Documenti ed Atti
XVIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03364 presentata da CORRADO MARGHERITA (C.A.L. (COSTITUZIONE, AMBIENTE, LAVORO) - ALTERNATIVA - P.C. - I.D.V.) in data 14/06/2022
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-03364 presentata da MARGHERITA CORRADO martedì 14 giugno 2022, seduta n.439 CORRADO Margherita, ANGRISANI Luisa, GRANATO Bianca Laura, LANNUTTI - Al Ministro della cultura . - Premesso che: alla luce di quanto reso noto a fine ottobre 2021 e di successive interlocuzioni con i protagonisti della concertazione (presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, prefetto e sindaci), il 31 maggio 2022 un comitato spontaneo di cittadini di Trani che si definisce "pro Archivio di Stato" ha inoltrato un esposto alla locale Procura della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai Ministri dell'economia e delle finanze e della cultura e alla Procura della Corte dei conti, per contestare la decisione di allocare a Barletta la sede provinciale dell'archivio di Stato. Ex decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, tale ufficio dirigenziale periferico spetta anche alla sesta provincia pugliese, istituita con legge 11 giugno 2004, n. 148; la suddetta legge prevede che, nella dislocazione degli uffici periferici dello Stato, si debba tenere conto delle risorse disponibili e delle vocazioni territoriali (art. 4); lo statuto della Provincia, ribadendo l'assunto (art. 1), stabilisce che è "da individuare presso la città di Trani (...) il polo giuridico-finanziario-culturale-scientifico e turistico". Coerentemente con quanto sopra, nel 2008 il direttore generale per gli Archivi del Ministero per i beni e le attività culturali scriveva: "si può perciò istituire un Archivio di Stato che, per ragioni scientifiche legate alla consistenza del patrimonio e alla storia istituzionale della Regione, deve avere sede in Trani, dove fino al 1923 ha avuto sede la Corte d'Appello della Puglia, mentre la sezione di Barletta continuerà a operare alle sue dipendenze"; considerato che: la sezione di Barletta dell'archivio di Stato di Bari, istituita con decreto ministeriale 27 dicembre 1973, forte di circa 40.000 documenti pre e postunitari a carattere amministrativo, finanziario, militare e giudiziario, da più anni contende il ruolo di sede provinciale alla sezione di Trani che, istituita in data antecedente, il 22 marzo 1965 (ma con il decreto 12 novembre 1818 di Ferdinando I di Borbone già istituiva a Trani un "archivio suppletorio", mentre Ferdinando II, nel 1856, le assegnava, unitamente all'archivio notarile, la sede di palazzo Valenzano), conserva circa 60.000 atti pre e postunitari, datati dal XV secolo, di carattere amministrativo, finanziario e soprattutto giudiziario; diversamente dalla sezione di Barletta, che ha sempre vantato la proprietà dell'ex convento dei Celestini, poi caserma "Stennio", ma di fatto non ha potuto utilizzarla, restando relegata nel seminterrato di un condominio (concesso in locazione da privati) in via Ferdinando d'Aragona, Trani ospita in modo più che decoroso il proprio archivio in pieno centro storico, occupando 7 chilometri di scaffalature nel citato palazzo Valenzano (1762), demaniale, ormai al limite di capienza; considerato inoltre che: a distanza di quasi 20 anni dall'istituzione della nuova provincia, il relativo archivio di Stato non esiste ancora, come non esiste quello di Crotone, diventata Provincia addirittura 10 anni prima, e la giustificazione del Ministero della cultura per tali omissioni sta invariabilmente nelle difficoltà finanziarie: alle periodiche istanze di quei territori il Collegio Romano ha sempre replicato accampando l'impossibilità di provvedere con fondi ordinari alle spese per l'istituzione del nuovo ufficio e chiedendo agli enti locali di offrire immobili demaniali nella loro disponibilità, già a norma sul piano strutturale e funzionale, per abbattere i costi di gestione in capo al Dicastero; nel caso di Barletta-Andria-Trani, la risposta all'interrogazione 3-00276 del 16 ottobre 2018, svolta il 4 aprile 2019, giustifica la decisione di mantenere gli uffici di Trani e Barletta come sezioni distaccate dell'archivio di Stato di Bari non solo alludendo alla polemica in