Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07450 presentata da BRAGA CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 04/02/2022

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-07450 presentato da BRAGA Chiara testo di Venerdì 4 febbraio 2022, seduta n. 633 BRAGA . — Al Ministro della transizione ecologica . — Per sapere – premesso che: l'Italia e il bacino del Mediterraneo rappresentano una delle aree del pianeta più vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici. L'importante catena delle Alpi e delle Prealpi non fa eccezione. Nel corso degli ultimi 150 anni, infatti, la regione alpina ha purtroppo registrato un aumento della temperatura media annua quasi doppio rispetto alla media dell'emisfero settentrionale. Incremento della temperatura, alternarsi di siccità e precipitazioni meteorologiche violente, ovvero più in generale il cambiamento nelle modalità climatiche, hanno un impatto già evidente sulla nostra quotidianità; l'Agenzia europea dell'ambiente afferma che, se continuasse tale tendenza, il 95 per cento della massa dei ghiacciai alpini probabilmente sarà scomparsa entro la fine del corrente secolo; lo dimostra la difficile situazione idrometrica del Po considerata, anche secondo l'allarme lanciato dall'Autorità distrettuale del fiume Po-MiTE, come conseguenza di un inverno particolarmente avaro di precipitazioni, la cui relativa scarsità di risorsa idrica accumulabile da qui in avanti preoccupa fortemente in vista dell'avvio della stagione irrigua nella prossima primavera-estate; il totale della riserva idrica invasata nei grandi laghi, nei bacini artificiali e nelle nevi è diminuito ancora e risulta inferiore alla media del 51 per cento nel periodo 2006-2020. E un'anomalia più marcata è data proprio dall'entità del manto nevoso che, su tutto l'arco Alpino, è prossimo ai minimi (-55 per cento rispetto le medie), con punte in alcune zone che toccano l'80 per cento; il quadro sopradescritto impatta conseguentemente anche sul reticolo idrico dei grandi fiumi italiani. Come predetto, la condizione di magra invernale del fiume Po persiste pesantemente, con una diminuzione del -25 per cento proprio sulle portate mensili di gennaio. A Pontelagoscuro (Ferrara) il valore puntale di portata rilevato è di 765 metri cubi al secondo, -32 per cento sul valore medio; mentre la sezione di Piacenza risulta esser quella con valori maggiormente negativi, con una portata di 369 m 3 /s, prossimo alle minime mensili. È critica anche la situazione dei grandi bacini regolatori: il volume invasato nei laghi lombardi, rispetto alla settimana precedente, è diminuito sia per il lago Maggiore che per il lago d'Iseo, è rimasto costante per i laghi di Como (-9 cm) e di Garda. Particolarmente in crisi è il lago Maggiore, dove l'idrometro di Sesto Calende segna un -5 centimetri sullo zero idrometrico e un ammanco di circa 100 milioni di metri cubi. Anche nei restanti bacini montani la riserva dall'inizio del mese è in diminuzione mediamente del -30 per cento; oltre alla questione del flusso idrico in agricoltura la grave siccità desta grande allarme della filiera della pesca lacuale e non. Di fatto, l'assenza di precipitazioni non permette a molte barche di uscire dalla secca ed entrare in acqua nei nostri laghi –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e intenda valutare, per quanto di competenza e d'intesa con le regioni, gli enti territoriali interessati, l'Anb e le associazioni di categoria, l'istituzione urgente di un tavolo tecnico nazionale per mettere in campo ogni iniziativa utile ad affrontare la grave situazione ecosistemica presentata. (5-07450)