Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03205 presentata da MONTEVECCHI MICHELA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 24/03/2022
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-03205 presentata da MICHELA MONTEVECCHI giovedì 24 marzo 2022, seduta n.418 MONTEVECCHI, VANIN, CORBETTA, PAVANELLI, TRENTACOSTE, CASTALDI - Al Ministro della cultura . - Premesso che: come si apprende da numerosi articoli di stampa, tra cui dal "Corriere della Sera", edizione di Roma, del 18 marzo 2022, "Palazzo Venezia e Vittoriano: «La società dei Beni culturali è illegittima e fonte di sprechi»", la sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei Conti ha mosso una serie di contestazioni, richiamando anche l'attenzione dell'Antitrust, sul contratto di affidamento stipulato a dicembre 2021 tra ALES S.p.A. e il Ministero della cultura, per i servizi di supporto finalizzati alla realizzazione di un progetto per il rafforzamento della capacità amministrativa e gestionale del Vittoriano e Palazzo Venezia; la Corte dei Conti, sezione controllo, chiamata ad approvare detto contratto, ha formulato una serie di osservazioni in relazione all'oggetto del contratto, all' iter procedurale che ha portato alla stipula della convenzione e alla valutazione di congruità dell'offerta economica della società, anche con riguardo alla natura di alcune voci di costo; il Ministero della cultura ha reso i chiarimenti il 3 febbraio 2022, trasmettendo ulteriore documentazione; con la deliberazione n. 22/2022/PREV del 23 febbraio 2022 la Corte dei Conti ha ritenuto non superate le criticità in merito al contratto, nonostante i chiarimenti forniti dal Ministero in ordine alla legittimità della convenzione esaminata; considerato che: nella relazione la Corte dei Conti ha rilevato profili di illegittimità del rapporto tra il Ministero e ALES S.p.A. con riguardo all'art. 1 -ter , comma 1, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104 (convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 132, modificato dall'art. 1, comma 930, della legge 30 dicembre 2020, n. 178), anche in riferimento all'articolo 97, comma quarto, della Costituzione. La norma in parola consente al Ministero della cultura di avvalersi della società in house , nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali ivi previste, per attività di "supporto" tecnico, amministrativo e contabile; secondo quanto si legge nella relazione della Corte dei Conti, il disciplinare allegato alla convenzione inquadra il progetto previsto per il Vittoriano e Palazzo Venezia in una più estesa azione del Ministero "finalizzata all'ampliamento del sistema dei servizi e l'incremento della qualità dei beni offerti alla fruizione, attraverso attività di supporto a quelle istituzionali e, nello specifico, tramite la realizzazione di obiettivi finalizzati al rafforzamento della capacità amministrativa e gestionale degli uffici", ma dalla documentazione (richiesta di interpello al personale interno, richiesta di offerta economica indirizzata alla società, disciplinare tecnico) è emersa la necessità di mettere a disposizione dell'Istituto 16 figure professionali amministrative e tecniche equivalenti a quelle di funzionari e assistenti amministrativi dei ruoli ministeriali, rivelatisi indisponibili nelle dotazioni organiche interne che pure prevedono (decreto ministeriale 13 gennaio 2021, n. 34) l'assegnazione al Vittoriano e a Palazzo Venezia di 56 unità, di cui 19 dell'area tecnica e amministrativa; la spesa complessiva della convenzione tra Ministero e ALES S.p.A. ammonta, in media, a 66.325 euro per persona che moltiplicata per 16 profili necessari al Vittoriano e a Palazzo Venezia, porta ad un costo totale di oltre 1 milione di euro; considerato inoltre che: alla luce dei dati suddetti, la Corte dei Conti ha rilevato che il perimetro delle attività oggetto della convenzione è risultato, "di dubbia compatibilità con il mero "supporto tecnico, amministrativo e contabile", a carattere straordinario e transitorio, consentito dalla norma; inoltre, secondo quanto affermato dalla magistratura contabile, appare del tutto evidente che il reiterato ricorso ai servizi resi dal personale impiegato da ALES, nel contesto di grave carenza di profili professionali amministrativi e contabili dell'Istituto, tende a rendere sempre più sottile il già labile confine tra i servizi di "supporto" e lo svolgimento dell'ordinaria attività amministrativa, tanto più in considerazione del fatto che non sono state neppure intraprese, a seguito dell'indisponibilità di professionalità proprie del Ministero, procedure di comando o altre forme di utilizzo temporaneo, a norma di legge, almeno per profili fungibili e non specialistici, di personale nei ruoli di altre amministrazioni; valutato che: a parere degli interroganti nel corso degli anni si è venuto a creare un sistema monopolistico in capo ad ALES S.p.A., la quale non solo incanala risorse ingenti e funzioni rilevanti ben oltre quello che la norma le consentirebbe, ma pare anche detenere una sorta di canale preferenziale nel reclutamento del personale a fronte di lungaggini, talvolta ingiustificate, nelle procedure concorsuali pubbliche, privando così il Ministero di importanti funzioni; inoltre, non appare chiaro quale sia l'effettivo risparmio per la pubblica amministrazione nell'applicazione delle suddette modalità operative, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo ritenga opportuno mettere in campo per trovare un'effettiva soluzione a fronte delle criticità segnalate dalla Corte dei conti; se non valuti opportuno ridimensionare il ricorso ad ALES S.p.A. facendola nuovamente rientrare nell'alveo di attività esclusivamente di supporto tecnico-amministrativo e contabile; se stia adottando iniziative volte ad accelerare le necessarie procedure concorsuali, scongiurando il rischio di eventuali ed ulteriori sperequazioni potenzialmente incostituzionali nel reclutamento del personale. (3-03205)