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Documenti ed Atti

XVIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00154 presentata da MELILLI FABIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 15/03/2022

Atto Camera Risoluzione conclusiva 8-00154 presentato da MELILLI Fabio testo di Martedì 15 marzo 2022 in Commissione V (Bilancio) Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), riferita all'anno 2021. Doc. CCLXIII, n. 1. RISOLUZIONE APPROVATA (8-00154) La V Commissione, esaminata per le parti di competenza, ai sensi dell'articolo 124 del Regolamento, la Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), riferita all'anno 2021 (Doc, CCLXIII, n. 1), trasmessa dal Governo alle Camere il 24 dicembre scorso, come previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera e) , del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108; premesso che: la predetta Relazione rappresenta la prima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il suo scopo è quello di dare conto dell'utilizzo delle risorse del programma Next Generation EU , dei risultati raggiunti e delle eventuali misure necessarie per accelerare l'avanzamento dei progetti; le prossime Relazioni saranno trasmesse al Parlamento ogni anno, entro la prima metà di aprile, in corrispondenza con la trasmissione del Documento di economia e finanza (DEF), ed entro la fine di settembre, conformemente a quanto previsto per il monitoraggio dei Piani nazionali di ripresa e resilienza in sede europea dall'articolo 27 del Regolamento 2021/241/UE del 12 febbraio 2021 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza; ai fini dell'esame della Relazione medesima, la Commissione ha svolto un ciclo di audizioni a cui hanno preso parte rappresentanti dell'ANCI, dell'UPI e della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nonché il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, il Ministro per il sud e la coesione territoriale, Maria Rosaria Carfagna, e il Ministro dell'economia e delle finanze, Daniele Franco; rilevato che: Il PNRR è un piano con obiettivi e traguardi ben definiti, da realizzare in tempi certi, la cui rendicontazione finale è prevista entro il 2026; tutte le misure del Piano, sia gli investimenti che le riforme, sono accompagnate da un calendario di attuazione e da un elenco di risultati da realizzare ai fini dell'erogazione di contributi a fondo perduto e di prestiti; l'erogazione delle risorse è effettuata mediante rate la cui corresponsione è subordinata al conseguimento di un certo numero di milestone (o traguardi) e target (o obiettivi) relativi alle varie misure previste dal Piano; la citata Relazione riguarda, in modo particolare, gli obiettivi e i traguardi previsti per la fine dell'esercizio 2021, in vista della rendicontazione alla Commissione europea, ai fini del pagamento della prima delle dieci rate semestrali previste dalla disciplina europea; tale rata è subordinata alla realizzazione, entro il 31 dicembre 2021, di 51 traguardi e obiettivi e consiste in un contributo a fondo perduto di 11,5 miliardi e in un prestito di 12,6 miliardi, per un totale di 24,1 miliardi, da cui va detratta, in proporzione, una quota del prefinanziamento di 24,9 miliardi di euro già ricevuta dall'Italia lo scorso 13 agosto 2021; poiché i risultati previsti per il 2021 sono stati raggiunti entro la scadenza di fine anno, ciò ha consentito all'Italia di presentare alla Commissione europea la prima richiesta di pagamento a valere sul Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF); la prima rata, al netto della quota di prefinanziamento da restituire, pari al 13 per cento della rata medesima, ammonta a 21 miliardi di euro e sarà accreditata all'Italia nei prossimi mesi a conclusione della valutazione in corso, da parte della Commissione e del Consiglio UE, sull'effettivo e soddisfacente conseguimento di tali obiettivi; tali risorse rappresentano quota parte di quelle che complessivamente sono state messe a disposizione dell'Italia per un totale di 191,5 miliardi, di cui 68,9 miliardi di contributi a fondo perduto, e 122,6 miliardi di prestiti, al netto di quelle del REACT-EU, e ad esse il Governo ha associato 30,6 miliardi di risorse nazionali con il cosiddetto Fondo complementare; in tale quadro, per assicurare il conseguimento degli obiettivi del Piano, con il decreto-legge n. 77 del 2021 è stato definito il sistema di governance del PNRR, basato su una chiara assegnazione di poteri e responsabilità alle diverse istituzioni coinvolte nella sua attuazione, attraverso l'assegnazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di funzioni di indirizzo strategico, con la costituzione di un'apposita Cabina di Regia, al Ministero dell'economia e delle finanze di funzioni di monitoraggio, rendicontazione, controllo e coordinamento operativo, con la costituzione di un apposito Servizio centrale per il PNRR, alle amministrazioni di settore di funzioni volte alla concreta attuazione degli interventi, con