazionale pone, con forza, un duplice ordine di priorità: da un lato, è necessario promuovere la ricerca e la sperimentazione di metodi alternativi allo smaltimento in discarica, anche in considerazione del fatto che eventuali tecniche di recupero in sicurezza di tali materiali possono comportare decisivi risparmi di risorse finanziarie pubbliche in conseguenza della riduzione dei costi di smaltimento, dall'altro, è necessario superare le lacune della pianificazione regionale e le difficoltà che a livello territoriale e nazionale ostacolano o, quantomeno, rallentano la realizzazione di impianti di smaltimento o recupero di rifiuti", impegna il Governo: 1) a verificare, anche d'intesa con le Regioni, che si definisca interamente la mappatura dell'amianto presente in tutti gli edifici pubblici, in quelli privati e negli istituiti scolastici di ogni ordine e grado; 2) a stabilire, anche mediante atti amministrativi e normativi, che le Regioni provvedano in tempi congrui a mappare e censire i siti oggetto di bonifica da amianto; 3) a disporre campagne di sensibilizzazione e informazione sui rischi derivanti dall'amianto; 4) a predisporre un'area web sul sito istituzionale dei Ministeri della transizione ecologica e della salute, al fine di offrire strumenti adeguati, come le procedure informative semplificate e frequently asked question (FAQ), con moduli per la raccolta delle segnalazioni, per riconoscere e denunciare la presenza sul territorio di prodotti contenenti amianto, con conseguente possibilità di interventi immediati; 5) ad informare sulle procedure da seguire per la rimozione e lo smaltimento dei prodotti contenenti amianto; 6) a promuovere le attività di segnalazione ed autocertificazione mediante il recapito di schede a tutti i proprietari di immobili, attraverso la posta ordinaria, da compilare e consegnare agli uffici comunali preposti; 7) a proseguire con determinazione l'impegno per la lotta alla produzione, al commercio e all'utilizzo delle fibre di asbesto. (1-00450)