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Portale storico della Camera dei deputati

Presidenti

Giorgio Napolitano

Nato a Napoli (Campania) il 29 giugno 1925
Laurea in giurisprudenza; funzionario di partito

Biografia

Nasce a Napoli il 29 giugno 1925. Si laurea in giurisprudenza nel dicembre 1947 con una tesi in economia politica. Durante gli studi universitari aderisce, sin dal 1942, a gruppi antifascisti e nel 1945-1946 è attivo nel movimento per i Consigli studenteschi di facoltà e delegato al 1° Congresso nazionale universitario.
Aderisce nel 1945 al Partito comunista italiano, di cui è militante e poi dirigente.
Dall'autunno del 1946 alla primavera del 1948 fa parte della segreteria del Centro economico italiano per il Mezzogiorno, presieduto dal senatore Paratore. Partecipa inoltre attivamente al Movimento per la rinascita del Mezzogiorno fin dalla sua fondazione (dicembre 1947).
Eletto deputato nelle elezioni del 1953 è membro della Camera dei deputati ininterrottamente dalla II alla XII legislatura (1953-1996), con la sola eccezione della IV legislatura (1963-1968).
La sua attività parlamentare si concentra inizialmente soprattutto sui temi dello sviluppo del Mezzogiorno e della politica economica nazionale. Dagli anni '80 si impegna in particolare sui problemi della politica internazionale ed europea, sia nella Commissione affari esteri della Camera dei deputati, sia come membro della delegazione italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord, sia attraverso molteplici iniziative di carattere politico e culturale.
Per quanto riguarda la sua attività all'interno del PCI, è segretario della Federazione di Napoli (1963-1966), membro del Comitato centrale del partito dall'VIII Congresso (1956) e della Direzione nazionale dal X Congresso (1962). Tra il 1969 ed il 1975 è responsabile della politica culturale del partito: in questa veste anima un importante dibattito sulla sinistra italiana ed europea e compie numerose missioni internazionali con finalità politiche e culturali, contribuendo a stringere i legami tra il PCI e le altre forze della sinistra europea.
Responsabile della sezione nazionale di organizzazione del PCI dal 1979, è presidente del gruppo dei deputati comunisti nell'VIII legislatura (dal 1981 al 1983) e nella IX legislatura (dal 1983 al 1986). Dal 1986 dirige nel partito la Commissione per la politica estera e le relazioni internazionali, contribuendo ad accentuare la vocazione europeista del PCI.
Dal 1989 al 1992 è membro del Parlamento europeo.
Dopo il congresso di Rimini, nel 1991, aderisce al Partito democratico della sinistra.
Nell'XI legislatura, il 3 giugno 1992, è eletto Presidente della Camera dei deputati. Grazie al suo prestigio personale, promuove un'ampia riflessione parlamentare e politica, che affronta i temi della moralizzazione della vita pubblica, delle riforme istituzionali ed elettorali, del risanamento finanziario, in una difficile fase di transizione politica.
Nella XII legislatura è Presidente della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo istituita presso la Camera dei deputati.
Dal 1996 al 1998 è Ministro dell'interno nel I Governo Prodi. Nel giugno 1999, nuovamente eletto deputato europeo, è presidente della Commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo fino al giugno 2004.
Nel luglio 2003 è nominato presidente della Fondazione della Camera dei deputati, carica che mantiene fino alla elezione al Quirinale, e in tale veste promuove una serie di iniziative per celebrare il sessantesimo anniversario dell'Assemblea costituente. Tra di esse: la pubblicazione dell'opera Valori e princìpi del regime repubblicano e la mostra La rinascita del Parlamento. Dalla Liberazione alla Costituzione, rivolta in particolare ai giovani e dedicata alle vicende politico-istituzionali che portarono - dopo la Liberazione e le elezioni del 2 giugno 1946 - alla Costituzione repubblicana.
Il 23 settembre 2005 è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Il 10 maggio 2006 è eletto Presidente della Repubblica e presta giuramento il 15 maggio 2006. La dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il contributo al riavvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo gli valgono il riconoscimento - nel 1997 ad Hannover - del premio internazionale Leibniz- Ring per l'impegno "di tutta una vita". Gli vengono attribuiti lauree e dottorati honoris causa dalle università di Bari e di Trento, e dalle università Complutense di Madrid, Hebrew di Gerusalemme, Sorbona di Parigi.
Nel 2010 gli viene conferito il Premio Dan David 2010 a Tel Aviv per l'apporto al rafforzamento dei valori e delle istituzioni democratiche in Italia e in Europa. Nel corso degli anni sviluppa, inoltre, un'intensa attività pubblicistica ed editoriale.

XI Legislatura della Repubblica italiana

Seduta del 1 giugno 1992, continuata nelle giornate del 2 e 3 giugno

A seguito delle dimissioni del Presidente della Camera, Oscar Luigi Scalfaro, eletto Presidente della Repubblica, l'Assemblea di Montecitorio è chiamata a poco più di un mese di distanza ad eleggere nuovamente il proprio Presidente. L'esponente del Partito democratico della sinistra Giorgio Napolitano risulta eletto al quinto scrutinio, nella giornata del 3 giugno 1992, riportando 360 voti su 575 votanti. Nel discorso di insediamento, che segue immediatamente l'elezione, Napolitano si impegna innanzitutto a garantire la più ferma imparzialità e indipendenza nei confronti di tutti i gruppi parlamentari e dei singoli deputati e ad assicurare l'efficacia dei lavori parlamentari. Sottolinea tuttavia che la necessaria rivalutazione dell'opera del Parlamento, «troppo facilmente misconosciuta », passa anche attraverso «modifiche di carattere strutturale e di ordine istituzionale». Ricorda, infine, che il ruolo del Parlamento va riconsiderato e rilanciato alla luce degli impegni assunti dall'Italia in Europa, con particolare riferimento al trattato di Maastricht, che il Parlamento sarà presto chiamato a ratificare.