la costituzione di apposite unità di missione; oltre alle strutture ministeriali direttamente coinvolte nella gestione delle misure di rispettiva competenza, all'attuazione dei progetti provvedono in modo rilevante anche le Regioni, le Province autonome, le città metropolitane, i comuni e altri enti, come ad esempio università, enti di ricerca, società pubbliche; nel 2022, con la chiusura dei bandi e degli avvisi emanati dalle Amministrazioni centrali per la selezione dei progetti, inizierà la fase attuativa di molti interventi rilevanti per la realizzazione degli obiettivi del PNRR, che sarà affidata in misura significativa agli enti locali; in questo quadro, al fine di verificare che gli strumenti messi a disposizione degli enti del territorio siano ben utilizzati e, laddove necessario, di intervenire tempestivamente per prevenire eventuali criticità, è stato da poco istituito il «Tavolo di monitoraggio delle misure per rafforzare gli enti locali», coordinato congiuntamente dal Dipartimento della Funzione pubblica e dal Dipartimento degli Affari regionali e le Autonomie, a cui partecipano i rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze, del Dipartimento per le politiche di coesione, delle Regioni, Province e comuni; per il 2022 il PNRR prevede 100 obiettivi da conseguire, tra adozione di riforme e attuazione di investimenti, a cui è legata l'erogazione di ulteriori 45,9 miliardi; in particolare, entro il 30 giugno 2022 dovranno essere conseguiti 45 dei predetti 100 obiettivi, al fine di consentire l'erogazione della seconda rata di 24,1 miliardi, mentre entro il secondo semestre del 2022 dovranno essere realizzati i restanti 55 obiettivi, ai fini dell'erogazione degli ulteriori 21,8 miliardi al lordo della quota di finanziamento; un aspetto del piano di riforma da realizzare nel 2022, che investe più da vicino le competenze della Commissione bilancio, riguarda l'impegno del Governo a intraprendere una revisione annuale della spesa nel periodo 2023-2025, per conseguire risparmi volti a sostenere le finanze pubbliche e a finanziare una riforma fiscale o riforme della spesa pubblica favorevoli alla crescita; l'articolo 9, commi da 8 a 11, del decreto-legge n. 152 del 2021, ha previsto in proposito un potenziamento delle attività e degli strumenti di analisi e monitoraggio della spesa e il rafforzamento del ruolo del Ministero dell'economia e delle finanze nel coordinamento di questa attività sia nella valutazione ex ante , sia nei processi di monitoraggio e nella valutazione ex post ; gli obiettivi di spesa per il triennio 2023-2025, saranno indicati in forma aggregata nel prossimo DEF e ripartiti, per ciascun Ministero, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri da adottare entro il 31 maggio prossimo; a questo riguardo, il PNRR prevede che entro il dicembre 2022 sia presentata una relazione sui risultati di spesa conseguiti e siano definite le linee guida e le indicazioni pratiche per indirizzare l'attuazione di piani di risparmio in tutte le amministrazioni pubbliche; per quanto riguarda l'avanzamento finanziario del PNRR, come evidenziato dal Ministro dell'economia e delle finanze nel corso della sua audizione, a oggi risultano spese già sostenute per circa 5,1 miliardi e che i progetti previsti da norme antecedenti il PNRR ammontano invece complessivamente a 51,4 miliardi; le spese sostenute fino ad oggi sono per la maggior parte relative proprio ai progetti già previsti da norme antecedenti il PNRR, ma coerenti con i suoi obiettivi; il 2022 dovrebbe confermare questa tendenza, mentre dal 2023 si prevede di avere un sostanziale incremento delle spese legate a nuovi interventi; per l'attuazione del PNRR sono state attivate complessivamente 149 procedure per un importo complessivo di 55,9 miliardi, distinte tra procedure per appalti pubblici, concernenti beni, servizi e lavori (48), bandi per l'individuazione delle proposte progettuali (66) e bandi per la selezione di esperti (35); tutte le amministrazioni titolari di interventi sono tenute a rispettare un preciso criterio di riparto nei provvedimenti di assegnazione delle risorse e di selezione dei progetti per le misure di rispettiva competenza, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2, comma 6- bis , del decreto-legge n. 77 del 2021, che ha previsto che almeno il 40 per cento delle risorse sia destinato alle aree del Mezzogiorno; in base ai provvedimenti già adottati dalle singole amministrazioni, risultano al momento assegnati a livello territoriale circa 56,6 miliardi di euro, di cui il 45 per cento alle regioni del Mezzogiorno, il 33 per cento ad aree del Nord, il 17 per cento ad aree del Centro, mentre il restante 5 per cento non presenta una ripartizione territoriale specifica; considerato che: la Relazione manifesta l'intenzione del Governo, anche in accoglimento degli indirizzi emersi in sede parlamentare, di assicurare il dialogo con il Parlamento per definire, nell'ambito della programmazione dei lavori