corso fra i due co-capoluoghi ma anche alle difficoltà organizzative e logistiche poste dal nuovo ufficio. Il richiamo al finanziamento del 2016 per l'adeguamento strutturale e funzionale dell'ex caserma Stennio, allora contesa fra demanio e Comune, alla quale fu assegnato poco meno di un milione di euro benché la spesa necessaria fosse stata stimata, fin dal 2008, in circa 2,5-3 milioni, potrebbe altresì far sospettare che, nei piani della Direzione generale competente, in prospettiva, la città della disfida avesse già soppiantato Trani; valutato che: il decreto attuativo n. 198/2022, emanato il 10 maggio 2022, prevede l'erogazione di 4,25 milioni per l'acquisizione dell'ex palazzo delle Poste di piazza Caduti in guerra, a Barletta, per destinarlo a sede provinciale dell'archivio di Stato. La portata simbolica dell'iniziativa è notevole: l'immobile, costruito nel 1921-25, è vincolato dal 2004, dopo che la vendita a privati (nel 2002) da parte di Poste italiane, per 1,5 milioni di euro, senza che il Comune esercitasse il diritto di prelazione, sembrava preludere al suo abbattimento, nonostante il valore storico conferitogli dall'essere stato teatro di un eccidio di barlettani dopo l'8 settembre 1943, sì che nel 2015 il sindaco ritenne di rivendicarne la proprietà comunale fino in Cassazione ("Barletta: Ex Palazzo Poste, la storia" su "barlettalive.it"); in risposta all'esposto del comitato tranese, il direttore generale archivi, con nota prot. 10590 dell'8 giugno 2022, dichiara preliminarmente di "doversi rimettere agli accordi assunti a livello territoriale" ma poi, mentre afferma che il personale in servizio nelle due sezioni è "del tutto insufficiente a consentire l'operatività a pieno regime di un Archivio di Stato" (sole 3 unità a Trani e 4 a Barletta), quindi la città destinataria della sede provinciale dovrà farsi carico delle lacune, e tuttavia non registra disponibilità esplicite in tal senso, ammette di avere rinunciato all'esercizio del potere di indirizzo nei confronti degli uffici territoriali accettando la proposta del direttore dell'archivio di Stato di Bari; sarebbe stato costui a proporre l'acquisto dell'ex palazzo delle Poste, "da utilizzare in aggiunta agli spazi attualmente a disposizione per la conservazione del patrimonio di competenza" (poiché l'ex caserma Stennio, dove i lavori sono quasi ultimati, non assicura gli ulteriori 6.000 metri quadrati necessari), a valere sui 100 milioni di euro assicurati nel 2022-2025 dalla legge di bilancio per il 2022 per l'acquisto di immobili da adibire a sedi o depositi per gli archivi sprovvisti. Nessuna proposta avrebbe invece avanzato su Trani, pur lamentando anche quella sezione un'insufficienza dei depositi, si chiede di sapere: perché nell'ultimo triennio la Direzione generale archivi sia "andata a rimorchio" del direttore di Bari invece di svolgere un'indagine conoscitiva per sapere quali opportunità vi fossero sul territorio per risolvere i problemi di Trani (depositi) e di Barletta (sede e depositi) prima di pronunciarsi per l'una o per l'altra in ragione del maggior vantaggio per l'amministrazione e per l'utenza; se il Ministro in indirizzo non ritenga di promuovere un'ispezione che verifichi in quali condizioni versi oggi l'ex edificio delle Poste di Barletta, per chiarire a quanto ammonti la spesa per il recupero e l'adeguamento funzionale dell'immobile una volta sommata all'ingentissima cifra richiesta per l'acquisto (comunque passibile di abbattimento trattandosi di un bene vincolato e ancor più se si decidesse di espropriarlo per pubblica utilità); se non tema che il dicastero possa incorrere in un'ipotesi di danno erariale, posto che, dopo avere speso un milione per l'adeguamento parziale dell'ex caserma Stennio (pur sapendo che a completarlo sarebbe occorso il triplo), ora, giudicandola comunque insufficiente alle necessità della sezione, accondiscende alla richiesta di spenderne 4,25 per il solo acquisto dell'altro immobile, senza sapere chi, quando e con quale spesa lo adibirà ad archivio, se Barletta si farà carico delle esigenze di funzionamento dell'ufficio provinciale, e senza neppure la prospettiva di poter rescindere il contratto di locazione passiva per i locali di via Ferdinando d'Aragona. (3-03364)