delle Camere, una organica trattazione delle misure normative da adottare che assicuri il rispetto delle prossime scadenze previste, evitando il più possibile il ricorso alla decretazione d'urgenza; la Relazione sottolinea il fondamentale ruolo del Parlamento nell'attuazione del PNRR e nella definizione e piena realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano, nonché nell'attività di monitoraggio e, ove ritenuto opportuno, di indirizzo dell'attività del Governo nel corso dell'attuazione del PNRR; in questo contesto, per assicurare una piena condivisione delle informazioni con il Parlamento, è prevista l'abilitazione dei sistemi informatici del Parlamento all'accesso ai dati del sistema informativo REGIS, sviluppato dal Ministero dell'economia e delle finanze, che opererà a regime per il 30 giugno 2022, come da impegni assunti con la Commissione europea; nel predetto sistema informativo, per consentire il monitoraggio dell'attuazione del Piano, sono registrati i dati dell'avanzamento di ogni singolo intervento del PNRR e del Fondo complementare dal punto di vista materiale, finanziario e procedurale; ritenuto che, con la presentazione della seconda Relazione e del Documento di economia e finanza per l'anno 2022, si dovrebbe valutare la possibilità di prevedere un eventuale riorientamento dell'allocazione delle risorse e degli obiettivi del PNRR, alla luce dell'evoluzione della crisi internazionale in atto nonché dell'aggiornato quadro macroeconomico e degli andamenti di finanza pubblica risultanti dal medesimo Documento di economia e finanza, impegna il Governo: 1) per quanto riguarda i contenuti del PNRR, a valutare la possibilità di provvedere, in occasione della presentazione della seconda Relazione sullo stato di attuazione del PNRR e del Documento di economia e finanza per l'anno 2022, un eventuale riorientamento dell'allocazione delle risorse e degli obiettivi del PNRR alla luce dell'evoluzione della crisi internazionale in atto e dell'aggiornato quadro macroeconomico, con particolare riguardo all'eventuale impatto inflattivo della crisi medesima, nonché degli andamenti di finanza pubblica risultanti dallo stesso Documento di economia e finanza, tenendo conto degli atti di indirizzo approvati in sede parlamentare in materia di transizione energetica; 2) per quanto riguarda i contenuti delle prossime Relazioni semestrali da presentare al Parlamento, a rendere informazioni sullo stato di avanzamento del lavoro nel raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi europei in ciascuna delle sei missioni in cui si articola il PNRR, e in particolare: a) a fornire informazioni concernenti lo stato di avanzamento dei provvedimenti da emanare in attuazione di ciascuna riforma, quali ad esempio disegni di legge, schemi di decreti legislativi, decreti ministeriali, ecc., rendendo accessibile la consultazione dei dati tramite il sistema open data , al fine di garantire la massima trasparenza sull'attuazione di ciascuna linea di intervento; b) a presentare le Relazioni medesime e le basi dati sottostanti le rappresentazioni grafiche in esse contenute anche in formato digitale, in modo da consentire un pieno utilizzo delle informazioni per ogni ulteriore elaborazione; c) a evidenziare tempestivamente le criticità, rilevabili anche in via prospettica, che potrebbero incidere sul conseguimento, secondo la tempistica predefinita, dei target e dei milestone e a individuare progressivamente, per ciascuna linea di intervento, i soggetti destinatari delle risorse e quelli ai quali è concretamente affidata la realizzazione dei singoli progetti; d) a precisare l'ammontare dei progetti previsti da norme antecedenti il PNRR, finanziati a valere sulle sovvenzioni erogate attraverso quest'ultimo; e) a presentare, ove possibile, previsioni di medio periodo con riferimento agli oneri di funzionamento relativi ai progetti realizzati o in via di realizzazione nonché alla quota degli stessi a carico della finanza pubblica; f) a fornire informazioni utili ai fini della puntuale localizzazione geografica degli interventi, esplicitando in particolare gli elementi che consentano di verificare o, comunque, di stimare la percentuale di risorse destinate ai territori del Mezzogiorno e agli altri territori oggetto della politica europea di coesione territoriale, in relazione a ciascun intervento, agli ambiti di competenza delle diverse Amministrazioni centrali e a ciascuna delle sei missioni in cui si articola il Piano, specificando, a tal fine, i criteri utilizzati per il calcolo delle cosiddette «risorse territorializzabili», cui va riferita la quota minima del 40 per cento, di cui all'articolo 2, comma 6- bis , del decreto-legge n. 77 del 2021; g) a esplicitare i criteri utilizzati per valutare l'efficacia e il contributo degli interventi al conseguimento dei generali obiettivi di inclusione – con particolare riguardo al coinvolgimento dei giovani, al rispetto della parità di genere e alle politiche in favore delle persone con disabilità – nonché di coesione e riequilibrio territoriale e, eventualmente, ad elaborare ed introdurre specifici indicatori di risultato; h) a fornire informazioni utili al monitoraggio del rispetto della clausola di condizionalità relativa all'assunzione di giovani e donne da parte delle imprese che, a diverso titolo, partecipano all'esecuzione dei progetti finanziati dal PNRR, dal Fondo Complementare Nazionale e dal React-EU, specificando i criteri utilizzati nei bandi di gara per orientare il conseguimento dell'obiettivo di incremento dell'occupazione femminile e giovanile; 3) per quanto riguarda l'accesso dei servizi informatici del Parlamento al sistema informativo REGIS: a) ad assicurare la piena funzionalità del sistema, ivi compresa l'interoperabilità del medesimo con altri basi informative della pubblica amministrazione – e in primo luogo con la Banca dati delle pubbliche amministrazioni – entro il 30 giugno 2022; b) a consentire la consultazione, l'esportazione e l'elaborazione dei dati, anche in forma disaggregata, riconducibili allo stato di attuazione anche di singoli progetti; 4) per quanto riguarda la governance del PNRR: a) a prevedere un ulteriore coinvolgimento delle autonomie territoriali, secondo una logica di partnership multilivello, per affrontare più incisivamente le sperequazioni che ancora caratterizzano le diverse aree del territorio nazionale; b) a prevedere il costante aggiornamento del Parlamento circa lo stato di avanzamento degli interventi e le eventuali criticità attuative; c) a prevedere un maggiore coordinamento tra tutti i soggetti incaricati della redazione dei bandi, al fine di armonizzare i criteri da essi seguiti, ponendo particolare attenzione ai tempi assegnati alle amministrazioni locali per la presentazione delle proposte di loro competenza e prevedendo strumenti volti ad agevolare la fase di progettazione attraverso la pianificazione dei tempi di pubblicazione dei bandi e l'anticipazione dei principali criteri di assegnazione previsti dagli stessi; d) al fine di rafforzare le strutture amministrative preposte all'attuazione del PNRR e di accelerare la realizzazione degli obiettivi e dei traguardi previsti dal medesimo Piano, a prevedere che le relative risorse possano anche essere destinate direttamente a partenariati di carattere pubblico-privato, coinvolgendo questi ultimi nelle attività di preparazione e attuazione dei programmi di investimento; e) ad assumere iniziative volte a prevedere che gli enti locali titolari degli interventi possano affidare il ruolo di responsabile unico del procedimento per la realizzazione degli interventi del PNRR a un professionista esterno, senza vincoli di subordinazione con l'amministrazione, selezionato mediante procedure trasparenti ovvero attraverso convenzioni con gli ordini professionali di riferimento, qualora le tempistiche per l'assunzione del personale tramite procedure selettive ad evidenza pubbliche non siano in grado di assicurare la celere realizzazione degli interventi medesimi; f) a prevedere il coinvolgimento del Ministro per il Sud e la coesione territoriale prima della finalizzazione dei bandi da parte delle amministrazioni centrali; g) a predisporre, attraverso le amministrazioni centrali, interventi sostitutivi in caso di ritardo degli enti territoriali nella realizzazione degli interventi rispetto ai tempi previsti nel cronoprogramma ovvero in caso di presentazione, da parte dei medesimi enti, di progetti inadeguati in rapporto agli standard e agli obiettivi indicati nel PNRR; h) a fornire informazioni periodiche sull'attività del «Tavolo di monitoraggio delle misure per rafforzare gli enti locali», attraverso opportuni strumenti, quali la divulgazione di verbali o relazioni, al fine di verificare che gli strumenti messi a disposizione degli enti del territorio siano ben utilizzati; 5) per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle risorse: a) a prevedere, nella redazione dei bandi, linee di finanziamento differenziate per macroaree; b) ad adottare iniziative nell'ambito di ulteriori DPCM per la definizione dei criteri di riparto delle risorse riferite al periodo 2027-2034, volte a migliorare ed integrare l'indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM), per la ripartizione tra gli enti locali di ulteriori contributi previsti da successivi bandi, con parametri territorialmente idonei a garantire un'equilibrata distribuzione territoriale dell'intero Paese, ferma restando la quota minima del 40 per cento per il Mezzogiorno, come previsto dalla mozione 1-00569 ( nuova formulazione ), approvata dall'Assemblea della Camera dei deputati nella seduta del 9 febbraio 2022, valutando altresì la possibilità di introdurre meccanismi per la conferma delle risorse allocate nel Mezzogiorno qualora il raggiungimento del citato obiettivo del 40 per cento rischiasse di essere compromesso. (8-00154) « Melilli , Torto , Bitonci , Ubaldo Pagano , Pella , Schullian , Del Barba , Pettarin , Fassina ».